Per lungo tempo è stato il medico il custode di confessioni, paure e speranze dei malati. Oggi, invece, quando riceviamo una diagnosi, ci rivolgiamo al web, certi che qualcuno online ci ascolterà. Dai forum di pazienti come ambulatori virtuali dove condividere sintomi e consigli con le comunità di “pari”, ai primi cancer bloggers che sono andati virali imbattendosi in community di seguaci, fino all’era dei social network, che ha creato nuovi ruoli per chi si ammala. Siamo di fronte a un fenomeno sociale in rapida crescita e che riguarda tutti noi. Perché tutti prima o poi possiamo ammalarci, e perché ormai passiamo più tempo su internet che negli ambienti sanitari. In questo libro Cinzia Pozzi approfondisce motivazioni, aspettative e comportamenti dei #malati che, facendo rete, trovano supporto ma rischiano anche la privacy e la sovraesposizione a contenuti triggeranti, scontrandosi con dinamiche social che sono insensibili allo stato di salute degli utenti. Quanto fa bene raccontarsi sui social quando si sta male? Con una ricerca scientifica agli albori e frammentata, non c’è una risposta definitiva: ce ne sono molte.
Biografia autore:Cinzia Pozzi Giornalista scientifica, ha scritto per diverse testate nazionali. Ha studiato biologia molecolare e, dopo una recente laurea in sanità digitale all’Università di Edimburgo, oggi indaga il rapporto tra medicina e innovazione, con particolare attenzione al ruolo attivo dei pazienti nella cura. Si occupa delle attività editoriali presso una società scientifica a livello europeo. È bionica dal 2008.
33 chili per essere felice è un libro-testimonianza che racconta il mio percorso attraverso l’anoressia nervosa, una malattia che mi ha colpita all’età di quindici anni e che ha profondamente segnato la mia adolescenza. L’opera nasce dai diari che ho scritto durante il periodo di ricovero in ospedale e successivamente in clinica, nel difficile cammino verso la guarigione. Quelle pagine, vergate giorno dopo giorno, custodiscono emozioni autentiche, paure, speranze, ricadute e piccoli traguardi conquistati con fatica. In seguito ho rielaborato questi scritti trasformandoli in un libro che mantiene la forma diaristica originale, preservando l’immediatezza e la sincerità delle esperienze vissute. Attraverso una narrazione intima e diretta, il lettore viene accompagnato all’interno della realtà dell’anoressia, scoprendone non solo gli aspetti più dolorosi, ma anche la forza necessaria per affrontarla e superarla. Il libro vuole essere una testimonianza di resilienza e rinascita, offrendo uno sguardo autentico su una malattia spesso fraintesa e un messaggio di speranza a chi sta vivendo situazioni simili. 33 chili per essere felice non è soltanto il racconto di una sofferenza, ma soprattutto la storia di una riconquista: quella della propria vita, della propria identità e della capacità di guardare al futuro con fiducia.
Biografia autore:Elena Manzoni è nata a Seriate, in provincia di Bergamo, il 31 agosto 1998. Dopo aver frequentato Istituti privati cattolici, si iscrive nel liceo artistico pubblico della città, ritrovandosi in un mondo pressoché ancora inesplorato: l’adolescenza. Da lì tutti i problemi e le paure che ne conseguiranno, fino alla malattia. Così nasce questo libro, il suo ricordo, il suo mai più.
A dorso di zebra. Il viaggio con il NET continua è un percorso emozionante nel cuore di un’esperienza che segna la vita. Attraverso le storie autentiche di pazienti, familiari e professionisti, il libro trasporta il lettore in un mondo fatto di paure, speranze e resilienza. Le parole diventano un faro nella notte e si crea una sorta di cerchio di sostegno invisibile, dove timori e dubbi risultano meno ingombranti, perché riconosciuti e compresi da altri che vivono lo stesso cammino. Dalla diagnosi, che sconvolge le vite, ai trattamenti, lunghi e complessi, fino alla quotidianità che cambia in modo profondo, ogni storia è un tassello fondamentale di un puzzle che permette di comprendere meglio questa malattia. Ma il volume non è solo un racconto di sofferenza, è un inno alla vita, un invito a celebrare la forza dello spirito umano e a trovare la bellezza anche nelle sfide più difficili. È un dono prezioso per tutti coloro che cercano un senso di appartenenza e una speranza per il futuro.
Biografia autore:NET Italy ETS è un’associazione di pazienti affetti da tumori neuroendocrini impegnata nel fornire supporto, informazioni e solidarietà a chi vive con questa malattia rara e complessa. Attraverso iniziative di sensibilizzazione, eventi informativi e un’attiva rete di sostegno, l’associazione aiuta pazienti e familiari a sentirsi meno soli nel loro percorso. NET Italy ETS promuove anche la ricerca scientifica e la collaborazione tra medici e pazienti per migliorare diagnosi e cure, creando una comunità unita nella lotta contro i tumori neuroendocrini.
Gino nasce il 5 gennaio del 1981 con una grave cardiopatia. Sin da piccolo affronta “viaggi della speranza” verso il Nord, perché al Sud le terapie non erano allo stesso livello di avanzamento medico-scientifico; poi vola negli Stati Uniti. Gli anni passano, si sottopone a interventi chirurgici, convive con la malattia, cresce coraggioso, sorridente e libero fino alla fine. L’autrice ci narra di quella che è la prova più difficile in assoluto nella vita, affrontare la perdita di un figlio. Ferma sulla carta le emozioni, potenti, i ricordi dolorosi e gioiosi, le testimonianze vivide di amici e parenti.
Biografia autore:Ida Tievoli è nata a Mottola, in provincia di Taranto, il 2 novembre 1957. Dopo la maturità scientifica ha frequentato una scuola di estetica a Lugano e dall’età di 21 anni si è sempre dedicata a questa attività con passione, fino all’età della pensione. Questo libro, che rappresenta il suo primo lavoro in qualità di scrittrice, nasce dalle proprie esperienze dirette di vita, in particolare di Madre attenta all’ascolto dei bisogni dei propri figli. Bisogni a cui ha cercato di rispondere sempre e innanzitutto con la voce del Cuore.
“Accompagnare la crescita. Comprendere e sostenere lo sviluppo del bambino nei suoi primi anni” è una guida rivolta ai genitori che desiderano orientarsi con maggiore consapevolezza nelle prime, decisive tappe dello sviluppo infantile. La nascita di un bambino o di una bambina trasforma profondamente la vita familiare: accanto alla gioia e alla scoperta, emergono dubbi, paure e il bisogno di interpretare segnali non sempre facili da decifrare. Il libro offre spiegazioni chiare, conoscenze affidabili e suggerimenti pratici per comprendere i bisogni fondamentali dei bambini e delle bambine nei primi anni di vita, aiutando gli adulti a rispondere in modo più sereno, attento ed efficace. L’opera si articola in tre aree tematiche principali: lo sviluppo infantile, nelle sue dimensioni motorie, cognitive, emotivo-affettive e sociali; gli oggetti transizionali, come peluche e copertine, intesi come strumenti importanti nel percorso tra attaccamento, distacco e conquista dell’autonomia; il sonno, con indicazioni sui cambiamenti legati alla crescita e strategie per favorire routine e riposo sereni. Con un approccio accessibile ma fondato su competenze psicologiche e cliniche, “Accompagnare la crescita” non si limita a fornire informazioni teoriche, ma accompagna i genitori nella quotidianità, offrendo esempi concreti e chiavi di lettura utili per comprendere meglio il comportamento dei bambini. È un testo pensato per sostenere la genitorialità, promuovere il benessere familiare e favorire una crescita armoniosa, nel rispetto dei tempi, dei bisogni e delle specificità di ogni bambino e bambina.
Biografia autore:Beatrice Fantozzi è psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale. Da anni si dedica al lavoro con l’infanzia e l’adolescenza, occupandosi in particolare di disturbi del neurosviluppo, psicopatologia dello sviluppo e sostegno alla genitorialità. Svolge attività clinica sia in ambito privato sia all’interno di un contesto pubblico, offrendo percorsi di valutazione, presa in carico e supporto psicologico a bambini, bambine e famiglie. Esperta in sviluppo e neurodivergenze, integra competenze cliniche e psicoeducative con l’obiettivo di promuovere il benessere e la crescita armoniosa dei più piccoli, accompagnando gli adulti nella comprensione e nella risposta ai bisogni evolutivi dei bambini.
Da sempre ci ripetiamo che l’adolescenza è un’età critica, ma ci sentiamo confortati all’idea che sia solo una fase di passaggio da sopportare e supportare, quindi destinata a finire e a consegnarci individui maturi e pronti alla vita adulta. E se invece non fosse così? Se la famosa crisi adolescenziale non fosse una semplice crisi? Stefano Vicari lancia un allarme chiamandoci alla presa in carico di un problema: gli accessi al pronto soccorso ci parlano di una generazione di bambini e adolescenti che, come mai in passato e già prima del Covid, sta manifestando un grave malessere psichico che sfocia con crescente frequenza in atti violenti contro se stessi o contro gli altri, crisi depressive, isolamento, ansie, dipendenze e disturbi alimentari di vario genere. Un malessere che spesso non si supera con l’età, ma anzi rischia di esacerbarsi e cronicizzarsi, degenerando in vere e proprie malattie psichiatriche, che fanno la differenza tra vite aperte al futuro e vite “interrotte”. Ma dove nasce e da cosa dipende la salute mentale? Cosa possiamo fare per promuoverla? Noi adulti abbiamo la possibilità formidabile di trasformare il preoccupante stato attuale delle cose e migliorare la qualità di vita dei nostri ragazzi, anche dei più fragili. Permetterci di coglierla è lo scopo di questo libro. Nel disegnare una traiettoria verso il benessere psichico che ha origine nell’infanzia, Stefano Vicari ci offre chiavi di comprensione di ciò che alimenta il disagio mentale nei bambini e negli adolescenti, mette a fuoco i segnali d’allarme dei disturbi più diffusi e i modi per intervenire tempestivamente, senza sottovalutare i sintomi. Infine, guida genitori e insegnanti alla riscoperta della loro vocazione educativa per aiutare figli e studenti a crescere emotivamente stabili, curiosi di conoscere, ricchi di relazioni positive per affrontare in autonomia e serenità le sfide del diventare grandi.
Biografia autore:Stefano Vicari (1959), neuropsichiatra e neuroscienziato, insegna all’Università Cattolica e dirige la Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, dove accoglie quotidianamente in cura bambini e giovani e li accompagna nel loro percorso di guarigione. Ha condotto ricerche all’estero in alcune tra le più prestigiose università nel mondo ed è responsabile di progetti di ricerca nazionali e internazionali. Svolge un’intensa attività divulgativa, che l’ha reso un punto di riferimento anche per testate giornalistiche nazionali (“la Repubblica”, “Corriere della Sera”), trasmissioni radiofoniche e televisive (“La versione delle due”, “Porta a Porta”, “Elisir”). È membro del Tavolo Salute mentale e coordina il Tavolo Autismo della Pastorale della Salute della Cei. Ha scritto libri per operatori professionali in italiano e in inglese, centinaia di pubblicazioni scientifiche e monografie divulgative.
Alberto, l’Angelo della speranza. La testimonianza di un papà di Federico Lerza è il racconto intenso e commovente della breve vita di Alberto, un bambino colpito a soli sei anni da un glioblastoma di quarto grado, una delle forme tumorali più aggressive e devastanti. Attraverso la voce del padre, il libro ripercorre i diciassette mesi di malattia che hanno segnato profondamente la famiglia, trasformando una tragedia apparentemente insostenibile in un percorso di fede, speranza e amore. Alberto affronta il dolore, gli interventi chirurgici, le terapie e il progressivo aggravarsi delle sue condizioni con una serenità sorprendente, senza mai perdere il sorriso, la gentilezza e l’attenzione verso gli altri. Le sue parole, i suoi gesti e la sua capacità di trasmettere pace a chi gli sta accanto diventano una testimonianza straordinaria per familiari, amici, medici e sacerdoti che lo accompagnano nel suo cammino. Parallelamente, il libro racconta la profonda conversione spirituale del padre Federico, inizialmente lontano dalla fede, che proprio attraverso la sofferenza del figlio riscopre Dio, la preghiera e il significato più autentico della speranza cristiana. Le pagine sono arricchite dalle testimonianze della madre Elisa, di don Alex Moreira, del vescovo Derio Olivero e di molte altre persone che hanno conosciuto Alberto e ne sono rimaste profondamente segnate. Più che il racconto di una malattia, il volume è la narrazione di un’eredità spirituale. Alberto diventa per chi lo incontra un maestro di fiducia e di amore, capace di illuminare anche i momenti più oscuri. Un libro che affronta il mistero della sofferenza senza negarlo, ma mostrando come, persino nel dolore più grande, possano nascere consolazione, fede e speranza.
Biografia autore:Federico Lerza (Torino, 1979) è consulente aziendale. Laureato in Economia e Gestione delle Aziende presso il Politecnico di Lugano, ha maturato una lunga esperienza come Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, docente e relatore in ambito tecnico. Nel 2025 ha esordito come scrittore con Alberto, l'Angelo della Speranza, testimonianza autobiografica dedicata alla vicenda del figlio Alberto, scomparso a soli otto anni a causa di un glioblastoma. Attraverso un racconto diretto, Lerza narra il percorso della malattia, il dolore della perdita e la trasformazione spirituale scaturita, offrendo una riflessione sul significato della sofferenza, della fede e della speranza. L'opera si colloca nel filone della memorialistica spirituale e della testimonianza cristiana contemporanea. È inoltre autore del volume Ti ho chiamato per nome. La sua scrittura si caratterizza per l'attenzione ai valori umani e religiosi e la volontà di trasmettere un messaggio di conforto e speranza.
Intorno all’Alzheimer si sono formate parole dure, immagini fosche, silenzi pesanti. Ma chi vive questa esperienza da dentro o da vicino sa che, oltre la paura, c’è molto altro. Fragilità, sì – ma anche dignità. Smarrimento – ma anche relazione. Silenzio – ma anche presenza. ALZHEIMING è un vademecum umano, narrativo, relazionale. Pensato per chi vuole attraversare l’Alzheimer con occhi nuovi. Non un manuale clinico. Non un elenco di sintomi: piuttosto una mappa emotiva, fatta di parole‐chiave, riflessioni, domande vere. Parla di memoria e di corpo, di emozioni e di tempo, di chi cura e di chi è curato, di chi non ricorda più ma resta comunque qualcuno. ALZHEIMING è il verbo che non si trova nei dizionari, perché appartiene a un altro ordine di linguaggio: quello che nasce prima del pensiero, tra i gesti, gli sguardi, la cura. Un verbo che parla di movimento, trasformazione, possibilità. Perché anche quando la memoria vacilla, qualcosa resta. E ciò che resta, è tutto.
Biografia autore:Paolo Brunelli, direttore della casa editrice Cicorivolta Edizioni, è presidente dell’Associazione di Promozione Sociale LOOKING FOR MONICA (www.lookingformonica.org), che ha fondato nel 2024 e che trae la propria ispirazione dall’omonimo album musicale‐narrativo, da lui composto e dedicato alla moglie Monica, colpita da una forma di Alzheimer precoce particolarmente aggressiva e invalidante. Oltre ad “ALZHEIMING (Di cosa parliamo quando parliamo di Alzheimer)”, ha pubblicato, nel 2025, anche “Cappuccetto Rosso e Mister Alzheimer (ovvero, l’Alzheimer spiegato ai bambini)” con le illustrazioni di Sonia Galletti.
Eleonora Pegorin nasce in provincia di Torino nel 1983 da papà Guido, un uomo alcolizzato e feroce, e da mamma Maria, paziente psichiatrica e gravemente malata. Il suo calvario personale comincia a otto anni, quando la nonna Ida, a cui era stata affidata, muore consumata dal cancro nel giro di pochi mesi. Da quel momento in poi, diventa vittima di violenze inenarrabili, fino a quando, in piena adolescenza, scopre di aspettare un bambino. Nonostante non sappia chi possa essere il padre, decide di tenerlo, ma pochi giorni dopo viene pestata a sangue e la gravidanza si interrompe bruscamente. Eleonora, sottoposta alla procedura di asportazione del feto, muore per sempre insieme all’esserino che portava in grembo; dalla sala operatoria esce Ele, una persona nuova e senza più nulla da perdere, intenzionata a mettere fine, a ogni costo, e con ogni mezzo, a quell’esistenza costellata di abusi e sofferenze. Ancora un giorno di felicità è una storia vera di rinascita e riscatto, che trascina il lettore tra le righe di un racconto drammatico ed emozionante, riservandogli un posto di assoluta vicinanza alla protagonista.
Biografia autore:Eleonora Aloise Pegorin , nata in provincia di Torino nel 1983, è psicologa, pedagogista, esperta in B.E.S. e D.S.A., esperta in coaching adolescenziale, terapia di coppia, psicologia olistica, neuropsicologia e psicologia scolastica. La sua storia personale, segnata da abusi ed esperienze traumatiche, l’ha portata a dedicarsi con passione alla tutela dei più fragili, trasformando il dolore vissuto in una missione di vita. Nel giugno del 2023, è stata nominata Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana per il suo impegno nella lotta contro la violenza su donne e bambini. Dal 2020 è titolare dello studio psico-pedagogico-didattico “Piccolo Principe B612” e dal 2024 è presidente dell’omonima associazione, con la quale mira, principalmente, a promuovere la cultura della salute mentale. È, inoltre, ideatrice e fondatrice del primo polo di ricerca psicopedagogica “A partire dalla Cura” Francesca Lagatta, nata a Praia a Mare (Cs) nel 1985, è una giornalista professionista iscritta all’ordine dei Giornalisti della Calabria, laureata in Scienze della Comunicazione. Dall’agosto del 2018 lavora per il network LaC. Nel luglio del 2019 pubblica il suo primo libro, dal titolo Sanità Organizzata, che contiene una raccolta di inchieste sulla sanità calabrese. Da dicembre 2019 a marzo2020 conduce su LaC Tv un programma di inchiesta e approfondimento, “Occhio alla Lince”, di cui è anche autrice. Nel corso della sua carriera ha ottenuto decine di riconoscimenti. Tra questi, il “Premio Spiriti Liberi” e il “Premio Costruttori di legalità”. Nel 2023 esce Vite di cristallo. La storia di forza e coraggio di Anna e di suo figlio Emanuele, affetto da adrenoleucodistrofia (Rubbettino) vincitore del Premio Angelo Zanibelli nella Sezione Narrativa.
Cosa pensiamo, ogni mattina, prima di aprire gli occhi? Da questa domanda inizia un viaggio dentro le parti più vulnerabili di noi: paure antiche, desideri di approvazione, la voce mai spenta del bambino e della bambina interiore. Timori e bisogni che, se ignorati, ci seguono anche da adulti, finché non impariamo a riconoscerli e ad ascoltarli. In queste pagine, Marta Pettolino Valfrè intreccia storie di vita considerate “diverse e fuori norma”, storie di chi ha sofferto e che dalla sofferenza ha tratto la propria forza. Una donna che non può avere figli, un ballerino con distrofia muscolare, la prima transessuale divenuta famosa in Italia, una donna che trova nella sessualità e nella scrittura una chiave di conoscenza e ribellione, un ex tossicodipendente che ha scoperto di essere sieropositivo, uno psicoterapeuta discriminato per la sua omosessualità e una scrittrice con un disturbo borderline di personalità. Un filo invisibile lega queste storie: il coraggio di affrontare sfide legate alla propria infanzia e identità. Non un’indagine clinica, né una testimonianza autobiografica in senso stretto, ma un saggio-dialogo sulla possibilità di abitare il proprio Sé con più autenticità. E infine un invito: a domandarsi chi siamo davvero, prima di essere tutto il resto.
Biografia autore:Marta Pettolino Valfrè è psicologa, giornalista e consulente per aziende nazionali e internazionali. Insegna public speaking e giornalismo all’Università degli Studi di Torino e da anni racconta l’intreccio fra mente, corpo e linguaggio. In aula insegna a guidare le emozioni e smonta gli stereotipi a suon di parole. È vegana e sa che gli stereotipi, a differenza dei broccoli, non fanno bene a nessuno. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Il corpo emotivo nel public speaking (2023) e Che palle ’sti stereotipi (con L. Nacci, 2023)
Anna è una ragazzina bella, spigliata, dotata di un’intelligenza pronta ed estremamente pratica, un carattere forte, da leader, con una grande passione: l’equitazione. Ha da poco compiuto quattordici anni quando le viene diagnosticato un tumore maligno. Alcuni giorni dopo il ricovero nel reparto di Oncoematologia Pediatrica del Sant’Orsola di Bologna entra nella sua stanza della rianimazione una dottoressa a lei sconosciuta: l’accarezza, le bagna le labbra secche, le parla. Anna intuisce una diversità che l’attira. Dirà: «Questo incontro è stato molto importante per me». Da quel momento trova un nuovo centro: non la malattia ma un’esperienza di vita che la porterà a dire verso la fine della sua esistenza: «Se prende tutto un nuovo senso, allora non ho più paura di morire». Fin dall’inizio Anna trascina con sé e ne rende partecipi i suoi genitori, i quali scoprono che «nell’essere insieme c’è una possibilità di letizia anche nei momenti più difficili». Nulla in lei e attorno a lei resta come prima, in un inaspettato e sorprendente vortice di bene, di rapporti e di creatività. È quanto documentano queste pagine attraverso il racconto dei fatti accaduti, il diario della madre, le lettere scritte dal padre agli amici, le testimonianze di chi l’ha conosciuta. Già mentre Anna era in vita, il suo modo di vivere la malattia destò molta sorpresa – come attesta l’ampia rassegna stampa o la serata al Teatro Duse di Bologna con il regista e alcuni attori della fiction Braccialetti rossi, alla quale parteciparono oltre mille persone –, divenendo preziosa compagna di cammino di tanti giovani. Dopo la sua morte, la sua testimonianza è arrivata a tanti tramite i genitori che, rivolgendosi “al lettore”, scrivono: «In questi anni abbiamo scoperto soprattutto che per vivere davvero abbiamo bisogno di compagni di viaggio, in modo che possiamo scuoterci dalla disperazione o dal torpore, e riprendere sempre il cammino. Dentro una relazione, un rapporto, un amore che fa diventare ogni cosa un avvenimento, può nascere il presentimento che la vita è davvero qualcosa di grande, così grande che non può morire».
Biografia autore:Eugenio Dal Pane (Castel Bolognese, 1954), dopo la laurea in Filosofia con una tesi su De Lubac e il diploma in Scienze religiose, ha insegnato religione e lettere nella scuola cattolica. Nel 1989 ha fondato la casa editrice Itaca – di cui è tuttora amministratore e direttore editoriale – per pubblicare, promuovere e diffondere libri compagni di viaggio. Ha curato numerosi libri di testimonianze e storie di vita ed è autore di volumi, anche per bambini e ragazzi.
I disturbi alimentari si nutrono dell’inganno del controllo, rendendo la cura una sfida ardua e delicata. Cosa significa ammalarsi di questo tipo di disturbi oggi e quali sono le implicazioni per le famiglie? Quali i fattori di rischio, di formazione e mantenimento? E quanto influiscono i social media sulla loro diffusione? Elisa Valteroni, psicologa e psicoterapeuta al Centro di Terapia Strategica di Arezzo, esplora le risposte a queste domande, presentando un modello di trattamento efficace, supportato da numerosi casi clinici. Con un’analisi approfondita e aggiornata, l’autrice illustra le varie forme – dall’anoressia nervosa alla bulimia, dal binge-eating al vomiting e alla sindrome da alimentazione notturna incontrollata – evidenziando come i protocolli terapeutici siano sistematici e al tempo stesso adattabili alle specificità di ogni paziente in cura. Un testo utile sia ai professionisti del settore che a chiunque desideri comprendere e affrontare questa complessa problematica della società contemporanea.
Biografia autore:Elisa Valteroni è psicologa, psicoterapeuta e ricercatrice interna al Centro di Terapia Strategica di Arezzo, di cui è responsabile dell’unità operativa di ricerca e trattamento dei disturbi alimentari. Autrice di numerosi lavori e saggi, ha pubblicato, con Giorgio Nardone, Dieta o non dieta (Ponte alle Grazie, 2014), La terapia degli attacchi di panico (Ponte alle Grazie, 2016) e L’anoressia giovanile (Ponte alle Grazie, 2017).
«Il giorno in cui smetterò di litigare con l’ansia e deciderò di portarla con me a prendere un aperitivo, forse inizierò davvero a stare meglio»: da questa frase, pronunciata da una paziente, nasce il cuore di questo libro. "Aperitivo con l’ansia" è un percorso fatto di storie vere, esperienze cliniche e riflessioni, pensato per chi vive ogni giorno con una compagna scomoda e a volte spaventosa: l’ansia. Il dottor Francesco Cuniberti, psichiatra, guida il lettore attraverso le tante forme che può assumere questo stato emotivo ― dal panico all’agorafobia, dall’ansia sociale alle fobie specifiche, dall’ansia generalizzata a quella da malattia ― alternando racconti realistici, esempi clinici e strategie terapeutiche concrete. Ogni capitolo dà voce a una persona, con la sua storia unica e il suo personale cammino verso un nuovo equilibrio, mostrando come l’ansia, se ascoltata e accolta, possa trasformarsi da nemico invisibile a segnale utile. Il tono è caldo, umano, e a tratti ironico. L’obiettivo non è offrire soluzioni miracolose, ma aiutare il lettore a sentirsi meno solo e a costruire una nuova relazione con sé stesso e con i propri sintomi. Senza negare il disagio, ma imparando a dargli spazio, senso e contesto. Perché non sempre l’ansia va sconfitta: a volte basta imparare a sedersi con lei, magari davanti a un bicchiere, e iniziare a parlarle.
Biografia autore:Francesco Cuniberti, medico psichiatra e dottorando in Neuroscienze all’Università degli Studi di Torino, si occupa di ansia, panico, disturbo ossessivo-compulsivo e salute mentale perinatale. Nella sua attività alterna l’ambulatorio alla ricerca, la clinica alla divulgazione, cercando sempre di costruire un ponte tra scienza e vita reale. Sui social porta la psichiatria fuori dai luoghi comuni, combattendo lo stigma con uno stile diretto, empatico e profondamente umano.
Martina Samaja è malata di fibrosi cistica e scrive questo testo con il desiderio di andare oltre la propria singola esperienza e dare voce a questa patologia che, nonostante sia una delle malattie rare più diffuse al mondo, è anche una delle più sconosciute. È la testimonianza di come sia importante cercare e trovare la speranza anche dentro un letto di ospedale, strappandosi un sorriso persino quando si ha il cuore calpestato dal dolore. Martina ci racconta inoltre il profondo legame che la unisce al suo Golden Retriever. La sua storia, a tratti forte e commovente, vuole essere la prova che si può sopravvivere a ogni cosa, se in palio c’è la propria vita.
Biografia autore:Martina Samaja, nata a Milano il 10 luglio 1984, ha vissuto tutta la sua vita con la fibrosi cistica, affrontandola con straordinaria energia, lucidità e amore per l’esistenza. Inserita nel 2016 nella lista per il trapianto bi-polmonare, ha potuto ricevere un organo idoneo solo nel maggio 2020. Dopo l’intervento aveva recuperato pienamente la funzionalità respiratoria, ma in seguito è stata colpita da rigetto cronico. È scomparsa il 24 ottobre 2025.La sua vita, seppur segnata dalla malattia, è stata intensa, ricca e profondamente vissuta. Laureata in Filosofia all’Università degli Studi di Milano, ha lavorato per molti anni presso XXX a Trieste, Mediaset e la Fondazione ENI Enrico Mattei. Ha viaggiato molto, in Europa e nel mondo — dalla California all’India, dalla Thailandia al Messico — coltivando uno sguardo curioso e aperto sulla realtà. Sempre desiderosa di mettersi in gioco, si è iscritta all’Università Mental Coach e ha conseguito diplomi in tecniche fotografiche. Per anni ha curato una pagina Facebook seguita da centinaia di persone, con cui condivideva pensieri, esperienze e riflessioni. La sua testimonianza più intensa è il libro Aspettando l’arrivo del vento (Albatros Il Filo), un racconto autentico e coinvolgente del suo percorso umano e della sua capacità di affrontare anche i momenti più difficili senza mai perdere il desiderio di vivere pienamente. Martina ha lasciato a tutti coloro che l’hanno incontrata — di persona o attraverso le sue parole — un esempio concreto di forza, consapevolezza e amore incondizionato per la vita.
Negli Stati Uniti, quando in ospedale arriva un paziente straniero, interviene subito un interprete specializzato. È fondamentale, infatti, che il malato comprenda bene ciò che gli viene comunicato, ed è altrettanto cruciale che i medici capiscano senza esitazioni le sue risposte. La comunicazione medico-paziente è parte integrante della terapia, il cui esito può dipendere anche dalle parole dette, comprese o fraintese. Linda De Luca è una traduttrice specializzata in terminologia medica, a lungo impiegata come interprete negli ospedali di New York. Mestiere affascinante, il suo, ma emotivamente costoso, che per anni l’ha portata a confrontarsi con storie toccanti e in grado di lasciare un segno profondo. De Luca presta la sua voce e le sue competenze linguistiche ai pazienti, e attraverso il racconto di casi vissuti in prima persona riesce a far emergere con maestria tutta l’ambiguità della traduzione e del rapporto con il dolore, dipingendo affreschi che si trasformano in piccole perle di letteratura. Così questo libro breve e intenso racconta anno dopo anno, reparto dopo reparto, storie vere, narrate con estrema sensibilità. Si passa da episodi straordinari, come quello in cui si ritrova in sala operatoria mentre un neurochirurgo opera il cervello di un paziente sveglio che deve rispondere a comandi precisi, a momenti persino più gravosi, come quelli in cui è chiamata a tradurre ai familiari – figli, genitori, fratelli – la diagnosi di una malattia. Incubatore di storie ed emozioni, questo libro è un viaggio che fa tappa in terre distanti tra loro, ma con un denominatore comune: la volontà di affrontare un tema come il dolore senza la paura di uscirne feriti o compromessi, ma anzi con la certezza di trovarvi uno strumento di sensibilizzazione per la riscoperta di sé e degli altri.
Biografia autore:Linda De Luca è nata a Milano nel 1984, traduce e scrive intorno alla traduzione. Nel 2013 si è trasferita negli Stati Uniti, dove si è specializzata in interpretariato medico. Ha lavorato nei principali ospedali di New York, ha insegnato italiano nella scuola delle Nazioni Unite e insegna attualmente nella scuola Collina Italiana di Manhattan. Dal 2018 traduce film e serie TV, tra cui Grey’s Anatomy, e tiene lezioni di inglese ai giovani aspiranti medici che scelgono di studiare all’estero. Convinta dell’importanza della mediazione linguistica in ambito ospedaliero, ha approfondito il tema in numerosi contributi per quotidiani e riviste italiane. Oggi vive e lavora a Roma.
Ballando la Vita di Marta Mattarollo è un inno alla resilienza e alla straordinaria capacità umana di trasformare il dolore in opportunità di crescita. Attraverso la voce di Alma, l'autrice condivide con coraggio il suo percorso attraverso la diagnosi e la lotta contro un cancro al seno. Lontano da toni autocommiserativi, il libro si rivela una potente testimonianza di forza interiore, autoironia e profonda umanità. La narrazione della battaglia di Alma contro la malattia si intreccia con i ricordi di una vita ricca di affetti e di donne forti che l’hanno plasmata: da nonna Etta, la “ragazza del ‘99”, a nonna Tina, ironica e arguta, fino a nonna Virginia, pilastro di una famiglia al femminile. Il libro esplora anche la riscoperta del valore autentico delle amicizie e il supporto della sorella Anna, un vero porto sicuro. Ballando la Vita non è solo la storia di una sopravvissuta, ma un invito appassionato a “ballare la vita” nonostante le avversità, a cogliere la bellezza in ogni momento e a non arrendersi mai. L’autrice ci ricorda che “l'importante non è mai come cadi ma come ti rialzi”, dimostrando con autenticità e speranza che il dolore può salvare e rafforzare, aprendo la strada a un nuovo e più consapevole modo di vivere.
Biografia autore:Marta Mattarollo, nata a Treviso il 5 settembre 1972, fa il suo esordio nel mondo letterario con Ballando la Vita, un’opera che è molto più di un semplice racconto autobiografico: è un inno alla resilienza e alla straordinaria capacità umana di trasformare il dolore in opportunità di crescita.
In un momento in cui la cura rischia di consumare chi cura, questo saggio affronta una delle emergenze più silenziose del nostro sistema sanitario: l’esaurimento fisico ed emotivo di infermieri e operatori della salute. L’opera, curata da Giovanni Muttillo, trae spunto da uno studio di ricerca finalizzato a valutare la prevalenza e la relazione tra alessitimia, burnout e disperazione in un campione di operatori sanitari durante la terza ondata di COVID-19 in Italia. Il testo intreccia rigore scientifico, esperienza clinica e sguardo organizzativo per indagare le radici del burnout, i suoi sintomi e le possibili strategie di prevenzione. Non si limita a descrivere una sindrome individuale, ma la riconduce al contesto in cui nasce: carichi di lavoro eccessivi, carenza di personale, fragilità delle relazioni professionali, violenza contro gli operatori, perdita di motivazione, difficoltà nel riconoscere ed esprimere le emozioni. Attraverso modelli teorici, dati di ricerca e riflessioni sul benessere organizzativo, il libro mostra come il burnout non sia una debolezza personale, ma il segnale di una frattura tra ruolo, funzione, identità professionale e ambiente di lavoro. Particolare attenzione è dedicata alla pandemia da COVID-19, che ha reso più evidente la vulnerabilità di chi opera nei luoghi della cura. Al centro dell’opera si trova la convinzione che la qualità dell’assistenza dipende anche dalla qualità della vita emotiva e relazionale di chi assiste e che questa qualità di vita può essere migliorata grazie a leadership consapevoli, empowerment, engagement e costruzione di comunità di lavoro capaci di ascolto. Un testo che qualifica un disagio spesso taciuto, restituendo dignità alla fatica degli operatori sanitari e indicando nella parola condivisa, nella formazione e nell’organizzazione responsabile i primi strumenti per affrontare il malessere e migliorare la qualità di vita degli operatori e, di conseguenza, l’assistenza erogata dalle strutture sanitarie.
Biografia autore:Giovanni Muttillo, giornalista, è Direttore di Struttura Complessa Direzione Aziendale Professioni Sanitarie e Sociosanitarie e Responsabile Comunicazione e relazioni esterne del ASST Centro Specialistico Ortopedico Traumatologico G. Pini-CTO di Milano. È inoltre Consulente Tecnico d’Ufficio del Tribunale di Milano e docente a contratto presso il Corso di Laurea in Infermieristica dell’Università degli Studi di Milano. Componente del Consiglio Scientifico dell’Associazione Insieme per Prenderci Cura. Già Presidente dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche di Milano, Lodi, Monza-Brianza.
“Caramelle a colazione” è la storia di una guarigione. Dalla diagnosi di una malattia tra le più spaventose, il protagonista Francesco Lista parte a raccontare la degenza, le cure, il percorso seguito per arrivare alla risoluzione della patologia. Un periodo difficile vissuto tra paura, sofferenza, terapie, speranza. Il racconto, quale narrazione non soltanto personale, mette in risalto le relazioni con altre persone, degenti e non, amici, familiari, e soprattutto con il personale medico ed infermieristico, che si è prodigato per curare Francesco con grande professionalità ed umanità. Francesco che ci ha messo del suo: il messaggio che vuole lasciare è l'idea che la serena accettazione, anche di una grave patologia, possa aiutare le stesse cure. Ansie, speranze, presa di coscienza, umanità, sorrisi, grande forza. Il contributo di una psicologa e di un medico oncologo. E il ricordo di un amico di Francesco, Gianfranco, che non c'è più. Nel libro ci sono anche momenti leggeri, piccole autonomie negli spazi di un grande ospedale, e tanto coraggio: l'invito ad accettare con il sorriso anche gli eventi più difficili della vita, spesso forieri di svolte grandi.
Biografia autore:Maura Giunta è una giornalista e scrittrice, che lavora nel territorio dell'Alto Milanese. Nata a Sesto San Giovanni nel 1961, in provincia di Milano, è direttore responsabile di una radio locale, e da qualche anno pubblica biografie. In passato ha pubblicato due libri di racconti, un libro che raccoglie quindici interviste a colleghi, per raccontare insieme il mestiere del giornalista, libri di viaggi. Ha all'attivo in tutto otto pubblicazioni (il nono lavoro letterario sarà in libreria a giugno prossimo), tra saggistica e narrativa. “Caramelle a colazione” arriva nel 2025 per dare voce alla storia di Francesco Lista. Una nuova occasione d'ascolto e scrittura, per fermare nel tempo una storia, ricostruirla pagina dopo pagina, cercando di renderla interessante e condivisibile. Maura Giunta tiene corsi di scrittura creativa, e sviluppa progetti editoriali con autori emergenti. Scrivere, oltre ad essere il suo lavoro, è per l'autrice di questo libro una passione, in grado di coinvolgerla sempre tanto.
La celiachia è una malattia cronica per la quale l’unica terapia è una dieta rigorosa senza glutine. Ma quanto sarebbe bello poter vivere ogni momento di condivisione legato al cibo con la stessa libertà e serenità degli altri, senza sentirsi esclusi e senza il timore di mettere a rischio la propria salute? Per farlo bastano alcune semplici regole, le stesse contenute in questo libro, nato da oltre vent’anni di esperienza maturata dall’autrice accanto alle persone con celiachia e alle loro fa-miglie, nelle scuole, nella ristorazione, nelle istituzioni e in tutti quei contesti in cui una corretta informazione può fare la differenza. Accanto ai contributi scientifici di autorevoli specialisti, il volume mette a disposizione consigli pratici e strumenti utili per affrontare con maggiore consapevolezza ogni aspetto della celiachia: dalla diagnosi alla gestione della dieta senza glutine, dalla vita quotidiana a casa e fuori casa ai temi dell’inclusione, della scuola, della ristorazione e degli sviluppi normativi e istituzionali. Pensato per accompagnare le persone con celiachia e le loro famiglie in un momento spesso segnato da dubbi e disorientamento, il libro aiuta a trasformare la conoscenza in consapevo-lezza e serenità. Completa il volume una raccolta di schede informative scaricabili, pensate per favorire una corretta informazione e una maggiore inclusione nella vita quotidiana e nei diversi contesti sociali.
Biografia autore:Simonetta Mastromauro , tenace sostenitrice del grande valore dell’informazione e divulgazione, che influisce sulla vita e la salute delle persone celiache, tanto è vero che è stata volontaria per 15 anni per AIC E.R. Ideatrice di numerose attività per la diffusione e l’informazione sulla celiachia, oggi prosegue il proprio impegno di volontariato e sensibilizzazione in ambito nazionale. Super attiva nel diffondere la conoscenza e le buone pratiche quotidiane, importanti e basilari per la salute dei celiaci e di tutto il mondo che ruota attorno a loro, come familiari, amici, docenti e ristora-tori. Dialoga con le istituzioni contribuendo a fornire le testimonianze delle persone con celiachia e dei loro familiari, favorendo percorsi di sensibilizzazione e il raggiungimento di significativi risultati sul piano sociale; diffonde informazioni attraverso i media, i social e canali televisivi come Rai 1, ospite frequente di Uno Mattina, con cui ha organizzato una maratona dedicata alla celiachia richiamando con successo l’attenzione del pubblico italiano, celiaci e non.
Uomini e donne non sono uguali, per aspetti non solo biologici, ma anche sociali e culturali, e queste differenze hanno un impatto sullo stato di salute di ogni individuo. La medicina di genere studia tali diversità allo scopo di sviluppare modalità di prevenzione, diagnosi e cura genere-specifiche. Obiettivo del libro è diffondere tra un ampio pubblico la medicina di genere come cambiamento di prospettiva che metta la persona al centro del percorso di cura rafforzando il concetto di “centralità del paziente” e di “personalizzazione delle terapie”.
Biografia autore:Alessandra Carè ha diretto il Centro di riferimento per la medicina di genere dell’Istituto superiore di sanità (ISS). Oltre al coordinamento generale, si è focalizzata sulla fisiopatologia di genere. Elena Ortona è direttrice del Centro di riferimento per la medicina di genere dell’ISS e svolge attività di ricerca, formazione e divulgazione.
In Chiamami adulto, libro che conclude la trilogia iniziata nel 2021 con L’età tradita, Matteo Lancini esplora i molteplici contesti e le modalità in cui gli adolescenti costruiscono relazioni: dalla famiglia alla scuola, dagli ambienti digitali alle stanze di psicoterapia, dal gruppo dei pari al rapporto di coppia. Partendo da alcuni spunti già introdotti in Sii te stesso a modo mio, come l’assenza di prospettive future e la fragilità adulta che spesso ostacola un dialogo autentico, l’autore scava in profondità, rivelando che cosa serve davvero per avvicinarsi ai giovani: l’ascolto e una presenza empatica. Attraverso esempi concreti, storie personali e riflessioni incisive, il libro offre a genitori, insegnanti e psicologi gli strumenti per superare l’urgenza del fare e per imparare finalmente a stare nella relazione, aiutando i ragazzi a non sentirsi più soli in mezzo agli altri, ma compresi e sostenuti.
Biografia autore:Matteo Lancini, psicologo e psicoterapeuta, è presidente della fondazione Minotauro di Milano. Insegna presso il dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca e presso la facoltà di Scienze della formazione dell’Università Cattolica di Milano. Per Raffaello Cortina ha pubblicato Giovane adulto (con F. Madeddu, 2014), L’adolescente (con L. Cirillo, T. Scodeggio, T. Zanella, 2020), L'età tradita (2021), Sii te stesso a modo mio (2023) e Chiamami adulto (2025), e ha curato Il ritiro sociale negli adolescenti (2019).
Questo volume, il secondo dopo Chiedimi se sono felice (2021), raccoglie interventi e testimonianze svolti durante alcuni momenti organizzati da La Mongolfiera, un’associazione nata nel 2011 in Emilia-Romagna, e oggi presente anche in Lombardia, che ha l’obiettivo di riconoscere, promuovere e valorizzare una cultura dell’accoglienza, della disabilità e della vita che metta al centro la persona nella sua piena dignità. La Mongolfiera è un luogo, un’amicizia, un percorso, un atteggiamento di fronte alle grandi, e piccole, questioni della vita. È una domanda aperta sul proprio destino, e su quello dei propri figli, con dentro una possibilità di risposta. Un’esperienza nata dalla consapevolezza che il primo modo per aiutare chi è in una situazione difficile, come quella di chi deve fare i conti con la disabilità di un figlio, è soprattutto una condivisione, una compagnia nel quotidiano che cambia la prospettiva. Per questo motivo alle famiglie sostenute viene offerto non solo un contributo economico, ma soprattutto una possibilità di amicizia. Anche quando siano risolti i “bisogni” materiali, infatti, rimangono ancora da condividere quelli umani, quell’inesauribile desiderio di felicità e di risposta alle domande ultime della vita di cui questi bambini sono ogni giorno segno.
Biografia autore:Pietro Sincich, copyrider, milanese e milanista classe 1980, da sempre convinto che siano i programmi tv a interrompere le pubblicità e non viceversa. Prestato per errore al giornalismo, dal 2014 metto i testi a posto in Adv Activa (ora Mamma Mia Adv): oltre a quintali di BTL ha scritto campagne radio, tv, digital e stampa in diversi settori (energia, insurance, pharma, healthcare) seguendo il progetto dal foglio bianco di Word fino all’on air, cercando sempre di dare al cliente quello che vuole, mai quello che si aspetta. Caterina Giojelli, giornalista, classe 1980, nasce, cresce e vive a Milano, ma soprattutto nella redazione di «Tempi», in cui approda nel 2004. Ha collaborato con «Tracce», «il Timone» e il quotidiano «La Verità».
Nel cuore delle Dolomiti trentine, Andrea Bianchi, massimo esperto italiano di barefooting e cold therapy, ci conduce in un viaggio straordinario alla scoperta del potere trasformativo del freddo. Camminando a piedi nudi tra vento e ghiacci, l’autore si immerge in un dialogo intimo con la Natura, dimostrando come il freddo possa diventare un prezioso alleato, e non un nemico da temere e dal quale «coprirci». Nessuna tecnica estrema di resistenza o iperventilazione: il metodo «HOT mind», da lui ideato, propone un’esposizione graduale a temperature di poco inferiori al nostro comfort, per riattivare l’organismo e stimolare gradualmente le nostre capacità adattive, fisiche e mentali. Bastano piccole pratiche quotidiane – una pausa all’aperto di mezz’ora, camminare sul balcone o in giardino a piedi nudi, iniziare la giornata con una breve doccia fredda o semplicemente indossare abiti più leggeri – per trasformare ogni giorno la nostra vita, migliorando salute, vitalità ed energia. Un libro che va oltre le pagine: un percorso sensoriale, cognitivo ed emotivo per riconnetterci con la Natura e vivere con autenticità il nostro tempo nel mondo.
Biografia autore:Andrea Bianchi è un esperto di yoga e sufismo. Ingegnere e consulente di comunicazione, è giornalista, fondatore del magazine Mountainblog, uno dei più seguiti siti web sul mondo della montagna e degli sport outdoor. Conduce workshop di camminata scalza ed è il punto di riferimento italiano del barefoot hiking (escursionismo a piedi nudi). Nel 2017 ha fondato «Il silenzio dei passi», la prima scuola italiana di barefoot hiking, realizzando il record della fila indiana più lunga al mondo di persone scalze in montagna. È fondatore del «metodo HOT mind», un approccio consapevole alla Natura e al freddo. A oggi ha pubblicato Il silenzio dei passi (2016), A piedi nudi (2017) e Con la Terra sotto i piedi (2018).
Sulla scia di testimonianze preziose e profonde come quelle del Caso Ellen West di Binswanger o del Diario clinico di Ferenczi, Malinconico affronta da una prospettiva poliedrica la cura e il suo percorso nel lavoro con persone schizofreniche. Lo fa attraverso il rigore intellettuale dell’analista e l’intelligenza pratica del clinico, in un’opera che è al tempo stesso una testimonianza del suo lavoro con i pazienti e un’accorata riflessione politico istituzionale sulla psichiatria contemporanea. Nel portare avanti le sue osservazioni su questo doppio binario, colma una grave lacuna nella letteratura psicologica, quella relativa al punto di vista del paziente sul proprio percorso di cura. Malinconico infatti in questo volume dà voce, attraverso scritti autografi e sogni giocati e risognati’ nella sabbiera, ad Alberto, rendendo così il paziente coautore della storia che racconta. Una polifonia che consegna al lettore il senso profondo del percorso di cura, composto di storie contenute in un alveo intriso di affettività, cuore pulsante del tentativo di avvicinarsi alla schizofrenia sperando in una comprensione autentica e in una trasformazione individualizzante. Senza la pretesa di proporre un percorso terapeutico ideale, e attraverso un incedere costellato di domande, Malinconico mostra il suo avvicinamento alla passione e alla curiosità per lo psichico e per il ricco subbuglio che il disagio dell’altro provoca e risveglia nel curante. Il ‘compagno di viaggio’ analitico dà vita insieme al terapeuta a un’articolazione dialogica potenzialmente infinita, in cui la parola e i silenzi consentono di andare al di là dei confini che separano la vita normale da quella patologica, cogliendone le possibili, fragili, analogie.
Biografia autore:Angelo Malinconico è psichiatra, criminologo, psicologo analista dell’IAAP con funzione didattica per l’AIPA, l’IPAP e altre scuole di psicoterapia. È professore incaricato di Psicologia dinamica presso la facoltà di Scienze e tecniche psicologiche dell’UniMol. Formatore di operatori della salute mentale e supervisore presso istituzioni psicoanalitiche, è vicepresidente dell’Associazione Italiana Residenze per la Salute Mentale (AIRSAM) e ha diretto il Dipartimento unico regionale Salute mentale e dipendenze del Molise. Membro del LAI, fa parte del comitato di direzione della Rivista di Psicologia Analitica ed è autore di numerosi volumi; in questa collana ha pubblicato, con Nicola Malorni, Il Gioco della sabbia (2020).
"Comunicare la salute ai bambini: storie di cura e coraggio" è un’opera che nasce dall'esigenza profonda di trasformare il linguaggio medico in un ponte emotivo tra il mondo degli adulti e quello dell’infanzia. Attraverso una narrazione delicata e l'uso sapiente di metafore, il libro affronta il tema della malattia non come un tabù, ma come un viaggio che richiede coraggio, comprensione e alleanza. Il testo esplora diverse dimensioni del percorso di cura: il corpo viene raccontato come un giardino da proteggere, mentre le patologie e le sfide sanitarie diventano tempeste da attraversare insieme ai propri cari e ai medici. L’obiettivo è fornire a genitori, educatori e operatori sanitari uno strumento pratico e narrativo per sensibilizzare i più piccoli sui temi della ricerca, della prevenzione e della resilienza di fronte alla fragilità. L’opera mette al centro la "parola che cura", dimostrando come una comunicazione corretta, trasparente e umana possa contribuire al progresso delle politiche sanitarie e al benessere sociale, partendo proprio dai cittadini di domani. Un racconto che dà voce alle storie di cura, trasformando l'esperienza clinica in un’occasione di crescita e di reciproco sostegno.
Biografia autore:Fabiana Nuccetelli è psicologa, psicoterapeuta e assegnista di ricerca presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università del Salento. La sua attività di studio e ricerca è focalizzata sui temi dell’igiene, della sanità pubblica e della prevenzione, ambiti in cui lavora per coniugare l’evidenza scientifica con la tutela della salute collettiva. Nella sua pratica clinica e accademica, promuove una visione della medicina che pone al centro la persona e l'efficacia della comunicazione come strumento di prevenzione primaria. Con l'opera "Comunicare la salute ai bambini: storie di cura e coraggio", Fabiana traduce la sua esperienza nella ricerca e nella psicoterapia in un linguaggio narrativo accessibile all'infanzia. Il suo lavoro usa la metafora come strumento clinico e narrativo per offrire a famiglie, insegnanti ed educatori una guida per affrontare temi sanitari complessi. Attraverso il racconto, sensibilizza i più piccoli e i loro caregiver sui percorsi di cura, rendendo la parola un ponte verso una maggiore consapevolezza sociale.
Questo volume nasce dalla volontà di raccontare e valorizzare il lavoro quotidiano che si svolge all’interno dell’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” di Potenza, una realtà che rappresenta un punto di riferimento per la sanità lucana e nazionale. Attraverso un percorso che intreccia ricerca scientifica, innovazione tecnologica, assistenza clinica e testimonianze professionali, il libro offre uno sguardo approfondito sul mondo ospedaliero, spesso poco conosciuto al grande pubblico. L’opera si sviluppa attraverso sei capitoli dedicati alle principali specialità mediche protagoniste dell’attività clinica e di ricerca dell’ospedale: Oncologia, Ematologia, Neurologia, Reumatologia, Ginecologia e Centro Regionale di Fibrosi Cistica. Grazie alle interviste ai direttori delle unità operative, il lettore viene accompagnato alla scoperta delle più avanzate strategie terapeutiche, delle sfide poste dalle patologie complesse e dei progressi scientifici che stanno trasformando la medicina contemporanea. Il libro nasce anche dall’esigenza di colmare una distanza comunicativa tra istituzioni sanitarie e cittadini, promuovendo una maggiore consapevolezza sul ruolo strategico degli ospedali nella tutela della salute pubblica. Informare significa, infatti, contribuire a rafforzare il rapporto di fiducia tra comunità e sistema sanitario, valorizzando il patrimonio di professionalità e competenze presente sul territorio. Attraverso dati, riflessioni e testimonianze, il testo delinea inoltre una visione prospettica della sanità lucana, evidenziando l’importanza della collaborazione tra ospedali, enti di ricerca, università e istituzioni per favorire innovazione, formazione continua e accesso equo alle cure. L’Azienda Ospedaliera Regionale “San Carlo” emerge così non solo come luogo di cura, ma come centro di eccellenza in cui ricerca, innovazione e attenzione alla persona si incontrano per costruire il futuro della medicina. Più che un semplice racconto istituzionale, questo libro rappresenta un tributo al lavoro di chi opera ogni giorno al servizio della salute e un invito a riflettere sul valore della conoscenza, della ricerca e della collaborazione come strumenti indispensabili per affrontare le sfide della sanità del domani.
Biografia autore:Carmen Paradiso è una giornalista con una profonda passione per la scienza. Da sempre impegnata nella redazione di articoli scientifici, ha collaborato con diverse testate specializzate. Nei suoi scritti affronta temi complessi legati alla biologia, alla medicina e alla ricerca, rendendoli accessibili al grande pubblico con l'obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza e comprensione delle scienze della vita. Collabora, inoltre, con la Federazione Nazionale degli Ordini dei Biologi nella redazione di articoli di divulgazione scientifica, contribuendo alla diffusione di contenuti autorevoli e aggiornati su temi di interesse biologico e sanitario. Parallelamente, è attivamente impegnata nel volontariato oncologico da oltre dodici anni Questa esperienza ha profondamente influenzato il suo approccio alla divulgazione scientifica e sanitaria, rafforzando la convinzione che una corretta informazione rappresenti uno strumento essenziale per sostenere le persone nei momenti di maggiore fragilità.
Continuo ad amare la vita, di Oreste Montano, è un’opera toccante e incisiva che invita a riflettere sul valore della vita di fronte alle avversità. Pubblicato dopo la sua diagnosi di melanoma metastatico nel 2019, il testo si distingue per la sua autenticità e per la profondità con cui affronta temi di fragilità e resilienza. L’Autore, con uno stile semplice ma potente, riesce a toccare le corde più intime dell’animo umano, trasformando la propria esperienza di malattia in un messaggio universale di speranza. La sua testimonianza diventa un faro per chi affronta sfide simili: scegliere di abbracciare la vita, nonostante le difficoltà, è un atto di coraggio che ispira e motiva. Inoltre, ci ricorda che la felicità non risiede nelle conquiste materiali, ma nelle piccole gioie quotidiane e nelle relazioni autentiche. In un mondo spesso dominato dalla frenesia, Oreste ci invita a fermarci, ad apprezzare i momenti semplici e a coltivare le connessioni umane. Continuo ad amare la vita è, quindi, non solo una celebrazione della vita, ma un inno all’amore e alla resilienza, un messaggio che merita di essere condiviso e che lascia un’impronta profonda nel cuore di chi legge. Un’opera che, in tutta la sua vulnerabilità, riesce a trasmettere un immenso senso di gratitudine e speranza.
Biografia autore:Oreste Montano: nella mia carriera letteraria ci sono due momenti particolari: il PRIMA è il DOPO. Nel PRIMA ci sono i miei primi 8 libri tutti editi dalla Casa Editrice Albatros Il Filo iniziando dalla mia prima opera “ARCOBALENO SERENO” che risale a dicembre 2012.Il DOPO inizia nel 2019 quando mi hanno diagnosticato un melanoma infiltrante ulcerato quarto stadio metastatizzato e non più operabile. Mi sono sottoposto presso l’IFO di Roma alla sperimentazione Secombit. Durante le terapie ho avuto una forte intossicazione epatica che mi ha costretto a 2 mesi di ricovero durante i quali sono rimasto a digiuno per 15 giorni perdendo circa 15 kg. Poi pian piano la situazione è migliorata e sono stato dimesso. Ho subito avvertito la sensazione che fosse l’occasione per continuare a scrivere descrivendo con la massima sincerità i miei stati d’animo personali di quei momenti. Inoltre ho deciso di dare un contributo alla ricerca devolvendo tutti i miei diritti d’autore all’IFO – Istituti Fisioterapici Ospitalieri di Roma. L’ho sentito come un atto dovuto uscito dal mio cuore; fino ad oggi sono 10 i libri con i quali devolvo tutti i miei diritti d’autore e precisamente: Percorso Oncologico; Malato Oncologico Cronico; La Mia Vita Fluttuante; Una Giornata Uggiosa Può Trasformarsi in Meravigliosa; La Semplicità è la Casa della Felicità; Scapolo di Vita; Guardo Avanti; Il Cuore delle Mie Impronte; Continuo ad Amare la Vita; E la Musica del Mare Mi Fa Sognare.
Il cuore è uno degli organi più celebrati di sempre, considerato fin dall’antichità al centro della vitalità della persone e sede delle passioni e del coraggio (parola che, etimologicamente, significa appunto aver cuore). La ricerca in merito ha compiuto talmente tanti progressi da permettere il primo trapianto cardiaco nel 1967, ma la cura di quest’organo è ancora sottovalutata: ogni anno le malattie cardiovascolari uccidono più di 4,3 milioni di cittadini europei. La salute, sia dell’organo che delle persone, è il focus di questo libro, basato su interviste a pazienti: a fianco della prospettiva biomedica, ciascuna storia riflette la rottura biografica causata dalla malattia e l’impatto sul mondo sociale della persona coinvolta. Grazie alla supervisione di un comitato scientifico, le pagine illustrate raccontano le normali funzioni del cuore e le sue principali patologie.
Biografia autore:Veronica Moretti Ha ricevuto un dottorato di ricerca in Sociologia e Ricerca Sociale ed è Professoressa Associata presso l’Università di Bologna. I suoi interessi di ricerca riguardano il campo della sociologia della salute e, in particolare, l’utilizzo dei metodi creativi (specialmente diari e ricerche che utilizzano fumetti) all’interno della ricerca sociale. È una delle fondatrici e Vice-Presidente dell’Associazione Graphic Medicine Italia, che promuove l’interazione tra il mezzo espressivo del fumetto e il dibattito sulla salute. Stefano Ratti Professore Ordinario di Anatomia Umana presso l’Università di Bologna e Medico-Chirurgo con un dottorato di ricerca in Scienze Biomediche e Neuromotorie. È responsabile scientifico dei laboratori di ricerca del Centro Anatomico dell’Università di Bologna. I suoi interessi di ricerca comprendono i meccanismi molecolari nelle malattie rare, neurodegenerative e oncologiche, le innovazioni della medicina di precisione testate e sviluppate sul corpo donato alla scienza, la storia della medicina e la formazione medica innovativa e creativa. È uno dei fondatori e attuale Presidente dell’Associazione Graphic Medicine Italia, che promuove l’interazione tra il mezzo espressivo del fumetto e il dibattito sulla salute.
La salute del cuore dipende molto dalle abitudini e dallo stile di vita. Una corretta alimentazione è sicuramente uno dei fattori più importanti per mantenere sano l’apparato cardiocircolatorio, mentre la pratica dell’esercizio fisico regolare e continuativo contribuisce ad allenare il cuore in maniera da renderlo capace di affrontare le sfide a cui è sottoposto. Nel volume sono fornite le informazioni principali relative all’anatomia e al funzionamento dell’apparato cardiovascolare e vengono illustrati i processi che ne possono causare la malattia. Viene spiegato, inoltre, come i fattori di rischio possano contribuire allo sviluppo delle malattie cardiovascolari qualora non adeguatamente identificati e corretti. La principale causa è l’arteriosclerosi, con le sue conseguenze sul cuore, sul cervello e sui reni. Per prevenirla, le abitudini alimentari hanno un ruolo fondamentale e gli autori danno alcune irrinunciabili istruzioni per l’uso.
Biografia autore:Alessandro Boccanelli, cardiologo, già direttore del Dipartimento per le malattie dell’apparato cardiovascolare presso l’Ospedale San Giovanni di Roma, è vicepresidente della Società Italiana di Cardiologia Geriatrica (SICGe). Presiede l’Associazione Salute e Società Onlus, che si occupa di welfare e di rapporto tra aspetto sanitario e sociale dell’assistenza. È autore di circa trecento pubblicazioni scientifiche su riviste mediche nazionali e internazionali. È professore di Moral Philosophy presso l’Università Medica UniCamillus di Roma. Angela Beatrice Scardovi, cardiologo, lavora presso l’Ospedale Santo Spirito di Roma. Dirige l’Ambulatorio scompenso cardiaco, embolia polmonare, ipertensione polmonare.
Dalla Divisa al Pigiama è una raccolta intensa e profondamente umana di storie vere che raccontano il momento in cui la vita cambia prospettiva. Professionisti sanitari, caregiver, pazienti e familiari condividono esperienze segnate dalla malattia, dalla fragilità e dalla rinascita, attraversando quel confine sottile che separa chi cura da chi, improvvisamente, si ritrova ad avere bisogno di essere curato. Attraverso testimonianze autentiche, il libro accompagna il lettore dentro corsie ospedaliere, sale d’attesa e stanze dove il tempo sembra sospeso, mostrando come una diagnosi, un ricovero o la malattia di una persona cara possano trasformare profondamente il modo di guardare se stessi e gli altri. Le storie raccolte non parlano soltanto di sofferenza, ma soprattutto di resilienza, empatia, ascolto e speranza. Al centro dell’opera emerge una verità semplice e universale: dietro ogni divisa esiste una persona, con le sue paure, i suoi affetti e le sue vulnerabilità. E dietro ogni pigiama non c’è soltanto un paziente, ma una storia che merita di essere ascoltata. Con uno stile diretto, emozionante e ricco di sensibilità, Dalla Divisa al Pigiama invita a riscoprire il valore della relazione umana nella cura e nella vita quotidiana, ricordandoci che la vera forza non consiste nell’essere invulnerabili, ma nel saper accogliere la fragilità come parte essenziale dell’esperienza umana. Un libro capace di commuovere, far riflettere e lasciare nel lettore una traccia duratura di consapevolezza e umanità.
Biografia autore:Tatiana Bolgeo è professionista sanitaria italiana con una lunga e consolidata carriera nel settore infermieristico e delle professioni sanitarie, nella ricerca clinica e nella formazione universitaria. Nata il 30 luglio 1964, lavora presso l’Azienda Ospedaliero Universitaria “SS. Antonio e Biagio e Cesare Arrigo” di Alessandria dal 1987, dove ha ricoperto numerosi incarichi di responsabilità crescente. Attualmente è Dirigente dell’Unità di Ricerca delle Professioni Sanitarie e Direttrice del Centro Studi Ricerca delle Professioni Sanitarie del DAIRI (Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione); ricopre anche un ruolo di riferimento regionale per la promozione della ricerca in ambito sanitario. È stata membro del Comitato Etico Interaziendale. Nel corso della sua carriera ha coordinato diverse strutture complesse. Ha conseguito un Dottorato di Ricerca in Scienze Infermieristiche e Sanità Pubblica presso l’Università Tor Vergata di Roma, con la valutazione di eccellente con lode. È docente universitario dal 2005, dove ricopre il ruolo di professore a contratto, in corsi di laurea triennale e magistrale in infermieristica, e ha collaborato con varie università nazionali e internazionali. È Principal Investigator di numerosi studi clinici, autrice di numerosi articoli scientifici pubblicati su riviste nazionali e internazionali ed inoltre ha partecipato a progetti europei. È membro di società scientifiche quali SIDMI, SISI e Alpha-Alpha-Beta Chapter Sigma Nursing. È stata da poco insignita del ruolo di coordinatrice regionale per la società italiana infermieri di area oncologica (AIIAO).
Era il 6 aprile 2021 e Antonella incontra il “glioblastoma multiforme di IV grado” un cancro inguaribile annidato nel suo cervello. Improvvisa, immediata, Antonella ha voluto fissare i pensieri, per il bisogno di raccontarsi alle figlie, per dare testimonianza del suo io-malato nel fluire di emozioni, nel bisogno di vivere “qui ed ora”. Cosi, le parole prendono forma nelle pagine di un diario, attraverso cui si può incontrare l’Antonella del passato, del presente e la prospettiva futura che auspica a seguire: Antonella si dà occasioni preziose di vivere, consolidare scenari quotidiani, coltivare vecchie e nuove passioni con spirito curioso. Antonella crede davvero che chiunque, accostandosi ad un inciampo della vita, possa provare ad immaginare che esista una diversa prospettiva per reinventarsi l’esistenza senza arrendersi alla paura . Ogni parola è un gesto di presenza che funge da testimonianza per le sue figlie. Nella scrittura può essere ancora viva e vitale, godendo delle cose semplici della vita e restituendo a chi legge un’analisi luminosa e mai banale. “Di testa mia” è un inno fragile, un invito gentile a vivere sempre con occhi curiosi e cuore aperto per cogliere la bellezza della vita, unico dono prezioso.
Biografia autore:Antonella Fabbri nasce nel 1962 a Macerata, dove si laurea in giurisprudenza. Dopo aver vissuto in diverse città del Veneto, si stabilisce a Belluno, dove lavora presso Enti Pubblici. Esigente verso se stessa, appassionata di sport e profondamente legata alla sua famiglia, Antonella ha affrontato ogni esperienza come un’occasione per imparare e crescere.
Giampaolo era considerato uno studente pigro, svogliato, addirittura poco dotato, ma la verità era un’altra: il suo cervello, semplicemente, funzionava in modo diverso. All’epoca non si parlava di dislessia e disturbi dell’apprendimento, mentre oggi questi temi sono all’ordine del giorno. Eppure, quanto ne sappiamo davvero sull’argomento? È quello che si è chiesta Gloria nel momento in cui ha scoperto che non solo suo marito Giampaolo, ma anche i loro due figli, Gianmarco e Pier Maria, sono dislessici. Questo libro nasce dal bisogno di raccontare la quotidianità di una famiglia per tre quarti neurodivergente: e così, tra compiti a ostacoli e lettere che si rincorrono, prende forma un racconto vivo, umano, che mescola il memoir al consiglio pratico, l’esperienza personale alla riflessione condivisa; senza la pretesa di insegnare, ma con il desiderio di offrire uno spaccato di vita e uno sguardo onesto su ciò che significa convivere con la dislessia – da genitori e da figli –, affrontando le difficoltà ma anche valorizzando le risorse, i talenti, le prospettive diverse. Tra aneddoti, errori e traguardi, il lettore troverà una storia in cui riconoscersi e un piccolo vademecum costruito sul campo: utile per chi deve affrontare situazioni simili, illuminante per chi vuole semplicemente capire qualcosa in più. Due voci autentiche e autorevoli – quelle di Giampaolo e Gloria – in queste pagine si alternano per mostrare come essere «diversi» non significhi essere sbagliati. E come, in fondo, la vera sfida sia imparare a cambiare punto di vista.
Biografia autore:Giampaolo Morelli è attore, sceneggiatore, regista e conduttore televisivo. Ha esordito sul piccolo schermo nel 1999 con la serie Anni ’60 e al cinema nel 2001 con South Kensington. Ha raggiunto la notorietà interpretando il ruolo dell’ispettore Coliandro, protagonista dell’omonima serie scritta da Carlo Lucarelli e firmata dai Manetti Bros. Tra le sue opere più recenti figurano 7 ore per farti innamorare (2020), Falla girare (2022), Falla girare 2 – Offline (2024) e L’amore e altre seghe mentali (2024), tutti diretti e interpretati da lui stesso. Gloria Bellicchi è attrice e personaggio televisivo. È stata eletta Miss Italia nel 1998 e ha esordito come attrice nella sit-com In crociera, per poi condurre gli approfondimenti del programma tv Pianeta Mare e apparire in fiction tv e film per il cinema. Tra le sue ultime interpretazioni il film Yara (2021), per la regia di Marco Tullio Giordana, e la serie tv La ragazza dietro il banco (2025), diretta dal regista Giacomo Campiotti. Nel 2006 si è laureata in Scienze Politiche.
Giulia è una doula: accompagna le donne dalla gravidanza al puerperio, offrendo ascolto e sostegno. Ma è anche una ricercatrice, impegnata in uno studio sul mondo delle doule. Tra interviste, incontri e vissuti personali, il suo percorso diventa un’indagine profonda sul significato della cura, della nascita e della genitorialità. Muovendosi tra diffidenze, incomprensioni e momenti di scoraggiamento, Giulia sperimenta in prima persona quanto sia difficile attraversare mondi diversi — come doula, come studiosa, come donna. Nel suo lavoro incontra madri spesso sole, sospese tra aspettative e realtà, alle prese con un corpo che cambia, ritmi sconosciuti e decisioni concrete da affrontare. In un equilibrio costante tra esperienza e osservazione, Doule. Prendersi cura delle maternità racconta con sensibilità e rigore la ricerca di uno spazio di relazione autentico e di fiducia, in cui le donne possano essere ascoltate, sostenute e riconosciute nei loro desideri. Realizzato in collaborazione con Mondo Doula
Biografia autore:Pamela Pasian, ricercatrice in Sociologia presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. I suoi principali interessi di ricerca riguardano i temi della cura, della salute e delle migrazioni internazionali, ambiti che indaga prevalentemente con metodi qualitativi e partecipativi. Ha partecipato a numerosi progetti di ricerca nazionali e internazionali sulla violenza contro le donne, sulle migrazioni internazionali, sulla salute riproduttiva e oncologica. Nel 2022 ha pubblicato una monografia in cui ha analizzato l’emergere della figura della doula in Italia come professionista della cura. Doula dal 2013, ha praticato la professione per alcuni anni, accompagnando donne e famiglie in gravidanza, parto e post-partum, per poi scegliere di dedicarsi all’attività di ricerca.
Non un libro teorico, ma un efficace piano d’azione senza sensi di colpa e autocommiserazione da parte dei genitori Una diagnosi di DSA non è una condanna, questa è la prima e più importante affermazione dell’autrice. E nessun bambino dovrà rinunciare a realizzare i suoi sogni solo a causa di una diagnosi di disturbo specifico di apprendimento perché esiste una infinità di modi attraverso cui apprendere e ognuno potrà trovare il proprio. In questo libro i genitori esploreranno le caratteristiche dei bambini con DSA senza alcuno spazio per la colpa o l’autocommiserazione, ma solo per la comprensione, l’empatia e, soprattutto, l’azione. Un approccio, quello dell’autrice, che non è semplicemente un insieme di tecniche e protocolli clinici, ma è una filosofia complessiva che incarna i seguenti valori: impegno (non solo del piccolo paziente, ma anche dei genitori), costanza (uno sforzo continuo nel tempo), resilienza (la capacità di adattarsi e di riprendersi dai fallimenti che si presenteranno inevitabilmente lungo il percorso), pazienza (un’accettazione consapevole del fatto che i miglioramenti non avvengono rapidamente o facilmente).
Biografia autore:Arianna Mocellin, (Bassano del Grappa, 1995), laureata in logopedia e in odontoiatria, nell’ambito della sua professione di logopedista si è specializzata nei disturbi specifici di apprendimento. Grazie alla sua innovativa idea di logopedia online “a portata di click”, a oggi ha già aiutato migliaia di bambini e le loro famiglie a superare le difficoltà di apprendimento, creando una vasta community di genitori e professionisti. Si dedica con passione alla divulgazione del suo concept di “logopedia motivazionale": un modo diverso di intendere le terapie, che punta a infondere nel bambino la fiducia nel proprio potenziale.
Il tempo ha un suono diverso quando sai che sta per finire. Una mamma lo sa, lo sente. Gli ultimi mesi sono volati, scanditi da visite mediche, nuove sfide e momenti preziosi: Cesare ascolta in loop le sue canzoni preferite, esprime desideri. Vuole andare al parco, fare un giro in moto, poi in barca a vela. E mentre Valentina cerca un modo per restare aggrappata all’amore, ai ricordi di ogni risata, il suo Cece si sta spegnendo. Sono momenti in cui tutto vacilla, il destino si fa crudele e tu puoi scegliere se chiuderti alla vita o prenderla per mano, anche quando fa più male, e lasciare che l’amore seminato continui a fiorire anche dopo. Perché anche se non puoi salvare tuo figlio, puoi salvare la dignità di quel tempo insieme, i momenti felici, la memoria. Puoi salvare te stessa e chi ti sta intorno, scegliendo di vivere e abbracciare la bellezza anche nel dolore. Come un amore che si espande, che non salva una vita, ma dà vita a tutto ciò che la circonda. Così, Valentina torna a raccontare. Tra le corsie del Gaslini e il mare di Genova, tra le avventure in canoa e le gite in treno, questo libro celebra ciò che rimane quando la vita si trasforma. Racconta l’amore che continua a vivere in chi resta, il dolore che chiede di essere attraversato, ma soprattutto una storia di vita piena, intensa, bellissima. Perché Cece ha combattuto contro una malattia rara e feroce, ma ha anche riso, cantato, amato con forza. E soprattutto, ha vissuto. Così tanto da insegnare a chiunque lo ha incontrato come si lotta e vive davvero, con coraggio, fino in fondo. È stata tutta vita è un messaggio per chi non ha smesso di credere. Per chi, anche nel dolore, cerca la luce. Per non dimenticare che a volte i figli arrivano da altri pianeti e ci insegnano come si vola, anche quando vanno via.
Biografia autore:Valentina Mastroianni è mamma di tre figli: Alessandro, Teresa e il piccolo Cesare, che ha perso la vista a 18 mesi a causa di una neurofibromatosi. Da allora Valentina si è occupata di stargli vicino e di alimentare la sua forza e voglia di vivere con il suo amore, fino a quando, qualche mese fa, Cesare è venuto a mancare. In questi anni, attraverso i suoi canali social Valentina ha raccontato la loro storia raggiungendo e facendo commuovere oltre 400.000 persone, e oggi, anche se Cesare non c’è più, vuole continuare a farlo, per custodire il suo ricordo, celebrare il suo coraggio e portare avanti il loro progetto aiutando altre famiglie.
Come tante bambine, Flavia sognava una vita da principessa, e invece si è ritrovata a essere una caregiver. Quando il suo piccolo Thomas ha ricevuto la diagnosi di autismo, il mondo ha cambiato forma: niente più binari sicuri, solo curve improvvise e nuove mappe da disegnare ogni giorno. Un salto notevole, che lei ci racconta senza giri di parole, descrivendo la trasformazione di una famiglia che impara a navigare tra faldoni medici, notti insonni, burocrazia senza senso e gesti d’amore che valgono più di mille parole. Con uno stile ironico e mai vittimistico, ci accompagna sulle montagne russe emotive della vita di chi ha un figlio con disabilità, parlandoci con disarmante autenticità dell’amicizia che salva, delle battaglie quotidiane per i propri diritti, di occasioni, incontri salvifici, errori madornali e piccole grandi conquiste quotidiane. Un viaggio nell’imprevedibilità della vita, durante il quale si ride, si piange e soprattutto si respira, con il respiro rapido di chi ogni mattina deve cercare nuove risposte e quello più lento di chi ogni sera impara a convivere un po’ meglio con l’imperfezione.
Biografia autore:Pini Flavia, nata nel 1981, è una delle fondatrici e delle penne del blog “The Shape of Autism”, dove è conosciuta come la mamma di Mr T. Ogni giorno racconta il vivere quotidiano accanto a un figlio autistico, intrecciando emozioni, ironia e pensieri lucidi e dando forma a esperienze spesso invisibili, senza retorica né pietismi. È membro attivo dell’intergruppo parlamentare per i diritti fondamentali della persona.
Un emozionante viaggio di due anni fatto di speranza, preoccupazione e felicità. Nadia inizia il suo percorso pubblicando i passi di una lotta intima e profonda, il cui scopo primario è quello di affrontare con grinta, serenità e persino con gioia una strada che sembra sempre più affollata di tristezza, disperazione e depressione. Il suo obiettivo è quello di mantenere il più possibile una vita normale, continuando a viaggiare, partecipare a feste e vivere emozioni che insegnano a chi sta affrontando il cancro quale sia l’approccio psicologico giusto e necessario. La forza di Nadia è contagiosa, al punto che i medici e gli infermieri che per due anni l’hanno seguita riferiscono di non aver mai conosciuto una donna come lei, una fonte d’ispirazione. Questo libro, scritto con un linguaggio semplice ed evocativo, si arricchisce dei ricordi di chi l’ha accompagnata in questi due anni: amici, medici e tante altre persone che hanno potuto testimoniare la forza psicologica di Nadia.
Biografia autore:Stefano Callipo (Roma, 1968) è presidente dell’Osservatorio violenza e suicidio, esperto del Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà personale, psicoterapeuta, psicologo clinico e giuridico, opera come psicoterapeuta anche nel settore della prevenzione del rischio suicidario. Docente presso l’Istituto superiore delle tecniche investigative dell’Arma dei carabinieri per i corsi al contrasto alla violenza di genere. È responsabile della Linea antisuicidio della cassa di assistenza sanitaria integrativa (Sanimpresa). Autore di numerose pubblicazioni, l’ultimo libro è Il suicidio, etiopatologia, valutazione del rischio e prevenzione (2020). È frequentemente ospite nelle più note trasmissioni televisive della Rai, Mediaset e La7, in congressi e convegni a carattere scientifico, criminologico e sociale.
Nel 2009 la mia esistenza è cambiata all’improvviso. Quello che era il mio piccolo mondo è precipitato. Dentro di me è cresciuto un male maledetto che ha rimesso in discussione i miei sogni, la mia crescita e tutta la mia vita. Ma in queste pagine non c’è la storia di una malattia: è la mia storia, quella dei miei desideri e di come ho lottato, e ancora lotterò, per realizzarli e per sentirmi libera di essere me stessa. È tempo di non avere paura e di non arrendersi mai. Per questo ho deciso di scrivere la mia storia e farne un libro, per raccontare ciò che ho vissuto nella speranza che possa essere d’aiuto o di interesse per qualcun altro. Un giorno potrò dire: «Non è stato facile, ma ce l’ho fatta».
Biografia autore:Anna Veronica Rizzo è nata a Corleone (Palermo) nel 2006.Dal 2018 vive a Lastra a Signa (Firenze) con i genitori e il fratello minore, ma anche il resto del suo nucleo familiare le è vicino. Veronica è studentessa in un istituto alberghiero fiorentino. Da sempre si batte contro ogni tipo di discriminazione poiché, da “ragazza speciale”, sa quanto sia importante l’inclusione, essere accettati e apprezzati per la propria unicità.
Eccomi ci sono ancora è il diario autentico di undici anni di lotta contro un tumore al quarto stadio, intrecciato alla presenza costante della sclerosi tuberosa, una malattia rara che accompagna l’autrice fin dalla giovinezza. Attraverso una scrittura intima e limpida, Gina Scanzani racconta la paura, l’incertezza, la relazione con i medici e il ruolo fondamentale del sostegno psicologico e familiare. Il libro mostra come la narrazione possa diventare uno strumento di cura, capace di dare ordine al caos emotivo e di trasformare la fragilità in consapevolezza. La testimonianza offre un contributo prezioso alla cultura della salute, illuminando il valore dell’ascolto, della comunicazione empatica e della resilienza nei percorsi oncologici e nelle malattie rare.
Biografia autore:Gina Scanzani (Fiano Romano, 1966) è poetessa, narratrice e autrice di opere che esplorano il rapporto tra fragilità, resilienza e trasformazione. La scrittura entra nella sua vita come strumento terapeutico durante il percorso oncologico e la convivenza con la sclerosi tuberosa, diventando negli anni una forma di cura e di consapevolezza. Ha pubblicato numerosi libri di poesia e narrativa, tra cui Mimì nella grotta oscura (Erickson, 2018), adottato dall’Istituto Comprensivo A. Montini di Castelnuovo del Garda per il progetto “Incontro con l’autore”, e Eccomi ci sono ancora (Terre Sommerse, 2025), diario di undici anni di lotta e rinascita. Le sue opere hanno ottenuto premi e riconoscimenti nazionali, tra cui il Premio Navarro, il Golden Aster Book e il Volo di Pegaso. Attiva nel sociale, organizza la Giornata Mondiale delle Malattie Rare e promuove la medicina narrativa come strumento di benessere emotivo e culturale. Crede profondamente nel potere delle parole come ponte tra esperienza personale e condivisione.
Che tipo di esperienza è il dolore da un punto di vista soggettivo? E da un punto di vista sociale? Come liberarlo dagli angusti termini dell’avventura esclusivamente privata? Di quali metafore è composto? In questo nuovo saggio Nicola Gardini interpreta il senso del dolore fisico, approfondendo l’originale riflessione sul concetto di salute che ha proposto in Io sono salute. Il dolore toglie e basta? Oppure esiste una funzione produttiva del dolore? Come rappresentare il dolore fisico? Con quali vocaboli? Quali implicite possibilità conoscitive offre che ancora aspettano di esprimersi e di portare sollievo? Guardando alla letteratura critica sul dolore (campo di studi medici e sociologici in ambito soprattutto anglo-americano), alla grande tradizione dei classici antichi, da Sofocle a Cicerone a Seneca, alla letteratura e alla filosofia moderna, e – come sempre – anche alla sua esperienza personale, e contrapponendo una visione laica a una certa prospettiva religiosa, per cui il dolore è ascesi e tramite a una dimensione metafisica, Gardini include il concetto di dolore fisico in un più ampio concetto di “salute sociale”. Nel suo discorso, se al dolore fisico occorre certamente rimediare con i mezzi della psicologia e della farmacologia, il dolore fisico – anche tacitato, anche solo ipotizzato – resta una condizione inevitabile degli individui, un presupposto della natura umana, che, lungi dal dover rappresentare un tabù, una maledizione, un castigo o una perdita, sarà da porsi a fondamento di tutta una nuova civiltà della condivisione e della comprensione.
Biografia autore:Nicola Gardini (1965) è scrittore e pittore. Insegna Letteratura italiana e comparata all’Università di Oxford ed è autore di numerosi libri. Ha vinto il premio Viareggio- Rèpaci 2012 con Le parole perdute di Amelia Lynd (Feltrinelli, 2012). Ha curato edizioni di classici antichi e moderni, tra cui Catullo, Marco Aurelio, Ted Hughes, Emily Dickinson. Il suo saggio Viva il latino (Garzanti, 2016) è stato pubblicato in numerosi paesi. Tra i suoi ultimi libri ricordiamo: Nicolas (Garzanti, 2022) e Il più bel romanzo del mondo: l’Odissea raccontata da Nicola Gardini (Garzanti, 2025). Collabora con il Domenicale del “Sole 24 ore”, il “Corriere della sera” e il “Times Literary Supplement”. Per Aboca edizioni ha pubblicato Io sono salute. Quando la letteratura incontra la medicina (2023) e Eco in una casa vuota. Dire e ascoltare il dolore (2025).
“Ecoemozioni. Piccola guida di sopravvivenza al pianeta che cambia” è un libro illustrato rivolto a ragazze e ragazzi che affronta il tema, sempre più urgente, dell’impatto emotivo della crisi climatica. Il volume parte da una domanda vicina all’esperienza quotidiana delle nuove generazioni: che cosa proviamo quando pensiamo al futuro del pianeta, alla perdita degli ecosistemi, agli eventi estremi, alla responsabilità individuale e collettiva di fronte al cambiamento? Con un linguaggio accessibile, chiaro e coinvolgente, il libro aiuta a riconoscere e nominare le cosiddette emozioni climatiche: dall’ecoansia alla solastalgia, dall’ecoparalisi al senso di colpa, fino a emozioni positive come la biofilia e l’eutierria, legate al rapporto profondo con la natura. Non si limita però a descrivere il disagio: propone spunti pratici, esercizi di autoriflessione, domande, attività e suggerimenti concreti per trasformare la preoccupazione in consapevolezza e la sensibilità ambientale in possibilità di azione. L’opera si colloca tra divulgazione, educazione emotiva e self-help per adolescenti, offrendo uno strumento prezioso per ragazze e ragazzi, ma anche per genitori, insegnanti ed educatori. Attraverso il dialogo tra informazione scientifica, attenzione psicologica e linguaggio visivo, “Ecoemozioni” invita a dare dignità alle emozioni che nascono davanti alla crisi ambientale, mostrando che sentirsi coinvolti non è un segno di fragilità, ma il primo passo per immaginare e costruire un cambiamento possibile.
Biografia autore:Alice Facchini è giornalista indipendente e si occupa di diritti, disuguaglianze e ambiente. Ha collaborato con testate italiane e internazionali, tra cui The Guardian, La7, Rai3, Internazionale, L’Espresso, IrpiMedia, Altreconomia, Valigia Blu e Millennium, realizzando reportage in diversi Paesi. Nel 2024 ha vinto il Premio Luchetta, insieme a Iris Biasio, con l’inchiesta a fumetti Crescere in carcere; ha inoltre ricevuto il Premio Rossella Minotti e lo European Press Prize, sezione Innovation Awards. Matteo Innocenti è medico chirurgo, psichiatra, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e terapeuta EMDR. Lavora presso il Centro di Terapia Cognitivo Comportamentale di Firenze e collabora con l’Università degli Studi di Firenze, occupandosi dell’impatto psicologico dei cambiamenti climatici sulla popolazione generale. È Ambasciatore del Patto europeo sul clima per la Commissione europea, membro di Euclipa Italy e autore di pubblicazioni e libri scientifici.
Essere genitori competenti, capaci di «allenare» i nostri figli alla vita, non è facile. Soprattutto in questo inizio di terzo millennio, dominato dall’attrazione magnetica che il mondo online esercita su bambini e ragazzi. Da una parte, infatti, ci siamo noi adulti, con il nostro progetto educativo, desiderosi di fornire ai più giovani tutti gli strumenti di cui hanno bisogno per diventare grandi. Dall’altra c’è il marketing, che quando si rivolge ai nostri figli non ha alcuna attenzione per i loro bisogni di crescita. Anzi, strategicamente, identifica le loro fragilità e vulnerabilità per trasformarle in un’opportunità senza precedenti di profitto e manipolazione. Il risultato è che il cuore e la mente dei ragazzi vengono sempre più risucchiati dalle piattaforme online, un nuovo Paese dei Balocchi che possono frequentare senza limiti, nello spazio circoscritto delle loro stanze. Alberto Pellai e Barbara Tamborini, da anni impegnati sul fronte educativo, sollecitano i genitori, gli insegnanti e gli adulti in generale a riflettere e ad abbandonare la rotta percorsa finora, per imboccarne una completamente nuova. Tenendo come bussola il principio che sostenere la crescita delle giovani generazioni significa arginare la pervasività con cui il digitale e lo smartphone hanno aggredito la loro vita. Alla luce di questa convinzione analizzano due esperienze fondamentali dell’età evolutiva: il gioco e la socializzazione. Partendo da una critica tanto accurata quanto tagliente del modo in cui il mondo online le ha stravolte, Pellai e Tamborini offrono una serie di consigli concreti e validissimi per vincere la sfida oggi cruciale, ossia far uscire un figlio dalla propria stanza. Perché solo varcando la soglia di quello spazio angusto in cui – quasi senza accorgersene – si è recluso, potrà ritrovare la fatica, la bellezza e la libertà di diventare se stesso.
Biografia autore:Alberto Pellai è medico, psicoterapeuta dell’età evolutiva e ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute dell’Università degli Studi di Milano. Nel 2004 il ministero della Salute gli ha conferito la medaglia d’argento al merito in Sanità Pubblica. È autore di molti bestseller di parenting e psicologia, tra i quali Tutto troppo presto, L’età dello tsunami, Il metodo famiglia felice. Da Mondadori ha pubblicato Da uomo a padre (2019), La vita accade (2022), Allenare alla vita (2024) e, insieme a Barbara Tamborini, Zitta! (2018), La bussola delle emozioni (2019), Tabù (2020), Accendere il buio, dominare il vulcano (2021), Appartenersi (2023). I suoi libri sono tradotti in più di quindici nazioni e hanno vinto numerosi premi. Dal 2010 cura su «Famiglia Cristiana» la rubrica settimanale «Essere genitori». Su Facebook gestisce una pagina dedicata ai consigli sull’educazione seguita da 180.000 followers, mentre su Instagram è seguito da 100.000 persone. Barbara Tamborini è psicopedagogista e scrittrice. Tiene laboratori educativi nelle scuole di ogni ordine e grado e corsi di formazione per docenti e genitori. È autrice di libri per bambini e ragazzi e coautrice insieme ad Alberto Pellai di volumi di psicologia e parenting diventati bestseller e tradotti in diversi Paesi. Ha vinto numerosi premi letterari.
Si rivela con quotidiane microaggressioni, che come tante punture di vespa, colpiscono invisibili chi ne è vittima e fanno stare male, si annida nel pensiero di filosofi che hanno fatto la cultura dell’Occidente, è il motore di politiche migratorie che mostrano la crudeltà dei governi mascherata da esigenze di sicurezza. Il razzismo è un mostro dalle molte teste, un fenomeno complesso che provoca effetti sulla salute mentale di chi lo subisce, ma è anche sintomo di un atteggiamento evidentemente disumano e quindi patologico da parte di chi lo agisce. Attraverso lo sguardo della psichiatria, della filosofia e della politica, il volume, con un approccio originale, affronta il problema da diverse prospettive per tentare di comprendere da dove abbia origine questa distorsione del pensiero umano. Un viaggio alla ricerca delle radici del razzismo, una forma di violenza la cui drammatica attualità emerge con forza anche dalle interviste alla scrittrice e attivista Nogaye Ndiaye, italiana di origine senegalese, allo scrittore e antropologo angolano Simão Bengui Eduardo e al musicista e mediatore culturale senegalese Dudù Kouate, presenti in questo libro, che intende stimolare riflessioni approfondite e una maggiore presa di coscienza delle disastrose conseguenze sociali e umane del fenomeno.
Biografia autore:Rossella Carnevali, lavora come psichiatra e psicoterapeuta nell’assistenza ai migranti, anche vittime di tortura, nell’ambito di istituzioni pubbliche e nel privato sociale dal 2009. Coordina il modulo sanitario del Master Migrazione e Sviluppo dell’Università Sapienza di Roma, insegna presso la Scuola di psicoterapia dinamica Bios Psychè e svolge docenze su psicopatologia della migrazione, psicotraumatologia e sul rapporto tra cultura e salute mentale, e supervisioni in diversi contesti a professionisti e operatori che a vario titolo si occupano di migrazione, in Italia e all’estero. Filippo Montanelli, è professionista nell’ambito della gestione delle risorse umane. Precedentemente ha conseguito una laurea triennale in Storia contemporanea e si è specializzato in Relazioni internazionali all’Alma Mater Studiorum - Università di Bologna. Nel 2021 ha collaborato con la onlus Medici senza frontiere Italia a un progetto per la tutela legale del personale coinvolto nelle missioni di Search and Rescue avvenute nel Mediterraneo centrale tra 2016 e 2017. Ada Montellanico, è autrice e cantante jazz. Ha collaborato con artisti di fama internazionale e ha partecipato a numerosi e prestigiosi festival italiani ed esteri, trasmissioni radio e televisive. Ha al suo attivo tredici album a suo nome e svariate collaborazioni in ambito discografico. Ha fondato e presieduto l’associazione MIDJ (Musicisti italiani di jazz) e IJVAS (Il jazz va a scuola) e ora è presidente della Federazione Il jazz italiano. Sia nei suoi progetti artistici che nella vita associazionistica in ambito jazzistico è impegnata sui temi dell’uguaglianza e dei diritti civili. Simone Roffi, studioso e appassionato di storia e di culture dei popoli dell’Africa subsahariana, ha viaggiato in numerosi paesi africani per il suo lavoro di fotografo e videomaker. Per circa dieci anni ha vissuto e lavorato in Angola, arricchendo la sua esperienza professionale, culturale e umana.
Ogni giorno usiamo farmaci per prevenire o curare malattie, ma la verità è che ne sappiamo molto poco: poco di come funzionano, di come vengono sperimentati e approvati, del loro reale costo per chi li produce e per il sistema sanitario. Ci siamo mai chiesti perché esistono più farmaci per lo stesso problema? E come funziona il loro mercato? Silvio Garattini risponde a queste e altre domande per guidarci in un mondo complesso e aiutarci a scelte più consapevoli. Se è innegabile che negli ultimi anni il settore farmaceutico ha fatto enormi progressi in terapie e riabilitazione, tuttavia ha anche lavorato per crescere e autoalimentarsi, producendo farmaci simili e promuovendo una ricerca che non sempre rispecchia le reali necessità dei pazienti.
Biografia autore:Silvio Garattini, è medico e fondatore nel 1961 dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche IRCCS Mario Negri che presiede. È stato membro di molte istituzioni di indirizzo e controllo delle politiche del farmaco e ha ricoperto numerose cariche anche a livello internazionale. Per il Mulino ha già pubblicato Brevettare la salute? (2022) e Prevenzione è rivoluzione (2023).
Fino all’ultima carezza è un romanzo che esplora la fragilità e la forza dell’esistenza umana attraverso la storia di Andrea e Letizia, una coppia che attraversa le prove più dure senza mai smarrire il filo invisibile che li unisce. Andrea, medico stimato, si trova improvvisamente costretto a fare i conti con una malattia che lo conduce sull’orlo dell’abisso, trasformando ogni gesto quotidiano in memoria e confessione. Accanto a lui c’è Letizia, filosofa e compagna di una vita, donna forte e insieme fragile, che affronta i dolori e le gioie con la tenacia di chi non si arrende al destino. La loro vicenda è segnata dall’attesa di un figlio che non arriva e dalla ferita di un desiderio che sembra negato. Poi il miracolo inatteso: l’adozione di Agostino, che apre le porte a una nuova maternità e a una diversa paternità. A quel primo abbraccio seguiranno tre figli naturali, ciascuno accolto come un dono capace di moltiplicare la speranza e di riempire la loro casa di voci, sogni e responsabilità. I quattro figli diventano così il cuore pulsante di un amore che resiste alle cadute, che sa rinascere dalle ferite e che restituisce senso anche alle prove più laceranti. Tra ricordi, episodi drammatici e pagine di struggente dolcezza, Andrea e Letizia imparano che la vita non si lascia imbrigliare, che tutto è intreccio di attese e sorprese, di dolori e rinascite. Ogni esperienza, anche la più dolorosa, diventa parte di una geometria più grande, capace di dare forma e significato all’intera esistenza. Romanzo corale e intenso, Fino all’ultima carezza è un inno alla resilienza, alla forza degli affetti e al potere della memoria. Una storia che invita a guardare oltre il limite, a riconoscere che il senso più autentico della vita si trova nei legami che costruiamo e nell’amore che siamo capaci di donare. Aleo offre un affresco corale in cui le vicende personali diventano universali, capaci di parlare a chiunque abbia conosciuto il dolore della perdita o la consolazione di un gesto d’amore inatteso.”
Biografia autore:Diego Aleo. Laureato in lettere, è stato uno dei fondatori della Pro Loco di Barrafranca e dell’attuale Radio Luce. Ha rivestito per diversi anni il ruolo di presidente del Circolo Cattolico, (di cui è stato anche fondatore), e dell’UCIIM di Barrafranca. Studioso di tradizioni popolari, nel 1986 ha pubblicato con Gaetano Vicari il libro La grande eredità-Viaggio attraverso le tradizioni della Settimana Santa nel cuore della Sicilia - Fede e folklore a Barrafranca; C’era una volta - raccolta di racconti popolari. Uno squarcio di paese fra passato e presente a quattro mani con Gaetano Vicari. I romanzi pubblicati con Bonfirraro sono: Libidine di un angelo, Mezzo dollaro d'argento, La tassa sul morto e Autopsie del cuore.
Risse, furti, lesioni, omicidi compiuti da giovani e giovanissimi: i media riportano sempre più spesso notizie di fatti sconcertanti, a volte gravissimi, di fronte ai quali rimaniamo sconvolti, perplessi. E, al di là dell’ovvia riprovazione delle azioni criminose, siamo costretti a chiederci perché un adolescente commette un reato. Poveri o figli di papà, a volte sono i vicini della porta accanto, e sono sempre più piccoli. Cosa succede nella vita di questi ragazzi? Gli autori del libro esplorano il mondo dei giovani che delinquono attraverso una complessa analisi di fattori clinici, sociali, culturali e giuridici per comprendere il processo che conduce alla perdita del naturale rapporto con la realtà e con gli altri, perdita di cui l’azione violenta può essere considerata un sintomo. Se le storie di ognuno di loro sono sempre diverse, molte più similitudini si rintracciano nei meccanismi patologici della mente, nelle dinamiche psichiche che possono essere comprese e affrontate per avviare percorsi di prevenzione, cura e riabilitazione, prendendo le distanze dall’idea di una cattiveria innata e connaturata in tutti.
Biografia autore:Laura Castaldo Neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta, è dirigente medico presso un servizio pubblico di salute mentale dell’età evolutiva. Ha svolto per diversi anni attività di responsabile sanitario presso una comunità terapeutica per adolescenti. Pieritalo Pompili Psichiatra, psicoterapeuta e dottore in scienze forensi, per molti anni ha lavorato in strutture per autori di reato socialmente pericolosi, giovani e adulti, e ora in un servizio pubblico per urgenze psichiatriche. Svolge l’attività di psicoterapeuta e di criminologo. Ilaria Usai Avvocato, iscritta alla Camera penale di Velletri, è difensore d’ufficio anche presso il Tribunale per i minorenni di Roma, e docente abilitata all’insegnamento di diritto ed economia nelle scuole secondarie di secondo grado.
Tornando indietro cambieremmo qualcosa della nostra vita? Zara studia infermieristica, figlia di un mondo nuovo proiettato in un futuro che sembra perfetto. Trasportata nel passato in cerca delle sue origini si imbatterà nelle avventure di Kairos, in conflitto con quotidianità, stereotipi, pregiudizi di una società vittima di apparenze, travolta emotivamente da intrecci, personaggi, ognuno con una storia e patologia estinta: SMA, Diabete di Tipo 1, Alzheimer, Sindrome di Tourette, Distrofia Tapeto-Retinica, Neoplasia. Vivrà dimensioni ignote, dinamiche sociali luogo di meditazione, consapevolezza, mutamento. Varcherà la soglia del senso della vita, misurandosi con il bullismo, l’inclusione, a contatto col cuore dell’uomo, scoprendo il ruolo della fortuna. Al culmine del viaggio una scossa improvvisa deciderà della sua vita, dei suoi battiti, unendo i tasselli della vicenda. Il racconto, basato su storie vere, sfrutta la metodica del nursing narrativo: l’infermiere pianifica obiettivi, interventi, cogliendo particolari intimi, significativi, nella visione della malattia da parte della persona. Un registro chiaro per concetti complessi riporta al senso di tutto: apparenza ed essenza.
Biografia autore:Antonio Romano nasce a Galatina (Le) il 24/04/1983. Nell’aprile del 2007 si laurea in Educazione Socio-Ambientale presso l’Università del Salento. Nel dicembre del 2011 si laurea in Infermieristica presso l’Università degli Studi di Siena. Nel 2020 scrive il suo primo libro dal titolo Vite di C’Era. L’Invisibile nell’Impercettibile (Oggetto di Studio all’interno dei corsi di infermieristica). Nell’aprile del 2022 acquisisce il Master in Management per le funzioni di coordinamento nell’area delle professioni sanitarie. Attualmente lavora come Infermiere presso l’ASL Lecce (P.O. di Casarano) nell’Ambulatorio di Endocrinologia. Docente, Responsabile Scientifico e Relatore di Convegni e Congressi in Italia assumendo il ruolo di Infermiere Esperto in Diabetologia e di Infermiere Specializzato in Nursing Narrativo e Medicina Narrativa. Nel maggio del 2025 viene eletto Vice Presidente Nazionale della Società Scientifica degli Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani (O.S.D.I).
Prima ancora delle parole, il neonato riconosce il timbro della voce materna e attraverso il suono, con cui ha una relazione naturale e profonda, comincia a orientarsi nel mondo. La musica è un linguaggio universale che travalica le barriere linguistiche e culturali, unisce persone di ogni provenienza, traendo forza dalla diversità, e costruisce ponti là dove spesso si innalzano muri. È proprio grazie alla musica che i bambini possono entrare in contatto con paesi lontani, sviluppare empatia, curiosità e rispetto per l’altro. Eppure, nella nostra cultura e nel nostro sistema formativo, la musica è spesso considerata accessoria e marginale. Il libro nasce dalla volontà di cambiare radicalmente questa visione: l’intento degli autori è di riportare la musica al centro del processo di sviluppo del bambino, in quanto strumento vivo di relazione, crescita e scoperta. Fare musica, soprattutto fare musica insieme, partecipare a un ensemble, assistere a un concerto non è solo un arricchimento culturale, ma un’esperienza che stimola intelligenza, sensibilità, creatività e capacità di stare con gli altri. Un approccio innovativo a tre voci – musicale, pedagogica e psichiatrica – guida il lettore in un percorso ricco di riflessioni e proposte concrete: esempi musicali, ascolti guidati e suggerimenti bibliografici. Arricchiscono il testo le interviste a Paolo Fresu, Alessandro Mannarino e Tosca.
Biografia autore:Alessandro Mazzetta. musicista, psichiatra e psicoterapeuta individuale e di gruppo. Contrabbassista di formazione classica, partecipa all’edizione del Pavarotti & Friends for Liberia con l’Orchestra dei Filarmonici di Torino. Bassista e violoncellista, suona nei Merli Rossi e nei Bifuel Project. Autore di brani originali, collabora con Elle, ex voce solista dei Traccia Mista e fondatore del Jean Paul Agambi Quartet. Svolge l’attività clinica presso il Dipartimento di salute mentale della ASL Roma 3, con un incarico sulla salute mentale dei migranti Giulia Spurio, psicologa dell’età evolutiva e psicoterapeuta, esperta in ambito perinatale. Svolge attività clinica privata con un’attenzione particolare alle famiglie con bambini in età prescolare e scolare e nell’ambito del sostegno alla genitorialità. Tullio Visioli, compositore, didatta, flautista dolce, vocologo artistico e cantante, è docente di Musicologia e didattica della musica a Roma, presso l’Università LUMSA, di Vocalità infantile a Ravenna, presso il Master di specializzazione in Vocologia artistica. Dirige il coro dei bambini e insegna flauto dolce a Roma, presso la Scuola popolare di musica di Testaccio.
Un virus letale sta infettando il mondo. Anche la mamma della giovane Alenysja viene contagiata e, davanti agli occhi impauriti della figlia, viene portata in ospedale in gravi condizioni. La piccola, affidata a vecchi amici di famiglia, conosce il loro cane Ice, un pastore maremmano in grado di parlare la lingua degli umani. Insieme a lui e al geniale compagno di scuola Lusav, Alenysja troverà la soluzione per debellare il virus, ma questa scoperta sarà solo l’inizio della sua incredibile avventura, perché sapere quale sia la chiave del mistero non basta: occorre andarla a prendere, costi quel che costi.
Biografia autore:Mauro Cinquetti, padre di tre figli, in reparto e sul web è “il DOK”. Laureato con lode in medicina e chirurgia a Verona, è specializzato in pediatria, gastroenterologia e neuropsichiatria infantile. Autore di oltre duecento pubblicazioni scientifiche nazionali e internazionali, dal 2008 è primario di pediatria e patologia neonatale all’ospedale Fracastoro di San Bonifacio (Verona). È direttore del dipartimento materno infantile provinciale dell’azienda ULSS 9 Scaligera, presidente del Collegio dei direttori di pediatria e neonatologia del Veneto e docente alla Scuola di specializzazione in pediatria dell’Università di Verona. Per cinque anni consigliere nazionale della Società italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica (Sigenp), è attualmente presidente della Società italiana di pediatria condivisa (Sipec). Continua a giocare, non più a calcio, rimanendone sempre appassionato.
«Molte persone diranno che il barone Pisani (Palermo, 1761-1837) era altrettanto folle degli altri, ma almeno la sua follia era una follia sublime» (Alexandre Dumas padre). Pietro Pisani non seguiva le regole, le ribaltava. Quando prese le redini della Real Casa dei Matti di Palermo, decise che quelle mura non sarebbero più state più una prigione, ma un luogo di rinascita. Abolì le catene, spalancò le porte alla musica, all’arte, alla bellezza. Un gesto rivoluzionario che anticipò di oltre un secolo le intuizioni di Basaglia. Ma chi era davvero questo barone fuori dagli schemi? Un eccentrico che si definiva “il primo dei matti di Sicilia” o un visionario in grado di vedere ciò che gli altri non osavano immaginare? L’aristocratico colto che salvò le Metope di Selinunte dall’espatrio verso il British Museum e organizzò un’opera di Mozart per un solo spettatore, o l’uomo che fece della sua vita un ponte tra genialità e follia? Pietro Pisani era tutto questo e molto di più. Lo disse anche Sciascia: “Saggio al punto da riconoscersi folle, e abbastanza folle da ritenersi tra i folli il più saggio.” La sua è una storia di coraggio, visione e ribellione. Un uomo che ha trasformato un manicomio in un luogo di libertà, la follia in poesia, e la vita in arte. Un uomo. Tre vite. Un sogno. Una rivoluzione.
Biografia autore:Antonio Mistretta fa parte a pieno diritto della nutrita serie di medici-scrittori: professore ordinario di Igiene presso l’Università di Catania, è il Responsabile della Comunicazione Scientifica dell’Istituto Superiore di Sanità. Da sempre lettore compulsivo e onnivoro, ha pubblicato quattro opere di narrativa: Casa di pietra, Edizioni dell’Ariete, Siracusa, 1995, Pelle di corallo, Marsilio Editori, Venezia, 1997, Archivi del Sud, Bonanno Editore, Acireale, 2013, (Premio internazionale Sebastiano Addamo), La musica perduta, Giulio Perrone Editore, Roma, 2021. Ha curato per Giulio Perrone Editore le antologie: Romolo e Remo, racconti e ricette romanesche, Scilla e Cariddi, racconti e ricette siciliane, In giro per la Sicilia in lambretta, e ha scritto il libricino di brevi racconti La libreria dei destini incrociati, per ELI-Palombi Editori.
Questo libro non vuole essere un testo sistematico, ma un tentativo di narrare anche a noi stessi autori, la Riserva Funzionale, una risorsa affascinante, segreta e misteriosa del cervello umano. La Riserva Cognitiva e le altre Riserve del cervello sono molto studiate da eccellenti scienziati, ma nella vita quotidiana e nella medicina clinica se ne parla molto poco. Eppure conoscere la riserva funzionale della Persona è utile in tema di prevenzione, terapia, prognosi, riabilitazione, qualità della vita e, in Medicina legale, valutazione del danno. L’uomo non è soltanto quello che vediamo, ma anche quello che ha dentro il suo cervello segreto: talento, intelligenza, destrezza, volontà, ambizioni, cultura, emozioni, passioni, curiosità, pigrizia, attenzione, concentrazione, memoria, problem solving, creatività e altre cose ancora, in una mescolanza percentuale degli ingredienti che rende ogni persona diversa dalle altre otto miliardi viventi nel nostro pianeta. Raccontando storie vere, si scopre che la Riserva Funzionale emerge all’improvviso e, con i suoi circuiti neuronali e culturali, fa creare un’invenzione, una poesia immortale o un’opera d’arte, o consente a una persona che ha avuto un ictus di tornare normale. Più o meno efficiente, il Cervello Segreto lo abbiamo tutti e dobbiamo rinforzarlo per resistere a malattie, traumi e vecchiaia e vivere a lungo bene o benino.
Biografia autore:Giancarlo Di Gennaro, neurologo esperto di epilessia e neuroscienze cliniche, è direttore del Centro epilessia dell'IRCCS Neuromed di Pozzilli (IS). Autore di numerosi articoli scientifici su riviste internazionali, unisce alla pratica clinica un approccio antropologico/esistenziale, indagando il rapporto fra funzionamento cerebrale e identità umana. Il suo lavoro integra scienza e riflessione sulle implicazioni della neurologia nella vita quotidiana e nell'esperienza personale dei pazienti. Ciriaco Scoppetta, neurologo e studioso di neuroscienze, è stato professore associato nell’Università La Sapienza e primario neurologo dell'Ospedale San Camillo di Roma. Ha scritto un centinaio di articoli scientifici e alcuni libri di narrativa, poesia e narrazione scientifica. Con Armando ha pubblicato un romanzo, La Ladra di cervelli. Un Alzheimer in famiglia che è stato candidato al premio Strega 2022.
Il digiuno intermittente non è una dieta, ma uno stile di vita adatto a tutti, che prevede l’alternanza programmata di periodi di digiuno e periodi in cui ci si alimenta. Le ventiquattro ore vengono divise in due finestre temporali: in una si introducono tutti i macro e micronutrienti della giornata perfettamente bilanciati, nell’altra si pratica il digiuno. Non esistono cibi vietati: l’aspetto importante è che siano nutrienti, ricchi di fibre, proteine e grassi sani, per mantenere il senso di sazietà e fornire energia duratura. Non sono previsti orari o vincoli rigidi da rispettare, perché è il digiuno intermittente che si adatta alla quotidianità di chi lo mette in pratica e non viceversa. Si può scegliere così di saltare la colazione o la cena, a seconda delle proprie esigenze. Tra i principali benefici e vantaggi del digiuno intermittente vanno ricordati: la funzione antinfiammatoria (con diminuzione dell’infiammazione associata a molte malattie croniche e autoimmuni come dermatite, gastriti, reflusso gastroesofageo, morbo di Crohn, colon irritabile, tiroidite di Hashimoto, artrite reumatoide); la velocizzazione del metabolismo, a qualsiasi età e con qualsiasi patologia; il miglioramento della sensibilità all’insulina e la riduzione dei livelli di zucchero nel sangue; la semplicità di applicazione nella vita quotidiana, sia per una questione di tempo sia per la grande facilità nel reperire i prodotti consigliati. Questo stile di vita aiuta infine a prevenire malattie cardiovascolari, neurodegenerative e oncologiche. Il libro è arricchito da un’ampia sezione dedicata alle ricette e da numerose testimonianze di pazienti con disturbi cronici aiutati nel loro percorso di guarigione dal digiuno intermittente.
Biografia autore:Tiziano Scarparo, laureato in Medicina e Chirurgia, è specializzato in Medicina generale e ha conseguito un master in Dietologia e nutrizione all’Istituto di Alta Formazione di Roma. Al lavoro di medico di base ha affiancato da subito l’attività in studio rivolta a pazienti con problemi nutrizionali. Da quando ha conosciuto i benefici del digiuno intermittente, oltre a praticarlo in prima persona, la sua missione è diventata renderlo uno stile di vita accessibile a tutti. A questo scopo, sin dall’inizio della sua attività ha utilizzato lo strumento dei social, dando vita a una community molto numerosa e attivissima.
“Un giorno all’improvviso, il cuore è impazzito, il petto è diventato pesante, il respiro si è fatto corto. L’ansia è entrata nella mia vita. Poi le giornate sono diventate salite troppo faticose per essere affrontate. Meglio fermarsi, arrestare il corpo e la mente. La depressione è iniziata”. Il giorno sbagliato/perfetto è il racconto del periodo di cura che l’autrice Giulia Palmieri ha dedicato a se stessa. O forse questo libro autobiografico è la cura stessa, il risultato dell’uso della scrittura come strumento per ripercorrere il momento più buio e raccontare come la luce sia tornata.
Biografia autore:Giulia Palmieri, originaria di Bologna, è nata nell'85. È insegnante di yoga ed esperta di filosofie orientali. Da sempre affascinata dalle parole che curano e dalla forza che nasce dal dolore, è attenta osservatrice del mondo che la circonda. Oggi studia psicologia. Dopo aver attraversato un periodo di attacchi di ansia, a cui è seguita una profonda depressione, ha deciso di raccontare in questo libro la sua storia, così da condividerla con chi sta affrontando simili difficoltà.
Oggi, nel mondo, sovrappeso e obesità colpiscono oltre 2,5 miliardi di adulti, 390 milioni di bambini e adolescenti e 35 milioni di bambini sotto i cinque anni. Si tratta di numeri spaventosi, una vera e propria epidemia mondiale a cui i sistemi sanitari risultano sorprendentemente indifferenti. Nessun paese al mondo infatti ha ancora costruito e sviluppato un sistema adatto a prevenire e curare queste patologie. Si preferisce piuttosto la «gestione della malattia», che spesso consiste in un approccio emergenziale e nell’utilizzo di farmaci con effetti collaterali gravi, tra cui aumento della depressione, perdita di massa muscolare, ischemie ottiche e perfino cecità. Questi farmaci sono i famosi GLP-1, oggi prescritti in tutto il mondo a milioni di adulti e bambini, spesso prima ancora di veder fallire terapie dietetiche o interventi legati allo stile di vita. In questo libro il professor Valter Longo denuncia l’abuso di farmaci con molti effetti collaterali e di diete con deboli fondamenti scientifici, offrendo un’alternativa concreta, basata sulla prevenzione e su quattro interventi principali, frutto di trent’anni di ricerca e pratica clinica e supportati da solide evidenze scientifiche: dieta giornaliera della longevità, limitazione delle ore di consumo giornaliero dei pasti, cicli di dieta mima-digiuno di cinque giorni ed esercizio fisico. Basandosi su studi clinici, epidemiologici e di ricerca di base e raccogliendo storie di pazienti, Longo descrive le scoperte di metodi semplici e sostenibili per mantenere o tornare al proprio peso ideale, ma soprattutto per vivere a lungo e in salute.
Biografia autore:Valter Longo è Professore di Biogerontologia e direttore del Longevity Institute della University of Southern California a Los Angeles, è un esperto di fama internazionale in longevità e malattie legate all'avanzare dell'età, noto per aver sviluppato la Dieta della Longevità e la dieta mima-digiuno. Nel 2018 il Time lo ha inserito tra le cinquanta persone più influenti nel settore sanitario ed è tra gli scienziati più citati al mondo per l'impatto della sua ricerca in ambiti multidisciplinari. Ha fondato le non-profit Create Cures Foundation in USA e Fondazione Valter Longo ETS in Italia. Il professor Longo devolve a queste fondazioni tutti i proventi a lui spettanti derivanti dalle vendite dei suoi libri per favorire lo sviluppo di programmi di assistenza sanitaria nutrizionale offerti gratuitamente o scontati a chi si trova in condizione economica critica, di educazione e sensibilizzazione nelle scuole e di divulgazione scientifica per il grande pubblico.
Il pezzo mancante” non è soltanto il titolo di questo libro, ma il simbolo di una verità che va oltre le apparenze. Un libro che parla di nascita con la Sindrome di DiGeorge e di rinascita. Maria Teresa ha trent’anni e ha cominciato a combattere a 5 giorni di vita, sottoponendosi ad un delicatissimo intervento al cuore che è stato solo il primo scoglio. Negli anni ha affrontato paure, senso di solitudine e “testa tra le nuvole come Peter Pan” che la tenevano lontano dalla realtà circostante. Supportata dall’amore dei suoi genitori, familiari e amici, oggi è una donna che ha capito che la vita si affronta a testa alta e con un mantra: “essere positivi”.
Biografia autore:Maria Teresa Gullino nasce a Messina nel 1995 dove si laurea in Consulente del Lavoro e Giurista d’Impresa nel 2022. Nel 2026 consegue la laurea specialistica in Programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali. Ha aperto un canale social su instagram @lastoriadimaria_teresa con più di diecimila follower dove racconta ciò che ha passato con la sua malattia trasmettendo speranza. Il pezzo Mancante è per lei un modo per far veicolare le informazioni sulla sindrome di DiGeorge e per aiutare le persone più fragili a sentirsi meno sole.
Il profumo di una madre è un viaggio nel cuore del caregiving attraverso le parole e i ricordi dell’autrice Stefania Traversa che racconta in maniera intima e toccante la sua esperienza personale dopo aver assistito sua madre, malata terminale di microcitoma polmonare a piccole cellule. Il libro non è solo la cronaca di un legame indissolubile tra madre e figlia, ma si configura come un manifesto d'amore e resistenza dedicato a chi, ogni giorno, si prende cura di una persona cara cercando di dare dignità alla morte. L'autrice attraversa le fasi della malattia e della fragilità, guida il lettore attraverso la cruda realtà dell'assistenza quotidiana, dove il "profumo« diventa il simbolo di una memoria che non svanisce e di una presenza che diventa conforto. Il fulcro narrativo dell'opera è la figura del caregiver familiare, un ruolo spesso invisibile. Il libro esplora il senso di responsabilità, la stanchezza fisica e il carico mentale di chi dedica la propria vita all'altro, descrivendo con onestà il delicato equilibrio tra il sacrificio personale e la gratificazione che deriva dal dono di sé. Una storia individuale che si trasforma in una riflessione collettiva sui diritti e sulla dignità dei caregiver. "Il profumo di una madre" è un testo necessario per sensibilizzare l'opinione pubblica su un tema di estrema attualità. La testimonianza dell’autrice offre uno spaccato autentico e privo di retorica sulla "scelta" (o necessità) di restare accanto a chi amiamo nel momento del bisogno, richiamando l'attenzione sull'urgenza di tutele e riconoscimento sociale per questi 8 milioni di persone che ogni giorno in Italia donano il loro presente, il loro tempo, a chi non ne ha più.
Biografia autore:Stefania Traversa (classe 1976) è una giornalista pubblicista che dopo la laurea al DAMS di Bologna, si è allontanata dai percorsi stabiliti e ha intrapreso un lungo cammino di oltre 20 anni vissuti prima a Madrid e poi a Tenerife dove risiedeva al momento dei fatti narrati in queste pagine. Caratterizzata da un percorso eclettico e versatile, ha svolto nel tempo diversi lavori in ambiti differenti, coltivando in parallelo, attraverso uno studio approfondito da autodidatta e non, una solida competenza in nutrizione e benessere psicofisico. Con Il profumo di una madre si presenta al pubblico con un'opera intima e potente, un invito a condividere la storia che ha ridefinito la sua esistenza e l'ha ricondotta a vivere a Bari. Almeno per il momento.
Ambientato nel 1955, Il recinto dei pazzi è un romanzo polifonico incentrato sull’evasione da un manicomio. La fuga matura nell’ascolto della parola che restituisce nome, storia e dignità a chi è stato ridotto a diagnosi. Accanto alle voci dei degenti - Giovanna, internata per “condotta indecente”; Francesco, orfano condannato da una valutazione sommaria; Adriana, epilettica che smette di nutrirsi; Celeste, reclusa nel reparto criminali - si levano quelle di chi, in un sistema inscalfibile, continua a scegliere la cura come forma di responsabilità. Bugatti, omaggio alla figura dello psichiatra basagliano Tommaso Losavio, assiste Celeste nei suoi lunghi flussi di coscienza. Nessuno è in grado di ascoltare la voce della ragazza, eppure il medico continua a cercare la “pagina mancante” di un’esistenza cancellata. Stefano, infermiere che anticipa una riforma ancora lontana, vede Francesco come un figlio: vorrebbe adottarlo ma non può mantenerlo. Religiose come Suor Claretta aprono squarci nell’ordine costituito con gesti audaci, a volte irreparabili. Infermiere come Grazia diventano punti di luce in un ambiente cieco. Il ballo annuale di primavera allenta la sorveglianza: Giovanna e Francesco imboccano una scappatoia segreta. L’evasione non è soltanto fisica: è nella parola dei medici, degli infermieri, dei pazienti che stringono amicizie sghembe tra le corsie; ed è soprattutto nella voce di Giovanna, che si autodenuncia ai carabinieri. Depone affinché tutti sappiano quali atti contro natura avvengono in manicomio. Il maresciallo ascolta la sua testimonianza, straccia il verbale e ordina di telefonare al direttore dell’ospedale psichiatrico: la parola d’onore di una pazza non garantisce alcuna verità.
Biografia autore:Luana Troncanetti, romana, classe 1970, alterna editoria tradizionale e self publishing. Ha scritto per diverse case editrici: Giulio Perrone, Fabbri, Comix, Kairos, Homo Scrivens, Cento Autori, Damster e Delos Digital. Il suo registro narrativo spazia dall’ironia alla denuncia sociale. Nel 2009 autopubblica Le mamme non mettono mai i tacchi, poi edito da Galassia Arte nel 2011. Agrodolce esce in libreria nel 2016 per L’Erudita. Nel 2019 pubblica I silenzi di Roma (Fratelli Frilli Editori), primo capitolo della serie noir con protagonista l’ispettore Paolo Proietti, a seguire Omicidio alla Garbatella. La cuoca – Storia di un terremoto vince cinque riconoscimenti, l’ultimo dei quali è il Premio Letterario Il Borgo Italiano 2024. Nel 2025 esce Il recinto dei pazzi, Menzione Speciale di Merito al Concorso Città di Grottammare - Sezione inediti – e 2° classificato al Premio Baladin 2026. Sale sul podio in diversi concorsi per la sezione narrativa breve, tra questi: il Premio Massimo Troisi per la scrittura comica, Donna sopra le righe, Thriller Café e Il Racconto nel Cassetto.
Un racconto autentico, struggente, necessario. Alessia mette a nudo la sua storia: la perdita, l’abuso, il corpo che grida nel silenzio dell’anoressia. Accanto a lei, la voce della terapeuta accoglie, interpreta, dà senso al dolore. Due sguardi che si intrecciano – uno esperisce, l’altro ricostruisce. Un viaggio di sopravvivenza e rinascita, dove il raccontare diventa atto di cura e di libertà.
Biografia autore:Alessia Carsughi è psicologa, psicoterapeuta e psicologa forense, specializzata in ambito evolutivo e nei disturbi dell’alimentazione. Il suo percorso personale l’ha portata a occuparsi di attaccamento, trauma e sofferenza emotiva. Dal 2022 lavora in una struttura residenziale per i Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione. È cofondatrice del Laboratorio Psico-Nutrizionale di Ancona e partner dello Studio Giuridico Psicologico G&P, dove svolge attività clinica e forense. Cristina Bruni è psicologa, psicoterapeuta ed esperta in disturbi dell’alimentazione. Ha lavorato in ambito scolastico, forense e residenziale, ricoprendo incarichi clinici e di responsabilità. Ha contribuito alla creazione di una struttura psichiatrica per adulti e, nel 2022, alla realizzazione di una Residenza per disturbi della condotta alimentare, dove svolge attività clinica. Insegna presso la scuola di specializzazione in psicoterapia Training School – PTS.
Diana è una bambina che ama dipingere. Un giorno, però, si ammala e si ritrova accudita da due infermieri-robot: precisi, efficienti… ma privi di calore. È allora che Diana comprende che curare non significa solo “fare del bene”, ma anche “essere vicini”. Il suo desiderio? Due infermieri veri, in carne e ossa, capaci di ascoltarla, tenerle la mano, prendersi cura di lei e farla sorridere. L’opera valorizza l’importanza dell’umanità nella cura: empatia, ascolto e vicinanza sono ingredienti insostituibili, anche in un mondo sempre più automatizzato. Diana ci insegna che non basta essere “bravi” o “precisi” per prendersi cura degli altri: serve cuore, attenzione e presenza. Un invito a riflettere sul senso profondo del prendersi cura, dentro e fuori dagli ospedali.
Biografia autore:Diana è una bambina che ama dipingere. Un giorno, però, si ammala e si ritrova accudita da due infermieri-robot: precisi, efficienti… ma privi di calore. È allora che Diana comprende che curare non significa solo “fare del bene”, ma anche “essere vicini”. Il suo desiderio? Due infermieri veri, in carne e ossa, capaci di ascoltarla, tenerle la mano, prendersi cura di lei e farla sorridere. L’opera valorizza l’importanza dell’umanità nella cura: empatia, ascolto e vicinanza sono ingredienti insostituibili, anche in un mondo sempre più automatizzato. Diana ci insegna che non basta essere “bravi” o “precisi” per prendersi cura degli altri: serve cuore, attenzione e presenza. Un invito a riflettere sul senso profondo del prendersi cura, dentro e fuori dagli ospedali.
Andreea, giovane universitaria, arriva ad Alessandria dalla Romania per proseguire gli studi. Ha lasciato un Paese in cui la vita era faticosa e priva di molte libertà, ma in Italia spera di trovare un nuovo equilibrio. Inaspettatamente, dopo pochi mesi, a Genova conosce Paolo, si innamora e di lì a un anno nasce Elena. Mentre riorganizzano le loro esistenze, l’arrivo della piccola riempie le loro giornate di una gioia turbata da qualche preoccupazione. A poco più di un anno di età la bambina inizia ad accusare sintomi di cui non si conosce l’origine. Per i genitori comincia un viaggio pieno di incertezze, ricoveri e preoccupazioni fino alla diagnosi di una rarissima malattia genetica. È un percorso che esplora l’incredibile capacità umana di affrontare l’inatteso, l’angoscia, l’impotenza trovando luce anche nei momenti più bui. Andreea racconta anche la vicinanza e l’aiuto delle persone che hanno incontrato lungo il cammino: medici, infermieri, amici e famiglie che hanno offerto sostegno e affetto nei momenti di difficoltà. Con una scrittura intima e coinvolgente, una testimonianza di coraggio e amore che tocca il cuore e ispira chiunque si trovi ad affrontare le sfide della vita.
Biografia autore:Andreea Porcilescu, classe 1982, nasce a Iasi, in Romania. Nel 2004 si trasferisce in Italia con lo scopo di riprendere gli studi universitari iniziati nel suo Paese. L’incontro con Paolo cambia la sua prospettiva e dalla loro unione nascono Elena, Daniele, Luca e Vittoria. Elena, la primogenita, ha un rarissimo difetto genetico, unico caso in Italia, che in breve tempo si manifesta con tutta la sua gravità. Andreea, aiutata dal marito e poi dai figli, si è prodigata per 15 lunghi anni nelle cure di Elena fino ad arrivare, con @ildiariodiunamammarara, a condividere la sua storia sui social – a oggi una community di oltre 250.000 persone – tramite i quali riesce, nel 2021, a finanziare l’apertura di un laboratorio di ricerca sulla malattia di Elena. Andreea continua a sostenere la raccolta fondi anche dopo la scomparsa di Elena con iniziative in suo ricordo.
l sopraggiungere della vecchiaia segnata dalla sofferenza induce la protagonista a raccontare l’ultimo arco di tempo della sua vita. Ne nasce una sorta di diario da cui emerge, accanto al decorso della malattia, la determinazione a voler fronteggiare il tratto finale in modo partecipato, senza passività. Viene ribadito, così, un assioma universalmente riconosciuto e cioè l’inutilità di opporsi con strenuo sforzo allo scorrere del tempo il quale – come ben si sa – accompagna tutti, indiscriminatamente, allo stesso traguardo. Poiché si può solo assecondarne il corso, tanto vale, allora, affrontare, a testa alta l’epilogo. In complesso, il messaggio lanciato esorta a meditare sul senso del vivere, ma pure sul valore totalizzante dell’eternità verso cui si tende, giorno dopo giorno.
Biografia autore:Anita Castellana è nata a Napoli il 15 dicembre 1956. Si è laureata in Filosofia presso l’Università Federico II di Napoli. Ha svolto la professione di insegnante nella Scuola Primaria, dedicando gran parte della sua vita all’educazione e alla formazione delle nuove generazioni. Risiede a Mantova e vanta un impegno pluriennale nel mondo del volontariato, ambito nel quale ha contribuito attivamente con spirito di servizio e attenzione ai bisogni della comunità.
Cos’hanno a che fare con la parola i medici e, in genere, gli operatori sanitari, nel loro impegno pratico, cui è sottesa una cultura scientifica che non può soffermarsi su aspetti concettuali riguardo a situazioni di emergenza che necessitano invece di una pronta presa d’atto? Dall’odierna dimensione ipertecnologica e sanitariamente aziendalizzata emerge una sola risposta, e cioè che mai come oggi c’è al contrario bisogno di parole. Parole che ci riportino alla dimensione in cui il paziente non era un numero ma un individuo singolare e i trattamenti non protocolli standardizzati ma piani curativi individuali, da confezionare su quella irripetibile singolarità. L’antologia nasce dal desiderio di raccontare qualcosa dal punto di vista di chi ha preso l’impegno di assistere gli altri: in questi anni gli operatori sanitari sono passati dall’essere eroi a biechi opportunisti, oggetto di gratitudine infinita o di accuse infamanti, per finire vittime della rabbia di pazienti e familiari. Eppure sono persone normali, che cercano di svolgere al loro meglio un’attività delicata e nel farlo si lasciano coinvolgere dalle situazioni che incontrano, dai problemi che affrontano, dalle sofferenze che cercano di alleviare. La raccolta presenta una discreta varietà di situazioni, alcune viste in maniera più leggera, altre più drammatiche, ma tutte autentiche, anche quelle dove nella narrazione la fantasia prevale sui fatti realmente accaduti (che sono la parte preponderante dei racconti).
Biografia autore:Silvio Giono-Calvetto, nato aistruttore Torino, ha lavorato per oltre trent'anni in Valle d'Aosta, percorrendola tutta come medico del 118, dei volontari del soccorso o semplice appassionato della natura.
Per quanto strano possa sembrare, «instabilità dei microsatelliti» indica una cronica difficoltà alla replicazione del DNA. Una anomalia genetica, insomma. Certo, si tratta di un termine settoriale. Ma per Silvia Caratti vale come etichetta per una condizione, oltre che biologica, esistenziale. E introduce al filo conduttore del suo libro: il corpo. Che non è solo la sede del dolore o del piacere, della salute e della malattia. È una zona confinaria tra il vivente e il non vivente. O il percolante frammezzo tra l'inanimato e qualcosa che sta altrove e lo trascende e che può essere perfino nominato con la parola divinità. È noto: il tema della creatura intesa quale soglia tra la materia grezza e l'assoluto rimanda alla grandiosa idea della creatura come interfaccia tra macrocosmo e microcosmo. E se c'è un dato caratteristico di queste poesie, sta nel rendere un argomento alto con mezzi verbali scarni, con una lingua prossima a quella naturale. Che talvolta tocca punte di estrema, scabra, desolata, tesa acutezza. Perché se esiste davvero un nesso tra umano e assoluto, si riverbera nella vita cosiddetta quotidiana, nei pensieri, nei dialoghi tra le persone in carne ed ossa, nella dolcezza o nella tensione dei loro rapporti. A tutto questo e a molto altro sembra alludere Silvia Caratti in un libro che la conferma tra i poeti più importanti della sua generazione.
Biografia autore:Silvia Caratti è nata a Cuneo nel 1972. Diplomata al Conservatorio, è inoltre laureata in Storia della Musica. Nel 2000 ha pubblicato per LietoColle La trama dei metalli, che ha vinto il premio Franco Matacotta per l’opera prima. Nel 2012 è uscito Mea infera caro scritto insieme a Mary Barbara Tolusso e con i disegni di Massimo Dagnino (EDB Edizioni). Nel 2016, per l’Arca Felice, ha pubblicato la plaquette Lettere per un ritorno, con i disegni di Massimo Dagnino. Nel 2023 è stata inclusa nella raccolta Nuovi poeti italiani 7 a cura di Maurizio Cucchi (Einaudi). Altre sue poesie sono apparse in numerose riviste, quotidiani e antologie (in particolare nel 2004 nella Nuovissima poesia italiana, Mondadori), e sono state tradotte in olandese, spagnolo, arabo, russo e cinese.
Il corpo possiede un’intelligenza biologica che ogni giorno lavora per mantenerci in equilibrio. Spesso, però, non la ascoltiamo: stanchezza, insonnia, disturbi digestivi o infiammazioni persistenti non sono semplici fastidi, ma segnali che richiedono un cambiamento. Questo libro insegna a riconoscere i messaggi e a collaborare con l’organismo invece di combatterlo. Alimentazione, attività fisica e gestione dello stress diventano strumenti concreti per sostenere la naturale capacità di autoguarigione e rafforzare il benessere. Applicando il paradigma della Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI), l’autore dimostra come sia possibile prevenire e trattare le malattie allergiche e croniche, considerando l’organismo come un sistema integrato in cui Cervello, Sistema Immunitario, Ormoni e Intestino dialogano costantemente. Attraverso casi clinici reali, il lettore scoprirà come piccoli cambiamenti nello stile di vita possano migliorare anche le condizioni croniche e autoimmunitarie. Una sezione pratica offre linee guida per costruire un piano alimentare antinfiammatorio personalizzato, semplice e flessibile. Il messaggio centrale è chiaro: la salute non è solo l'assenza di malattia, ma un equilibrio dinamico che ognuno può imparare a coltivare. Prevenzione e consapevolezza diventano così un investimento nel presente e nel futuro.
Biografia autore:Antonio Corsano è medico chirurgo, specialista in allergologia con oltre quarant’anni di esperienza clinica. Ha integrato la pratica medica tradizionale con i principi della Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia (PNEI), approfonditi durante un master universitario di secondo livello. La sua attività si concentra sulla prevenzione e sulla gestione delle malattie allergiche, croniche e autoimmunitarie attraverso un approccio che unisce scienza, alimentazione, movimento e gestione dello stress. Autore di libri e relatore in numerosi congressi, dedica il suo lavoro alla divulgazione e alla promozione di uno stile di vita consapevole, capace di rafforzare la salute e il benessere nel tempo.
È questo il titolo del nuovo libro di ITALIAADOZIONI APS. Un’associazione nazionale che promuove la cultura dell’adozione. Un testo inedito che tratta il punto di vista dei figli prima dell’incontro con la famiglia adottiva, un testo raro, prezioso per capire il loro mondo interiore. Il libro apre una finestra su uno degli aspetti del processo adottivo scarsamente affrontato: il tempo che intercorre dalla nascita del bambino fino alla sua adozione. Quali accadimenti lo hanno caratterizzato? Quali incontri lo hanno nutrito o defraudato? È stato preparato e accompagnato nei cambiamenti da una situazione all’altra? Scarsa è la considerazione riservata alla condizione dei bambini che, dichiarati adottabili, attendono in istituti, comunità, o famiglie affidatarie, dei genitori che se ne prendano cura per sempre. Mentre esistono percorsi sperimentati per i genitori, non esistono prassi o protocolli di intervento efficaci e consolidati rivolti ai minori. Il libro si basa su un lavoro di ricerca e pubblica 31 testimonianze di adulti adottati suddivise nei seguenti temi: l’abbandono e la separazione dalla famiglia d’origine e dai fratelli, la vita in istituto, l’attesa e la preparazione all’adozione e poi l’incontro con i genitori adottivi e infine la costruzione della storia personale attraverso ricordi diretti e indiretti. Il risultato è un volume di facile lettura in cui le storie ricche di emozioni e dolori si alternano ai commenti di esperti, con proposte interpretative e spunti di riflessione.
Biografia autore:Giuseppina Facchi è psicologa psicoterapeuta. Già responsabile del Servizio di Psicologia Clinica dell’ASST di Crema. Ha lavorato nell’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infanzia e Adolescenza. Svolge attività di formazione e docenza in ambito clinico. Nel 2017 ha pubblicato Adozione oggi — Percorsi di resilienza (con M.C. Gislon e M. Villa), Mimesis Edizioni. Ha collaborato a Cara Adozione 2 (a cura di R. Cellore), pubblicato da ItaliaAdozioni nel 2022. È membro del direttivo di ItaliaAdozioni.
Il racconto descrive in prima persona la storia di Ivan, un ragazzo che frequenta la scuola secondaria di secondo grado e che con fermezza ed entusiasmo ci fa entrare nel suo splendido mondo. L’autrice ha voluto scrivere questo libro per informare e sensibilizzare le persone al disturbo dello spettro autistico di cui Ivan ne è affetto, cercando di far capire come in realtà sia molto difficile per lui e per tutte le persone che ci soffrono adattarsi in un mondo che “non ha freni”, come il nostro. Viviamo scavalcando i secondi e gli attimi e senza rendercene conto arrivano gli anni. Ivan ha estrema difficoltà a muoversi in un ritmo così incalzante come il nostro e ci fa capire quanto invece sia possibile e bello rallentare e respirare. Attraverso le sue avventure e il suo essere simpatico e burlone, Ivan ci descrive le sue paure, le sue fragilità, il suo silenzio, il motivo delle sue urla, la sua forza. Maria Antonietta Grande scrive questo lungo racconto perché percepisce l’urgenza nella società di sensibilizzare e informare sul tema del Disturbo dello spettro autistico, affinché ci sia più accoglienza, ascolto ed empatia. Per un cambiamento è necessario “esserci” e partecipare pienamente alle iniziative di carattere sociale e valoriale. I significati di DIVERSITA’, INCLUSIONE sono importantissimi per poter cavalcare il tempo che viviamo e rivoluzionare un sistema che in realtà mastica l’inclusione per abbracciare ancora, purtroppo, l’integrazione. “Abbracciamo l’unicità di essere diversi”
Biografia autore:Maria Antonietta Grande nasce il 16 gennaio 1990 a Nardò (LE). Si laurea all’Università del Salento in Scienze Pedagogiche il 22 luglio 2015. Nel 2021 vince il primo premio social e il quarto della critica con il racconto lungo “Una nuova vita” per un concorso fiorentino. Il 7 novembre 2024 viene pubblicato il suo primo romanzo “Libertà è donna” con la piccola casa editrice milanese Bookabook. Il 6 settembre 2025 è una dei dieci vincitori del concorso VelletriLibris 2025 con il racconto breve “Nella notte” sul tema della violenza delle donne. Nel mese di Ottobre 2025 viene pubblicato con la piccola casa editrice romana Progetto Cultura “Il lupo è un amico in più” sull’emozione primaria della paura. Nel mese di Novembre 2025 viene pubblicato “Io sono un Supereroe” con la piccola casa editrice veliterna Fondazione De Cultura.
Bianca amava il mare e tutti i suoi abitanti. I suoi grandi occhi brillavano come due diamanti. Spesso, però, si sentiva stanca, senza forze, e questo la faceva arrabbiare tantissimo. Ma c'era un gioco che la rasserenava: il gioco del mare, il suo preferito. La bambina e la medusa rosa è il libro musicale ideato dall’Orchestra Asclepio, ensemble formato interamente da medici musicisti, e dal cantautore Lorenzo Tozzi. È un progetto nato per rappresentare la paura della diversità e dell’isolamento ma soprattutto per esprimere il superamento della sofferenza nella speranza che nasce dal rapporto tra medico e paziente. La relazione di cura va oltre la malattia e si manifesta anche nell’amicizia, proprio come avviene nella fantasia tra la bambina protagonista del racconto e la sua amica medusa. Una fiaba scritta da Lorenzo Tozzi e illustrata da Alessandro Sanna, arricchita da un audiolibro – ascoltabile tramite QR Code – con la storia narrata e una playlist di canzoni firmate da Lorenzo Tozzi e Maria Elena Rosati, in un’inedita versione in cui la voce di Lorenzo è accompagnata dall’Orchestra Asclepio nell’esecuzione degli arrangiamenti orchestrali realizzati dal M° Roberto Molinelli, compositore e direttore d’orchestra apprezzato in tutto il mondo, e registrati presso la prestigiosa Fazioli Concert Hall di Sacile (PN). Il libro verrà donato dall’Orchestra Asclepio ai piccoli pazienti di alcune delle più importanti onco-ematologie pediatriche d’Italia. In quelle occasioni, musica e lettura verranno riproposte dal vivo ai bambini e alle loro famiglie. Il progetto ha il supporto della Fondazione La miglior vita possibile di Padova e dell’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica.
Biografia autore:Lorenzo Tozzi è un cantautore, musicista e autore affermato, particolarmente noto per le sue creazioni, canzoni e libri dedicati ai più piccoli. Ex avvocato, collabora stabilmente con la Rai, le principali case editrici italiane (tra cui Gallucci e Erickson) e il mondo accademico.
Un libro che restituisce umanità alla presa in carico in salute mentale. In un tempo in cui il disagio psichico cresce e la risposta pubblica appare affannata, questo testo offre una testimonianza viva, potente e necessaria: dimostra che è ancora possibile costruire servizi pubblici capaci di rispondere davvero ai bisogni di salute dei cittadini. Attraverso le voci di operatori, utenti e familiari, La cura come rischio necessario racconta il lavoro quotidiano del Servizio di Salute Mentale dell’ASL Roma 2 – Municipio VI, un territorio complesso in cui la fragilità incontra competenze e coraggio, e dove la speranza si costruisce passo dopo passo. Più di un manuale, un’esperienza concreta. Pagina dopo pagina si intrecciano storie, riflessioni e pratiche che mostrano come la cura possa essere insieme un gesto politico e profondamente umano. Gli autori ci accompagnano nei luoghi, nelle case, nelle comunità dove la salute mentale prende forma: concreta, collettiva, possibile. Una bussola per chi crede nella dignità della persona. Con la prefazione di Massimo Cozza, Direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Roma 2, il libro diventa un punto di riferimento per gli operatori, gli studenti, i familiari e per chiunque desideri comprendere cosa significhi oggi “fare salute mentale pubblica”. Nel solco dell’eredità viva di Franco Basaglia, gli autori ricordano l’urgenza di “trovare nella pratica la teoria e nella scienza l’impegno sociale”. La cura come rischio necessario invita a ripensare la cura come atto di responsabilità e amore per la comunità: un invito a credere che relazione e ascolto siano ancora il cuore di ogni guarigione. Un libro per chi cerca senso, non solo risposte.
Biografia autore:Giuseppina Gabriele, psicoterapeuta, laureata in psicologia a Padova nel 1977, si è formata a Trieste con Franco Basaglia. Ha lavorato a Venezia contribuendo con Mimmo Casagrande alla chiusura dell’ospedale psichiatrico di S. Clemente. Trasferitasi a Roma nella seconda metà degli anni ’80 ha diretto vari servizi del Dipartimento di Salute Mentale. Ha ricoperto cariche istituzionali ed è stata Direttore Generale di una Asl. Già Direttore UOC salute mentale del sesto distretto della Asl Roma 2. Insegna nella Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ARPCI. Emanuele Caroppo, psichiatra, dottore di ricerca e psicoanalista SPI, lavora da oltre vent’anni nella salute mentale pubblica e oggi è Direttore del Centro di Salute Mentale Asl Roma 2 sesto distretto. Ricercatore e clinico, insegna all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Nelle sue pubblicazioni internazionali e nella sua pratica intreccia sguardi e linguaggi per una psichiatria che rimetta al centro la persona e la comunità, come spazio d’incontro tra scienza, culture e impegno etico e civile.
Perché ingrassiamo? Facile: perché mangiamo più di quanto consumiamo. Ma la vera domanda è: serve un libro per dimostrare questa semplice verità, sancita dalle leggi della fisica? Evidentemente sì. Dario Bressanini lo ha scoperto quando, quasi per scherzo, ha scritto sui social di essere dimagrito seguendo una «dieta termodinamica» e si è ritrovato sommerso da domande e incredulità. Incredulità che, invece, non viene riservata a chi propone formule prodigiose – poco scientifiche e per nulla efficaci – per perdere peso. Da lì ha capito che era ora di rimettersi a scrivere. In questo saggio, perciò, prende in esame le diete del momento, dal digiuno intermittente alla chetogenica, mettendone in luce gli apparenti pregi e i reali difetti. Lo fa dopo averle provate personalmente tutte, con fatti e cifre alla mano, e argomenti basati sulla logica anziché sulle mode e l’emotività. Il racconto parte da lontano, dai clamorosi fallimenti delle pillole dimagranti del passato, per arrivare fino al cuore del dibattito moderno sulla demonizzazione dei carboidrati, il ruolo controverso dell’insulina, l’oscuro mondo delle anfetamine e le nuove speranze per il trattamento dell’obesità. Un viaggio che ci porta a esplorare perché alcune diete funzionano (almeno all’inizio) e altre sono destinate a fallire, e perché quasi sempre si finisce per riprendere il peso perso. Con la sua verve ironica unita al rigore scienti fico, Bressanini smaschera le teorie senza fondamento e riconosce gli approcci che, invece, hanno una solida base scientifica e possono funzionare, aiutandoci a capire come dobbiamo cambiare il modo di alimentarci dopo che siamo dimagriti, come dovremmo mangiare per vivere più a lungo e in salute e perché, quando si parla di peso e dimagrimento, non esistono formule – né pillole – magiche. Non uno dei tanti manuali che promettono miracoli, quindi, ma una bussola indispensabile per navigare il mondo delle diete con più consapevolezza e meno sensi di colpa.
Biografia autore:Dario Bressanini è ricercatore universitario e docente di Chimica all’Università dell’Insubria a Como. Curatore per la rivista «Le Scienze» della rubrica mensile Pentole e provette, è anche autore del blog Scienza in cucina. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo Pane e bugie (2010), Le bugie nel carrello (2013), Contro natura (con Beatrice Mautino, 2015), La scienza della pasticceria (2014), La scienza della carne (2016), La scienza delle verdure (2019) e La scienza delle pulizie (2022). Da Mondadori ha pubblicato Fa bene o fa male (2023). Uno dei divulgatori scientifici più amati e stimati, i suoi canali social sono seguiti da oltre un milione di follower.
È notte, una giovane dottoressa stacca dall’ennesimo turno in Pronto soccorso. Il suo lavoro è diventato un buco nero dentro cui sparisce tutto il resto – il fidanzato, le amiche, le passioni, la vita fuori di lí. A furia di difendersi dal dolore degli altri, dalla rabbia, dalla frustrazione, dall’impazienza dell’umanità varia che affolla quelle stanze, sta iniziando a non provare piú nulla. L’idealismo dei primi tempi diventa un vago ricordo, l’entusiasmo sbiadisce turno dopo turno. Pensa a tutto questo mentre attraversa a passi svelti il parcheggio vuoto dell’ospedale, ma a un certo punto impietrisce: sul cofano di una macchina c’è una figura inquietante, con due lunghe ali membranose, che sta aspettando proprio lei. Lucifero all’inizio sembra solo un’allucinazione dovuta alla stanchezza, ma poi la sua presenza si fa costante. Mentre i rapporti umani intorno a lei scompaiono, mentre il mondo di fuori sembra sempre piú opaco e dentro al Pronto soccorso si accumulano i codici rossi, le terapie, i ricoveri e gli interventi urgenti, lui è l’unico che resta, che le si fa amico. Che riempie il vuoto lasciato dagli altri. Ma la sua è una presenza tutt’altro che disinteressata, che porta con sé domande perturbanti – Che valore dai alla tua anima? Come ci si salva dalla sofferenza degli altri? Esiste una giusta distanza dal male? – e che, a un certo punto, le propone un patto. Questo romanzo appassionante è una meditazione sul dolore: quello di chi lo prova nella propria carne e quello di chi lo cura. Sono vividi, umanissimi, a volte inquietanti i ritratti di chi popola il Pronto soccorso. I corpi sono enigmi, abissi spaventosi, mirabilie di falsi allarmi e insidie occulte. C’è chi scopre nel giro di mezz’ora di avere una malattia grave, chi esagera i sintomi per procacciarsi qualche giorno di pausa dal lavoro, chi non accetta l’agonia di una persona cara e aggredisce i professionisti sanitari. Medici e infermieri fanno del loro meglio per affrontare le continue ondate di urgenze, ma tutto quel dolore alla fine ti scava dentro: anche se non vuoi, devi anestetizzarti, o soccomberai. Giorgia Protti usa con sorprendente talento alcune delle armi piú acuminate della letteratura (l’iperrealismo e il fantastico), e cosí facendo racconta le condizioni dei sofferenti e dei soccorritori, la loro vulnerabilità e le loro paure, il collasso della sanità pubblica e di chi ci lavora ogni giorno.
Biografia autore:Giorgia Protti è nata a Torino nel 1988. Medico internista, ha lavorato per anni nel Pronto soccorso e nella Medicina d’urgenza di un grande ospedale. La giusta distanza dal male è il suo romanzo d’esordio.
La mamma è incinta! Un viaggio con la levatrice / Maman est enceinte! Un voyage avec la sage-femme / Mama ist schwanger. Unterwegs mit der Hebamme è un libro illustrato nato dall’esperienza di tre levatrici ticinesi: Anna Bottani, Laura Snider e Nicole Porro. Ideato per accompagnare famiglie e bambini nel percorso gravidanza-parto-dopo parto, il volume traduce in linguaggio chiaro e accessibile le tappe fondamentali dell'attesa, del parto e delle prime settimane dopo il parto, mettendo al centro il ruolo assistenziale continuativo della levatrice, come figura di riferimento educativa, preventiva e di sostegno. Presentato al Congresso svizzero delle levatrici 2025 a Friborgo, il progetto ha suscitato interesse per la capacità di valorizzare la fisiologia della gravidanza, le diversità della nascita e la figura professionale della levatrice anche al di fuori del momento del parto. Le illustrazioni di Paloma Canonica interpretano con delicatezza contenuti clinici, raffigurando situazioni e famiglie diverse per permettere a ogni lettore di riconoscersi, offrendo un supporto visivo prezioso per genitori e contesti didattici. Tradotto in italiano, francese e tedesco, il volume promuove la cultura della nascita positiva e informata. L'obiettivo è offrire alle famiglie un linguaggio semplice ma appropriato per spiegare ai bambini l'arrivo di un bebè, stimolando consapevolezza che si protrarrà fino all'età adulta.
Biografia autore:Anna Bottani, sono nata a Lugano e lavoro come levatrice specialista clinica all’ospedale di Locarno. Dopo aver conseguito la maturità liceale, indirizzo linguistico, mi sono indirizzata verso il mondo della sanità, perché interessata dalla cura e le relazioni umane. Mi sono quindi trasferita a Ginevra e nel 2018 ho ottenuto il Bachelor of Science in Ostetricia. Dopo aver terminato gli studi ho iniziato a lavorare a Friborgo, dove si trovano ospedali più grandi rispetto a quelli ticinesi per raccogliere esperienza. Dopo due anni di lavoro, ho voluto approfondire aspetti teorici e di ricerca legati alla nostra professione; nel 2024 ho ottenuto il Master of Science europeo in Ostetricia. Laura Snider, nata nel 1992 e da sempre affascinata dal mondo della maternità, mi sono laureata con il Bachelor of Science di Levatrice a Ginevra nel 2015. Da allora vivo a Locarno, mia città natale, dove lavoro come levatrice presso l'ospedale cantonale. Sono attiva anche come libera professionista e assisto gravidanze, parti e puerperi a domicilio e in Casa Nascita. Nicole Porro, nata a Sassuolo, lavoro come levatrice indipendente in Ticino. Nel 2013 mi sono laureata in Ostetricia presso l’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, dopo un’esperienza in Tanzania che ha arricchito il mio percorso professionale e umano. Nel 2023 ho ottenuto la certificazione di Consulente Babywearing ClauWi. Collaboro inoltre con la Casa Maternità e Nascita lediecilune e dal 2024 faccio parte del comitato della Federazione Svizzera delle Levatrici.
Il libro racconta a una storia vera con fatti realmente accaduti e rappresenta un inno alla Vita… sì, proprio alla Vita, che troppo spesso si considera scontata, sottovalutata, sbeffeggiata e perfino affrontata con arroganza e presunzione… “La Presunzione degli Immortali”. Soprattutto quando si è giovani, non si pensa mai che una brutta malattia possa entrare nel nostro corpo, senza alcun preavviso, cambiando obbligatoriamente e di colpo la scala delle priorità. Il male investe come uno tsunami, un’immensa marea inattesa, pronta a distruggere tutto quello che incontra con la sua forza implacabile e a portarsi via per sempre la Vita. L’Autore racconta delle sue vicissitudini dopo riscontrati malesseri, poi diagnosticati come “Sindrome di Guillain-Barré” (una cugina della SLA e della Sclerosi Multipla), nonché della sua determinazione, nel combattere e superare con l’aiuto della Medicina (ad opera di Uomini di grande capacità curative) e della Fede (con l’immagine di Padre Pio sempre presente in lui) e, non per ultimo, il convincimento che la sua esperienza valga di utile esempio per tanti altri sofferenti, grazie proprio alla utilità della sua narrazione.
Biografia autore:Ivan Loriso è nato a Foggia nel 1985, dove attualmente vive e lavora. Ha conseguito il Diploma di Ragioniere e Perito Commerciale a Indirizzo giuridico economico commerciale presso l’ITCS Pietro Giannone di Foggia, e successivamente la laurea in Analisi Economica, presso l’Universitá degli Studi di Foggia. Lavora nel settore della Grande Distribuzione Organizzata (GDO). È fondatore di Abileconte.it, un progetto digitale ideato dalla volontà di offrire uno spazio di condivisione di esperienze, storie e informazioni per favorire l’inclusione e valorizzare la diversità, nato nel 2024 dopo la diagnosi di CIDP, malattia rara che ha colpito l’autore improvvisamente e duramente. Nel 2025 con la pubblicazione del libro “La mia forza e la mia debolezza”, riceve grandi consensi da parte dei lettori durante le numerose presentazioni svoltesi in tutta Italia.
L’Italia invecchia. Ma lo fa senza capire davvero cosa sta accadendo. La nuova età parte da un dato scomodo: la soglia dei 65 anni, quella su cui si costruiscono politiche, pensioni e pregiudizi, è un’invenzione ottocentesca che non regge più. Chi ha sessantacinque anni oggi non è lo stesso di cent’anni fa, biologicamente, psicologicamente, socialmente. Francesco Florenzano smonta con rigore statistico ed epidemiologico i luoghi comuni sull’invecchiamento: la vecchiaia come declino inevitabile, gli anziani come peso per la collettività, la longevità come problema demografico. I dati ISTAT e OCSE diventano strumenti di denuncia civile: rivelano una realtà più complessa e più ricca di quella raccontata dall’allarmismo demografico. Il libro affronta la nuova età in tutta la sua ampiezza: corpo, memoria, sessualità, identità, solitudine, dipendenza digitale, ageism, senza eufemismi e senza consolazioni di maniera. Analizza l’interdipendenza generazionale come alternativa al conflitto tra giovani e anziani, la memoria personale e storica come forma di resistenza, il ruolo civile e politico degli over 65 in una società che tende a escluderli mentre dipende da loro. Al centro del libro sta una tesi precisa: invecchiare bene non è un privilegio individuale, è una questione collettiva. Richiede politiche serie di invecchiamento attivo, educazione non formale accessibile a tutti, città a misura di persona. E richiede, prima di tutto, un cambiamento di sguardo: riconoscere nell’anziano non un problema da gestire, ma un patrimonio da non sprecare.
Biografia autore:Francesco Florenzano, psicologo, gerontologo e saggista, è uno dei principali esperti italiani di educazione degli adulti, fondatore dell’Upter (Università Popolare di Roma, 1987) e dell’Unieda (Unione Italiana di Educazione degli Adulti, 1993). Convinto che imparare sia un diritto senza scadenza, ha costruito una delle esperienze più longeve di educazione non formale in Italia. La sua formazione attraversa psicologia sociale, antropologia e letteratura del Mezzogiorno. Studia l’invecchiamento senza nostalgia e senza eufemismi: lo legge come risorsa civile, non come problema assistenziale. Usa i dati ISTAT e OCSE – frutto anche della sua formazione epidemiologica (ISS, Consiglio d’Europa) – per mostrare quello che preferiremmo non vedere. Ha diretto oltre 40 progetti su invecchiamento, lifelong learning e immigrazione, sostenuti da ministeri e regioni. Ha scritto oltre 120 articoli e 36 monografie, tra cui Il rifiuto di vivere (con Paolo Crepet), Alfabeto Maggiore (2024), La nuova età (2025) e Il Sud che votò per la Repubblica (2026). Crede che la dignità degli esclusi sia il vero metro di misura di una civiltà. E lo scrive con uno stile che non concede sconti: diretto, caldo, mai consolatorio.
Perché interrogarsi sulla medicina e sul linguaggio che la accompagna? Perché si tratta di un’esperienza universale, che incide profondamente sulla vita dell’individuo e della collettività. Un vissuto umano, intensamente umano, che merita attenzione per ripensare la qualità della relazione tra i soggetti coinvolti, in un momento di particolare vulnerabilità fisica ed emotiva. Il racconto della malattia e delle esperienze a essa connesse diventa così strumento di consapevolezza e riflessione, tanto sul piano personale quanto su quello collettivo. Questo volume propone una lettura culturale – e non solo linguistica – della medicina, attraverso un’analisi interdisciplinare che intreccia prospettive umanistiche e scientifiche.
Biografia autore:Stefania Cavagnoli è professoressa ordinaria di glottodidattica e di linguistica applicata presso l’Università di Roma Tor Vergata. È vicecoordinatrice del Centro di ricerca Grammatica e sessismo. I suoi campi di ricerca sono l’educazione plurilingue, la linguistica giuridica e medica, con particolare attenzione alla lingua di genere, soprattutto nella comunicazione specialistica. Collabora con gli ordini professionali, soprattutto dell’avvocatura, della medicina e del giornalismo e nella formazione degli insegnanti.
In un’epoca in cui il benessere dei bambini dovrebbe essere una priorità, soprattutto di fronte alla grave denatalità che affligge il nostro Paese, Mario De Curtis e Silvio Garattini accendono i riflettori sulle significative disuguaglianze regionali ed etniche che persistono nel diritto alla salute e sull’impatto che la crescente povertà ha nello sviluppo infantile. Non si tratta solo di analisi statistiche: questo libro vuole essere infatti un grido d’allarme in grado di sollecitare un intervento immediato da parte delle istituzioni e della società, offrendo informazioni scientificamente aggiornate e soluzioni concrete. Dalla prevenzione delle malattie fin dall’epoca prenatale, dalla promozione di stili di vita sani fino alla tutela legale dei bambini in situazioni di svantaggio. È fondamentale – raccomandano gli autori – rinforzare i principi di universalità, uguaglianza ed equità anche all’interno del Servizio Sanitario Nazionale, ribadendo la necessità di sostenerlo e di adattarlo alle nuove sfide emergenti. Affrontando tematiche delicate come i diritti dei bambini con malattie inguaribili e rare, quelli dei figli nelle famiglie omogenitoriali e le difficoltà legate alle adozioni, De Curtis e Garattini ci ricordano che garantire il benessere dei bambini è una responsabilità collettiva. Un appello alla solidarietà per costruire un futuro migliore per ogni bambino, perché proteggendone la salute stiamo investendo in una società più forte e giusta per tutti.
Biografia autore:Il prof. Mario De Curtis è stato professore ordinario di Pediatria all’Università di Roma La Sapienza, dove ha diretto l’Unità di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Umberto I. È editor emerito di «The Italian Journal of Pediatrics», presidente del Comitato per la Bioetica della Società Italiana di Pediatria e membro del Comitato Etico per la Sperimentazione e la Ricerca Clinica dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù. Ha ricevuto l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana e il titolo di Maestro della Pediatria conferito dalla Società Italiana di Pediatria. Collabora con diversi quotidiani su tematiche sanitarie e sociali riguardanti l’infanzia. Il prof. Silvio Garattini, medico farmacologo, è uno dei più noti scienziati italiani, fondatore e presidente dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri. Nel corso della sua lunga carriera ha ricevuto numerose onorificenze nazionali e internazionali, tra cui la Legion d’Onore della Repubblica Francese per meriti scientifici, il titolo di Cavaliere di Gran Croce della Repubblica Italiana, la Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica e diverse lauree honoris causa conferite da università europee. È autore di numerosi testi divulgativi in ambito sanitario.
“Il valore del Servizio Sanitario Nazionale deve essere difeso a partire da ciascuno di noi, con il profondo senso di responsabilità con cui si maneggiano le cose preziose e fragili”. Roberta Villa Il diritto alla salute è il fondamento di una società giusta. Ma cosa succede quando il Servizio Sanitario Nazionale viene smantellato pezzo dopo pezzo? La salute in un angolo è un viaggio nella Sanità italiana, tra riduzione dei finanziamenti, privatizzazioni e disuguaglianze crescenti. Con la lucidità e la passione di chi vive la situazione dall’interno, Martina Benedetti racconta la crisi del nostro sistema sanitario smontando narrazioni politiche fuorvianti e proponendo soluzioni concrete per restituire al cittadino una Sanità pubblica forte e universale. Un libro necessario per chi non vuole arrendersi a un futuro in cui le cure diventano un privilegio per pochi.
Biografia autore:Martina Benedetti è divulgatrice scientifica, scrittrice e infermiera di terapia intensiva nel Servizio Sanitario Nazionale pubblico. Scrive su Wired, Today.it e altre testate. Già autrice del saggio Salvarsi da bufale e fake news (Nutrimenti) e speaker TED, collabora con il CNR e la fondazione GIMBE.
Come siamo passati da una sanità pubblica accessibile ed efficiente a un sistema frammentato, incapace di garantire il diritto alla salute per tutti? Perché i medici stanno abbandonando gli ospedali e i pronto soccorso sono al collasso? La Salute negata è un viaggio nella sanità italiana degli ultimi quarant’anni, raccontato con lucidità e passione da chi l’ha vissuta in prima linea. Maurizio Cremonte e Riccardo Lera, neuropsichiatra infantile e pediatra, ripercorrono la loro esperienza professionale, dall’epoca in cui il Servizio Sanitario Nazionale era un modello di eccellenza alle progressive privatizzazioni, ai tagli, alla burocratizzazione che ha soffocato il rapporto medico-paziente. Attraverso episodi di corsia e scelte politiche miopi, il loro racconto denuncia un sistema sempre più orientato al profitto, dove il malato rischia di diventare solo un numero. A dar coesione e ritmo a questa doppia testimonianza è il curatore Maurizio Scordino, sociologo e giornalista, che intreccia le loro esperienze in un racconto vivido e incisivo. Il risultato è un’opera che non solo fotografa la crisi della sanità pubblica italiana (dalla scomparsa della medicina territoriale all’emergenza della pandemia) ma solleva interrogativi urgenti per il futuro del diritto alla salute in Italia. Possiamo ancora invertire la rotta? Quali soluzioni esistono per ricostruire un sistema sanitario equo ed efficiente? Con un linguaggio chiaro e coinvolgente, La Salute negata mescola narrazione personale e analisi critica, rendendo accessibile a tutti un dibattito che riguarda ciascuno di noi.
Biografia autore:Maurizio Cremonte (1957). Laureato in Medicina e Chirurgia presso l'Università di Genova nel 1982 e specializzato in Neuropsichiatria Infantile nel 1986. E’ attualmente responsabile di progetti relativi al trattamento dei disturbi dell’alimentazione e del disagio adolescenziale e consulente presso l’Istituto Piccolo Cottolengo di Don Orione di Tortona. È Presidente dell’Associazione Volontari Ospedalieri per l’Infanzia (AVOI-odv) di Alessandria, di cui è socio fondatore. Riccardo Lera (1956). Nel 1982 si è laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi di Genova e dal 1986 è specialista in Pediatria. Collabora con l’ambulatorio Nessuno Escluso della Caritas di Alessandria e con il Gruppo associato per Psicoterapia Psicodinamica di Alessandria. È Presidente onorario della Junior Associazione Diabetici Alessandria (JADA). Maurizio Scordino (1959). Laureato in Sociologia e in Lettere, esperto di comunicazione, è stato Direttore responsabile ed editoriale di testate giornalistiche e televisive regionali piemontesi.
Il saggio esplora come fragilità e immaturità, tradizionalmente attribuite all’adolescenza, caratterizzino oggi anche il mondo adulto. I genitori vengono descritti come “adolescenti permanenti” mentre i figli, privi di modelli solidi, si ritrovano spesso soli, immersi in un’iperconnessione che crea identità fragili e isolate. Vengono quindi analizzate la crisi della figura paterna, le dinamiche della “Generazione S”, dove smartphone e social media sostituiscono spesso l’intimità reale e alimentano dinamiche di isolamento, il rischio del “sexting” che vede l’intimità fisica soppiantata da una forma virtuale di interazione. In questo scenario si inserisce la scomparsa dell’etica e del senso di comunità, assorbiti da un individualismo che genera narcisismo ed egoismo. Viene sottolineata quindi la necessità di un nuovo patto educativo e di una ritrovata responsabilità generazionale per ristabilire legami autentici e una società più forte e coesa.
Biografia autore:Narciso Mostarda, classe ‘62, laureato in Medicina e Chirurgia, con una specializzazione in Neuropsichiatria infantile. Nella sua attività clinica si è sempre occupato di psicosi in età precoce, schizofrenia e famiglie di pazienti difficili. Ha realizzato diversi programmi e progetti di reinserimento lavorativo per pazienti con problematiche psichiche, affrontando i temi della complessità clinica e sociale per poi dedicarsi alle grandi organizzazioni sanitarie pubbliche. Nella sua carriera ha ricoperto ruoli manageriali in importanti strutture sanitarie: è stato direttore generale della Asl Roma 6, fino alla direzione generale dell’ospedale San Camillo di Roma. Dal 2024 è direttore generale dell’Ares 118.
La perdita nel suo significato più vasto, è il vissuto psicologico presente in tutti gli esseri umani sia negli stati di normale funzionalità che in quelli di patologica rappresentazione. Fin dalla nascita cominciamo a familiarizzare con la sofferenza che ne deriva, perdendo il luogo sicuro, l'universo amniotico, caldo, protettivo. Uno degli elementi che nel corso dell’esistenza differenzia le persone è la consapevolezza o meno che la perdita, in tutte le sue espressioni di dolore, può rappresentare «un'educazione alla complessità e che solo attraversandola possiamo avvicinarci ad un’idea più autentica di libertà e di umanità». Nel libro viene narrata una modalità espressiva e funzionale di tale complessità attraverso una vicenda umana, al fine di comprendere la sofferenza della perdita elaborata in termini psicotici.
Biografia autore:Luciano Valente nato a Roma il 26 luglio del 1955, vive da molti anni a Gaeta, città natale del padre, da dopo il matrimonio. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia conseguita presso l’Università La Sapienza di Roma ha iniziato a svolgere la professione medica in una Clinica psichiatrica convenzionata prima e successivamente, a seguito di concorso pubblico, nel Dipartimento di Salute Mentale di Latina in qualità di Dirigente Medico in servizio sia nel Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura e nel Centro di Salute Mentale di Formia che nella Comunità Terapeutica di Minturno. Nell'ambito delle attività della Croce Rossa Italiana ha svolto funzioni di docente dei corsi riservati agli infermieri, ricoprendo l’incarico di Presidente dei Volontari del Soccorso della Delegazione di Formia. Attualmente in quiescenza alterna l’attività di psichiatra a quelle di nonno di due carissime nipotine.
Il testo descrive un metodo pratico allo scopo di sviluppare forza a vuoto per contrastare l’inevitabile accumulo di contrazione muscolare che comporta qualsiasi movimento svolto nell’attività quotidiana, lavorativa, sportiva, il quale alimenta ogni infiammazione. Il principio si attiva sviluppando forza senza nessun punto di contatto esterno, crea una breve situazione di stallo, rallenta lo svolgimento dell’azione dilata la massa corporea. La reazione indotta libera l’eccessiva tensione-energia accumulata, inverte il percorso da negativa diventa positiva, mentre lo spazio si richiude accelerano le funzioni biologiche. Autonomamente è il fisico a stabilire come, dove, agire facendo emergere patologie latenti o manifeste, aprendo lo spazio oppone al disordine morboso caos muscolare, così le due grandezze si annullano a vicenda. Il libro è strutturato in tre parti, la prima introduce i concetti base e i movimenti iniziali per familiarizzare con la disciplina del disordine, poi approfondisce la tecnica della sollecitazione a vuoto favorita dalla forza di gravità, illustrando movimenti più complessi e le loro reazioni. Infine esplora le implicazioni più ampie del lavoro, stabilendo un senso con simboli matematici, tra disordine patologico al quale opponiamo disordine indotto da scoordinazione muscolare. Così i due insiemi negativi si respingono aprendo lo spazio per la fuoriuscita dalla sofferenza, lo scopo è di connettere il benessere individuale con quello collettivo e sociale.
Biografia autore:L’autore Valter Toniato nato a Vicenza il 26.05.57 ha dato un significato positivo alla spinta interiore di andare controcorrente. Uscendo da ogni schema scopre la sollecitazione muscolare a vuoto elaborando negli anni la disciplina del disordine. Il principio consiste nell’esprimere forza senza applicarla all’esterno, sono attimi di sospensione, stallo, in grado di liberare l’inevitabile tensione-energia accumulata, fonte di infiammazione. Già autore di un saggio nel 2016 “Semplice, non semplice, incredibilmente efficace, trovata la chiave della salute”. Nell’ultimo testo “La terapia universale” ha descritto un percorso accessibile a tutti, con movimenti inusuali allenta, per pochi istanti, la torsione perenne alla quale siamo sottoposti allo scopo di aprire il personale rapporto spazio-tempo. Consiste nell’opporre al disordine accumulato fonte di malessere brevi istanti di disordine muscolare i due insieme si respingono aprendoci ad uno sano stato di equilibrio interiore corpo-mente.
Alla lettura del titolo verrebbe subito da pensare che si tratti della storia personale, magari professionale, dell’autore con la descrizione di episodi e personaggi, curiosità, fatti e misfatti. Si tratta invece della raccolta di gran parte degli editoriali e degli articoli che il dottor Scarponi ha pubblicato in qualità di direttore responsabile, sul Bollettino dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Perugia dal 2009 sino all’autunno del 2025. Risulta difficile pertanto dare una precisa collocazione di questo libro perché non è un testo narrativo né un saggio, ma forse potrebbe essere considerato un assemblaggio di piccoli saggi che quasi sempre partono da una narrazione. A distanza di 16 anni da allora, nel ripercorrere tutti i vari articoli e editoriali, viene di fatto ripercorsa tanta storia della vita professionale dei medici, di come sia cambiata e stia cambiando il modo stesso di essere medici. La continua esigenza di dover rimettere mani al codice deontologico ne è un indicatore fedele. Vengono affrontati argomenti talvolta leggeri, talvolta più profondi per non dire pesanti e che soprattutto gli anni del Covid rappresentano il momento di cambio di passo che dovrebbe far molto riflettere. Il libro è diviso in capitoli assemblati secondo un filo conduttore che tiene conto dell’argomento che di volta di volta viene affrontato: politica professionale, medicina narrativa, etica, metodo, attualità. Ciò che emerge chiaro e forte è quello di dare alle storie un valore epistemologico nel senso della cura. Dalla storia del paziente e del suo problema inizia la presa in carico, dalla storia inizia la relazione e la relazione è cura.
Biografia autore:Tiziano Scarponi , nato a Perugia nel 1952. Maturità classica, Laurea in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Perugia nel 1977. Iscritto nell’elenco degli psicoterapeuti, ma ha sempre esercitato la professione di Medico di Famiglia da subito, dopo una brevissima parentesi ospedaliera in Cardiologia. Docente e responsabile nel Corso di Formazione Specifica in Medicina Generale della Regione Umbria. Presidente per 16 anni della sezione provinciale di Perugia della Società Italiana di Medicina Generale (SIMG). Consigliere dell’Ordine dei Medici Chirurghi e attualmente vice-presidente e direttore del Bollettino dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Perugia. Sposato con tre figli. Sono stato sempre attento ai contenuti e agli strumenti della professione medica che ho cercato di seguire e sviluppare con un’attenzione particolare alla formazione dei colleghi, sforzandomi di garantire alla Medicina di Famiglia o Generale, che dir si voglia, quella dignità di disciplina medica alla pari delle altre discipline specialistiche. Mi piace camminare per i sentieri del mio Appennino, con qualche ardita puntata alle Dolomiti del Brenta oramai sempre più rara. Mi interesso di Numismatica: soprattutto della monetazione in rame delle Zecche Umbre e colleziono le cartoline d’epoca della mia Perugia.
Nello svolgimento di un percorso psicoterapeutico ventennale, i tasselli di un intricato puzzle psicologico ed esistenziale sembrano non comporsi mai. Serena, giovane donna che presenta una complessa condizione sintomatologica che la vede sperimentare ansia, depressione, PTSD si affida a Claudia, psicoterapeuta esperta in analisi transazionale con approccio umanistico-esistenziale. Dall’incontro nasce un proficuo sodalizio che porterà straordinari ed importanti cambiamenti, ai quali però sembra mancare un quid per un salto definitivo. La tessera mancante verrà rinvenuta casualmente proprio da Serena quando si imbatterà nel profilo psicologico delle Aspergirls: dalla lettura emergerà l’epifania di un’identità nascosta per decenni sotto una fitta coltre di apparente imitazione della ‘normalità’. Il riconoscimento della natura autistica della paziente condurrà Claudia, ormai con una chiara visione, ad una nuova comprensione del caso e ad adottare i necessari adattamenti nell’approccio psicoterapeutico, donando un nuovo, propositivo slancio al percorso di guarigione.
Biografia autore:Claudia Visone, nata a Napoli nel 1959, è psicoterapeuta, didatta e supervisore in Analisi Transazionale, con doppia laurea in Psicologia conseguita presso La Sapienza e l’Ateneo Salesiano di Roma. Dal 1990 esercita la libera professione e ha insegnato nella scuola primaria fino al 2014. Ha acquisto all’interno dell’EATA European Association for Transactional Analysis) i seguenti titoli: Analista Transazionale Certificato (CTA) nel 2004 e CTA Trainer (didatta e supervisore di Analisti Transazionali) nel 2015. È cofondatrice della SAPA di Latina, docente presso la SSPT e già coordinatrice di master in ambito socio-educativo. Serena Bramante è traboccante di passione per la conoscenza, così tanto che impara a leggere autonomamente prima di frequentare la prima classe elementare. La sua mente decodifica la realtà in via immaginativa e simbolica, il che la porta ad esplorare con attenzione e curiosità i sogni, la filosofia, gli eventi storici e la sua stessa interiorità attraverso l’ideazione di un ricchissimo mondo visivo, colmo di luci, ombre e immagini di spiccata vividezza. Potere speciale: l’intuizione.
Viviamo un tempo nel quale sembra essersi persa l'importanza di uno sguardo sui bambini attento ai loro bisogni e alla loro crescita. Si è normalmente impegnati a osservare eventi che li rendano unici nel loro essere e quindi capaci di rifornire narcisisticamente l'adulto che sta accanto: tale modo di guardare il bambino non permette chiaramente di coglierlo nel pieno della sua soggettività. Questo volume è dedicato alla comunicazione e alla relazione con il bambino per genitori, educatori e altre figure che cercano un contatto empatico con i più piccoli per intercettarne bisogni, desideri, emozioni. Un testo che propone un approccio pratico, senza trascurare tuttavia una rigorosa prospettiva scientifica, per offrire una visione integrata del bambino mettendo in comunicazione i vari aspetti della sua persona e i diversi ambienti nei quali vive. Che posto hanno le emozioni? Come posso gestire le sue crisi? Le regole sono importanti? Sta diventando grande, che fare? Domande fondamentali e urgenti per tanti genitori che, consapevoli di non poter essere perfetti e di avere a che fare con il “mestiere” più difficile, possono trovare in questo testo una bussola: ogni capitolo si apre con il racconto di una situazione che fa emergere il punto di vista della famiglia, del pediatra e della scuola, a cui segue un commento volto a mettere in luce i significati sottesi alle dinamiche descritte così da delineare le modalità di ascolto e relazione tra adulto e bambino.
Biografia autore:Filippo Mittino è psicologo, psicoterapeuta, socio dell'Istituto Minotauro di Milano. Svolge attività clinica con bambini e adolescenti. In ambito scolastico conduce sportelli d'ascolto, si occupa di progetti d'orientamento e educazione relazionale affettiva, progetta e realizza attività di formazione per insegnanti. È membro del comitato di redazione della rivista “Psichiatria e psicoterapia” edita da Giovanni Fioriti. Carlo Alfredo Clerici, medico specialista in psicologia clinica, psicoterapeuta, è ricercatore presso il Dipartimento di Oncologia ed Emato-Oncologia dell'Università degli Studi di Milano. È dirigente medico nella SSD Psicologia Clinica della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali nonché di diversi volumi su temi di psicologia clinica.
Viviamo più a lungo; nella nostra società che invecchia è in continua crescita il numero di persone affette da demenza, crescono i bisogni, quelli dei malati e nondimeno quelli di chi li assiste; cresce il bisogno di non sentirsi soli. Persone fragili che nonostante la malattia mantengono una ricca affettività, ma sono sempre raggiungibili attraverso i canali emozionali. Non arrendiamoci alla distanza che le demenze creano fra chi ne è affetto e il mondo circostante, riconosciamo i segnali iniziali, manteniamo aperti i canali di comunicazione percorribili, rispettiamo fin dove possibile le scelte, la sofferenza e la dignità della persona malata. Riconoscere dignità al malato che perde la memoria vuol dire non appiattirlo su quest’unica definizione, ma dare valore ai suoi, a volte impalpabili ricordi, alle sue passioni e competenze. Prendiamoci sempre cura del malato e dei nostri cari, poiché anche nella demenza “non si è mai davvero senza mente”. E tutti avrebbero diritto di guarire, se si può, ma soprattutto tutti e sempre hanno il diritto di essere curati al meglio.
Biografia autore:Giuseppe Bonavina, medico specialista in Neurologia, è nato a Tropea, vive ed esercita a Bologna presso l’Ospedale di Montecatone, Centro di Neuroriabilitazione.
I libri sulle emozioni sono sufficienti per parlare ai bambini di educazione emotiva? Cos’ha da dire in più la letteratura, che tocca tutte le dimensioni dell’individuo con il suo linguaggio metaforico, simbolico, poetico, affettivo? È proprio attraverso le storie che gli esseri umani da sempre esprimono e condividono la propria esperienza di umanità. Leggere le emozioni è un saggio esplorativo che salpa da una riflessione sulla lettura condivisa per immergersi nell’interiorità dei bambini e approdare con nuova consapevolezza nel porto sicuro dei libri per l’infanzia, in cui poter sperimentare paura, tristezza, rabbia, gioia... nelle loro infinite sfumature. Negli ultimi anni l’editoria si è attivata per rispondere a una richiesta sempre maggiore da parte degli adulti di libri che spieghino ai bambini come funziona il loro mondo emotivo. Ma che differenza c’è tra cercare libri sulle emozioni e trovare le emozioni nei libri? Per scoprirlo, il lettore è chiamato a mettere in discussione convinzioni e pregiudizi e accettare che tutte le emozioni hanno una loro legittimità, tutte sono funzionali alla vita. Attraverso domande, riflessioni e una ricca bibliografia di riferimento, l’autrice esplora le diverse proposte editoriali presenti sul mercato, al fine di rendere più consapevoli genitori, educatori e insegnanti non solo di cosa possono leggere insieme ai bambini, ma anche delle intenzioni che stanno dietro ogni scelta. E – perché no? – gli adulti potranno prendersi qualche inaspettata libertà, sbrigliarsi dai condizionamenti e riscoprire l’ebbrezza di poter essere spaventati, tristi, arrabbiati, felici.
Biografia autore:Irene Greco, nata a Udine nel 1983. Dal 2002 al 2022 lavora come libraia in diverse librerie della città, con particolare interesse verso l’editoria per l’infanzia. Dal 2017 è ideatrice del progetto Leggimiprima, che prevede incontri di divulgazione per adulti in presenza e online, e laboratori per le scuole di ogni ordine e grado in tutta Italia. Nel 2021 ha conseguito la certificazione in PNL Master Practitioner. E’ mamma di due ragazzini nati nel 2011 e 2013. E’ autrice delle seguenti pubblicazioni: Leggimi prima. L'arte di comunicare con i bambini attraverso i libri e le storie. Sesto San Giovanni MIMebù, 2022; Leggere l'inatteso. Cambiamento, distacco, morte e lutto narrati negli albi illustrati. Torino Il leone verde, 2022.
Lettere al mio corpo è un'opera che si muove con consapevolezza al confine tra narrativa e saggistica. È il racconto di un percorso di guarigione dall’anoressia, narrato attraverso lo scambio di email tra una psicologa clinica e Dana, sua paziente diciassettenne. Emanuela Spotti – terapeuta e, in passato, paziente essa stessa – intreccia due piani narrativi: la storia di Dana, che combatte la malattia tra ricoveri, silenzi e lente rinascite, e la propria voce interiore, che guida il lettore attraverso i meccanismi psicologici del disturbo alimentare con chiarezza e rispetto. La forma epistolare – autentica, non ricostruita – conferisce al testo una forza testimoniale rara: le parole di Dana non vengono mediate né interpretate, ma offerte al lettore nella loro crudezza e bellezza. Ne emerge un libro che non semplifica la malattia, non la estetizza, ma la attraversa nella sua complessità. Lettere al mio corpo si rivolge a chi soffre, alle famiglie, agli operatori: è insieme documento clinico, atto d’amore e strumento di speranza.
Biografia autore:Emanuela Spotti, psicologa psicoterapeuta a orientamento psicodinamico, laureata in Psicologia Clinica e di Comunità all’Università di Bologna, con specializzazione presso la Scuola di Psicoterapia di Analisi Immaginativa di Cremona. Iscritta all’Albo degli Psicologi della Lombardia dal 2001, esercita la libera professione nel suo studio a Cremona e collabora con team multidisciplinari. Si occupa di adolescenti, giovani adulti e adulti con disturbi emotivi e comportamentali, con un focus sui Disturbi del Comportamento Alimentare. Il suo approccio integra teoria pulsionale e relazioni oggettuali con, al centro, la relazione terapeutica. Con un’esperienza ventennale, ha collaborato con enti sanitari e continua a formarsi costantemente. Ha conseguito diversi master di specializzazione, tra cui: •Master in Nutrizione e Benessere (Politecnico di Milano) •Master in Comprendere e Trattare i Disturbi del Comportamento Alimentare (Il Porto, Moncalieri – Torino) •Master specialistico in Diagnosi e Trattamento dei Disturbi Alimentari (Pisa) Il suo lavoro è volto ad accompagnare i pazienti in un percorso di cura personalizzato, consapevolezza e crescita interiore.
«Voglio stare bene»: sembra un desiderio semplice, eppure racchiude tutta la complessità della vita. «Stare bene», infatti, non significa soltanto essere liberi da malattie o da problemi, ma coltivare un equilibrio genuino e personale che unisce corpo, mente ed emozioni in un dialogo continuo. Senza questa armonia, il benessere resta incompleto e momentaneo. Da dove partire, allora? In questo libro, David Lazzari ci accompagna a muovere i primi passi verso una maggiore comprensione di come funziona la nostra mente e di come prendercene cura: uno strumento concreto per rendere psiche e corpo, mattone dopo mattone, un unico luogo più sicuro e accogliente in cui abitare. Attraverso spiegazioni chiare ma rigorose, esercizi psicocorporei – dalle tecniche di autoregolazione all’innovativa Bilancia dello stress ideata dall’autore –, contenuti multimediali fruibili con QR code e storie di vita vera, l’ex presidente dell’Ordine degli Psicologi mette a disposizione la propria esperienza per guidarci in un percorso di benessere e di promozione di una salute globale. Un libro da tenere vicino, per imparare a conoscerci e costruire il nostro equilibrio, con consapevolezza ed energia.
Biografia autore:David Lazzari, dopo essere stato presidente nazionale dell’Ordine degli Psicologi negli anni della pandemia sino a fine 2024, oggi ha ripreso a tempo pieno il proprio impegno sui temi del benessere psicologico, della qualità della vita e della salute. Specialista in Psicosomatica e in Psicologia della Salute presso l’Università La Sapienza di Roma, ha diretto il Servizio di Psicologia dell’Azienda Ospedaliera di Terni, è stato coordinatore della Consulta nazionale delle Società Scientifiche di Psicologia ed è past president della Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni su riviste italiane e internazionali e diversi saggi.
Cosa accade quando la realtà si smaglia, e lascia entrare l’allucinazione? Quando la paura ti avvinghia e si accorcia il respiro? Quando l’unico modo che hai per stare al mondo è vivere su un precipizio, nello «sbilico» delle cose? Alcide Pierantozzi si è immerso in quel precipizio, e ne è uscito stringendo tra le mani un libro unico, letterario e ossessivo, capace di raccontarci per la prima volta in modo crudo e vero, da dentro, un male che è di molti. Questa è la storia di uno sperdimento, una storia che possiede il dono e la condanna di saper parlare davvero a chiunque. A chiunque, almeno una volta, non si sia riconosciuto nel proprio riflesso allo specchio; a chiunque abbia sentito la realtà passargli accanto come un vento laterale; a chiunque abbia messo in dubbio la fondatezza dei propri pensieri e dei propri desideri. Sono pagine brucianti, che Alcide Pierantozzi ha scritto come se il suo corpo fosse un sismografo, registrando il disagio psichico nella sua forma piú pura, descrivendo la violenza – poetica e brutale – di una mente smarrita che cerca di trovare una stabilità impossibile, ma che sempre, sempre, prova a salvarsi. Lo sbilico dà voce a un bisogno collettivo fortissimo: quello di nominare con precisione il malessere psicologico, l’alienazione, la medicalizzazione e la solitudine. Un’impresa che può fare soltanto la grande letteratura. «Noi matti non abbiamo solo il diritto di essere soccorsi dai sani, ma anche il dovere di inceppare ogni giorno il mondo per metterlo in discussione ai loro occhi»
Biografia autore:Alcide Pierantozzi è nato nel 1985 e vive a Colonnella, in Abruzzo. Ha esordito a ventun anni con il romanzo Uno in diviso (Hacca 2006, Bompiani 2022), a cui sono seguiti L’uomo e il suo amore (Rizzoli 2008), Ivan il terribile (Rizzoli 2012), Tutte le strade portano a noi (Laterza 2015) e L’inconveniente di essere amati (Bompiani 2020).
Dopo aver festeggiato il suo trentesimo compleanno, il 19 marzo del 2023, Lucrezia vola a Parigi dal fratello Gianluca che lì sta svolgendo un dottorato di ricerca. Al rientro a Napoli, avverte un leggero dolore alla gamba destra. A questo punto, iniziano le varie indagini in un’angosciante successione: ecografia, TAC, risonanza magnetica, biopsie per esami istologici e PET… dopo la disperazione iniziale, la prima chemioterapia. Ecco, tutto ha inizio così. Momenti dolorosi, commoventi si alternano a stralci di felicità, ricordi sereni, spensierati, a volte buffi del “prima” di una ragazza che amava vivere. «Se io me ne andrò amate la vita come l’ho amata io, amatela anche per me» diceva Lucrezia.
Biografia autore:Giuseppe Ricci è nato a Napoli, dove vive. È un biologo, da poco in pensione, ed è stato prima ricercatore all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale e poi responsabile del laboratorio di virologia dell’Ospedale pediatrico Santobono. È anche un appassionato di musica ed ha sempre cercato di integrare la sua attività di biologo ospedaliero con esibizioni live in gruppi amatoriali. Da poco, una serie di eventi personali e familiari l’hanno portato alla scoperta, quasi per caso, di una nuova passione: la scrittura.
Malzhimer è una città colorata e stramba dove vivono personaggi particolari, alle volte un po’ confusi. Elio accompagna il nonno in un viaggio nella città, dove incontrano diverse persone che incarnano i principali sintomi della demenza. Ogni personaggio nasce dalle storie che quotidianamente le autrici ascoltano negli incontri con chi vive una demenza, sia direttamente sia come caregiver. Grazie a questa storia, l’incontro con i bambini può essere accorto e misurato, delicato e allegro. Possono conoscere e comprendere i diversi sintomi della demenza, facendone esperienza in maniera indiretta attraverso i personaggi e, più direttamente, grazie alle illustrazioni. Anche gli adulti possono imparare dalla lettura l’esercizio della pazienza e dell’amore, laddove spesso un linguaggio più scientifico non riesce ad arrivare. L’albo illustrato, pur nella sua semplicità, non è banale: ogni parola è studiata per descrivere la complessità delle patologie neurodegenerative, l’importanza dell’amore e della cura, dello stare insieme per curare l’anima e mitigare gli effetti della malattia. In fondo, l’albo non parla soltanto di demenze, ma delle fragilità di ciascuno: fragilità che talvolta vengono percepite come differenze e quindi come punti di svantaggio, ma che rappresentano anche la ricchezza di ogni persona e ciò che rende possibile l’incontro con l’altro. Ciò che conta è stare insieme, riconoscendo nella fragilità dell’altro la propria fragilità e imparare ad amarla.
Biografia autore:Michela Re, Psicoterapeuta Psicoanalista, coordina il gruppo di parola dei familiari degli “smemorati” del Caffè Alzheimer di Dronero dal 2017, da cui ha imparato la pazienza, la dedizione nella cura e il coraggio. Svolge inoltre la sua attività in studio privato e presso l’Associazione Aletosfera di Torino e Mondovì, che si occupa di minori e delle loro famiglie. Il suo lavoro ha preso le mosse, fin dall’inizio, dal suo interesse nei confronti di coloro che hanno necessità di affidarsi a un altro per essere accompagnate nella vita quotidiana, dai bambini alle persone con patologie neurodegenerative. Particolarmente incuriosita dalla delicatezza delle relazioni di cura e educative, ma anche da come piccoli interventi clinici e sottili accortezze possano fare la differenza. Il progetto di Malzhimer ha consentito di unire le generazioni e riscoprire che le relazioni sono trasversali alle generazioni e che possono essere vitali, sostenere i soggetti e cambiare la vita. Artusio Irene, Neuropsicologa Psicoterapeuta, coordina dal 2019 il gruppo di stimolazione cognitiva, sociale e relazionale rivolto alle persone con demenza che frequentano il Caffè Alzheimer di Dronero. L’interesse per la Neuropsicologia nasce dalla curiosità che le suscita il cervello umano, complesso ed ancora per la maggior parte sconosciuto. Le dinamiche che intercorrono tra mente, cervello, emozioni e relazioni influiscono sul benessere e sulla qualità di vita delle persone, siano esse bambini, adulti o anziani con patologie neurodegenerative. Il suo approccio vuole cogliere la complessità della persona, considerando non solo gli aspetti cognitivi, ma anche quelli emotivi, psicologici e relazionali.
Attraverso un diario autentico e toccante, Chiara ci accompagna nella sua profonda e intima battaglia contro i disturbi del comportamento alimentare: una lotta che attraversa il buio dell’incomprensione, la solitudine, la perdita di sé, ma anche la forza della cura, l’amore della famiglia, il valore dell’amicizia e il potere della scrittura. Con una voce sincera e potente, l’autrice ci invita a non vergognarci della fragilità, a credere nella possibilità di rinascere e a riconoscere che chiedere aiuto è un atto di forza, non di debolezza. Marzo, tempo di rinascita è insieme testimonianza, grido d’amore e messaggio di speranza per chiunque stia cercando un motivo per rialzarsi.
Biografia autore:Chiara Mariani (Monza, 2000) si forma tra teatro, scrittura e comunicazione, esplorando la narrazione come strumento per trasformare il dolore in consapevolezza. Marzo, tempo di rinascita, nato da un percorso personale, è il suo esordio letterario.
“Medicina placentare” è un libro che offre una visione innovativa e per certi versi rivoluzionaria su un tema sconosciuto ai più: la placenta e la sua funzione dopo la nascita. Quest’organo accompagna il bambino dal concepimento in poi; in utero svolge tutte le funzioni del bambino, respira, pompa il sangue, assimila nutrimento ed elimina le scorie. Alla nascita è importante lasciarle il tempo di passare tutto il sangue, le cellule staminali e i nutrienti al neonato e successivamente può essere usata per il benessere della famiglia. La dottoressa Elena Benigni in questo libro condensa un patrimonio di conoscenze e pratiche di cui ancora si parla troppo poco, sfata tabù e pregiudizi, recupera una cultura antica ma ancora attualissima, apre nuove prospettive sulla cura di sé, e sottolinea l’importanza di conservare la placenta per ricavarne rimedi naturali e omeopatici. Infatti, quante delle donne che hanno partorito sanno che cosa è la placenta e cosa ne è stato una volta uscite dalla sala parto? Quante sapevano che era un loro diritto che fosse loro consegnata? Quante erano a conoscenza dei suoi innumerevoli utilizzi possibili come vera e propria risorsa di salute? Quante persone sanno quanto è importante che il cordone ombelicale resti integro e connesso per dare forza e longevità al neonato? La placenta, con tutto ciò che trasferisce al neonato per diverse ore dopo il parto, è in grado di assicurargli il miglior potenziale di salute possibile. Forse è proprio la speculazione sulle preziose cellule staminali che ha portato a “dimenticare” la placenta per sostenere invece la pratica scientificamente immotivata del clampaggio del cordone, che è a tutti gli effetti un trauma di separazione evitabile, oltre che una perdita di parti di sé. Con la placenta è possibile anche preparare rimedi naturali e omeopatici alcuni dei quali stanno iniziando ad avere comprovate evidenze scientifiche. In questo libro, chiaro e completo, si trovano tutte le informazioni necessarie, incluse quelle legali, per evitare il taglio precoce del cordone ombelicale, per ottenere la restituzione della placenta e conoscerne tutti i possibili utilizzi. Queste pagine rappresentano un lavoro completo e all’avanguardia sulle potenzialità terapeutiche dell’utilizzo della placenta. Una rivoluzione culturale necessaria per ritornare a una nascita gentile per un mondo di pace.
Biografia autore:Elena Benigni è medico di famiglia, omeopata, ricercatrice indipendente in scienze noetiche, nonché studiosa di medicine tradizionali e spiritualità. Ha lavorato in Giappone con Masaru Emoto e sviluppato una medicina naturale integrata che include la tecnologia Aquaquinta Sound of Soul®
Daniele è un ragazzo la cui vita viene travolta da un tumore cerebrale. Il romanzo è strutturato lungo due linee temporali che s’intrecciano: la prima narra il periodo della scuola media, momento in cui la spensieratezza è protagonista delle giornate e dove si presenta una nuova amicizia che matura con il tempo; la seconda narra il periodo di degenza in ospedale, i rapporti umani all’interno di esso, la sofferenza patita a causa della lontananza dal mondo reale, osservabile solo attraverso i ricordi e una finestra. L’esperienza in ospedale aiuta Daniele a maturare, a compiere una crescita personale, ma ciò gli costa diverse sofferenze come la malattia, il sentirsi diversi una volta uscito dalle mura ospedaliere e una delusione che lo segna per sempre. Il tema del romanzo si concentra sulla speranza per due aspetti: la riconquista della propria identità e della propria vita e l’attesa per il ritorno del suo amico delle medie che lo ha abbandonato in ospedale.
Biografia autore:Daniele D’Ippolito è nato il 20 febbraio 2004 a Roma. All’età di quattordici anni viene ricoverato presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù per via di un tumore cerebrale e a distanza di sei anni avverte l’urgenza di raccontare la propria storia. Oggi studia Lettere Moderne all’università di Roma Tre.
“Mi sono innamorata di me” è un romanzo che racconta con potenza la rinascita. La protagonista, una donna, con una carriera ben avviata e una passione per i viaggi e la scrittura, descrive la propria trasformazione interiore, innescata dall’inaspettata malattia della figlia Anaïs. Attraverso il dolore, l’ansia e la necessità di adattarsi a una nuova realtà fatta di monitoraggi costanti e di responsabilità mediche, la protagonista esplora le fragilità dell’essere umano, il bisogno di accettazione e l’impatto di una “rivoluzione di vita” sulla propria quotidianità e su quella di una famiglia intera. Il libro, di ispirazione autobiografica, vuole fare informazione sugli aspetti invisibili delle malattie (in particolare diabete tipo 1 e celiachia) mostrando i “dietro le quinte” di cui nessuno parla, da quelli più pratici e organizzativi a quelli più emotivi e impronunciabili. Si può essere ancora felici nonostante le difficoltà? Una storia che vuole anche essere un esempio di forza e di resilienza e di come la scrittura possa diventare strumento di rielaborazione e di superamento degli ostacoli. Un libro dove la “malattia” diventa metafora di tutte le difficoltà che ci sono nelle vite di ognuno di noi. Una storia che insegna che la “condivisione” delle fragilità e delle proprie debolezze può essere valore e terreno per la nascita di coraggio e forza. Non siamo soli, mai, anche quando crediamo di esserlo.
Biografia autore:Daniela Borghi nasce nel 1976 a Varese e vive a Monza. Finito il liceo classico si laurea in Giurisprudenza. Dopo la pratica forense in un grosso studio legale di Milano e un Master in Diritto delle comunicazioni, inizia la carriera di legale d’azienda in una società operante nell’ambito delle telecomunicazioni. Da sempre ha la passione per la scrittura a cui dà sfogo sul blog www.storiesenzatrama.com e sulla omonima pagina Instagram in cui racconta, con parole e fotografie, di viaggi, di street art, di arte contemporanea e di senza glutine. Ha svolto corsi di teatro, di crescita personale, di scrittura, di lettura, di fotografia e di social media marketing. È madre di due figli e si trova ad affrontare l’esordio del diabete di tipo 1 e della celiachia della sua secondogenita nel 2019. Decide di pubblicare Mi sono innamorata di me per essere di supporto a tutte le persone che hanno a che fare con gli aspetti più invisibili delle patologie e a chi si trova ad affrontare il cambiamento.
Questo racconto è animato da animali del bosco, con l’intento di attirare l’attenzione dei più piccoli, proprio perché tratta di argomenti sensibili. Parla di fragilità e di bullismo, di autostima e di valori morali, racconta di Micciòlo, un cucciolo di scoiattolo, che nasce senza coda e che molte volte a causa di questa sua fragilità viene ridicolizzato. L’incontro con una bellissima farfalla che vola in un modo tutto particolare, perché anche lei portatrice di una fragilità, guiderà Micciòlo in un luogo popolato da tanti amici, molti di loro con una problematica, ma con accanto un amico a sostenerli. Intanto si fa sera ed è troppo tardi per tornare a casa. Micciòlo viene quindi ospitato per la notte e in quelle poche ore scopre tante belle storie basate sull’amore e… quasi dimentica la coda che non ha. Il mattino seguente tutti gli animali del bosco accorrono per salutare lo scoiattolino che ritorna a casa, per ultima si avvicina la volpe rossa che gli fa dono di un ciuffo della sua pelliccia, questa non gli servirà per l’equilibrio ma per bellezza e per scaldarsi durante il sonno. Lungo il percorso verso casa, Micciòlo metterà a punto il suo piano, per realizzare anche nel suo bosco una convivenza consolidata dall’amore per il prossimo.
Biografia autore:Teresa Pinci, nasce a Filogaso nel 1962 e vive a Sangano (To). Artista a 360°, le sue passioni le più importanti sono pittura e scrittura. Ha partecipato a diversi concorsi classificandosi sempre nei primi posti e ricevendo molti riconoscimenti. Nel 2009 pubblica Teresa Borgia di Filogaso, il cui tema tratta di amore, valori morali ed emigrazione (lavoro premiato dalla provincia di Vibo Valentia). Nel 2013 arriva Spirito d’amore, romanzo drammatico in cui denuncia la violenza contro le donne. Nel 2016 si colloca tra i finalisti dell’ottava edizione del concorso nazionale “Casa Sanremo Writers”. E nel 2016 pubblica Papà Romino soprannominato Leone: il testo, scritto come una fiaba, affronta l’argomento doloroso quanto difficile da spiegare che è la perdita di una persona cara. Nel 2022 scrive Sina: la vita oltre la vita, ispirato ancora una volta da una storia vera. Si percepisce l’amore che l’autrice prova verso gli animali, protagonisti nel suo nuovo racconto per coinvolgere fin dalla tenera età anche i più piccini.
Questo racconto è l’autobiografia di un periodo preciso della mia vita che va da dicembre 2022, momento in cui ricevo la diagnosi di tumore al seno, e novembre 2023, quando termino la radioterapia. Un racconto sincero, trasparente, doloroso e autoironico che vuole essere una testimonianza positiva per tutti, non solo per chi sta affrontando percorsi simili. I temi centrali sono la Gratitudine e l’Amore – verso noi stessi e verso gli altri. Partendo dallo smarrimento iniziale, descrivo movimenti esterni (iter terapeutico, organizzazione familiare) ed interni (pensieri, paure, rabbia); dedico, poi, un intero capitolo a sua maestà la “chemioterapia”, proponendone un cambio di prospettiva. Narro della quotidianità, fatta di fatiche ma anche di sorrisi, con mio marito che mi appella “Collina” (l’ex arbitro del gioco del calcio) ogni volta che sfoggio la testa pelata dalle cure. Chiudo con un tema a me molto caro, i caregiver, che mi piace definire “eroi moderni” per il grande compito che gli è dato loro.
Biografia autore:Valentina Alba nasce a Vimercate (MB) il 14 marzo del 1993. Nel 2012 consegue il diploma di maturità linguistica ed entra nel mondo del lavoro. Da qualche anno è impiegata, si occupa di Risorse Umane. Amante dell'autentico profumo dei libri stampati su carta, e della ricchezza della lingua italiana. Appassionata di lettura e scrittura, ha pubblicato nel 2022 una raccolta di poesie, il Calendario del Poeta 2023, con Pagine Editore. Vive a Subiate (MB), con il marito Nicolò e i figli Bruno e Martina.
“Un viaggio che richiede coraggio, un viaggio che molti non affrontano mai, che alcuni fingono di intraprendere, altri abbozzano e si ritirano, altri ancora auspicano ma non praticano veramente. Il viaggiatore si incammina e via via incontra luoghi, personaggi, ombre, guide. Viene così a contatto con parti di sé sconosciute o dimenticate, con bisogni, paure, istinti della cui esistenza si ha solo un vago sentore, che compaiono in maniera assurda nel mondo dei sogni e popolano i miti, le storie e le fiabe popolari di tutti i tempi. Dimensioni di sé che incutono timore, angoscia, disorientamento, che hanno radici nei nostri vissuti infantili, nelle spinte istintuali, nella natura dell’uomo, nelle incognite del crescere e del trasformarsi, nella precarietà del mondo moderno. Parti oscure spesso negate e proiettate, non riconosciute grazie ad un sistema di finzioni che ci salva dall’angoscia, ma ci intrappola dietro a maschere, convinzioni rigide e abitudini.
Biografia autore:Gian Piero Grandi, Psicologo, Psicoterapeuta, vive e lavora a Torino. Collaboratore presso l’Istituto di Psicologia Individuale “A. Adler” di Torino, è Terapeuta dell’adolescenza e delle patologie dell’apprendimento. Svolge attività di docenza presso l’Accademia del Test Proiettivo.
Una tosse sospetta, un’ombra al pancreas, poi la diagnosi di tumore. Così inizia l’anno più intenso, ricco, doloroso (e bello) della vita di Eleonora Giorgi. A raccontarlo è il figlio Andrea, in questo diario che è anche una lettera a sua madre: non più l’attrice, il personaggio pubblico, l’icona del cinema che tutti amiamo, ma semplicemente Eleonora, la donna forte e combattiva che non teme le sue fragilità. Un racconto corale in cui sembra esserci tutto: paura, speranza, dolcezza, le priorità che cambiano, il tempo che diventa insieme alleato e nemico, il “quando” che si trasforma in “se”. Ma c’è anche tanta bellezza, la consapevolezza di uscirne diversi, forse migliori. Un anno pieno di sofferenza che diventa, nonostante tutto, un’esperienza di gioia e di luce.
Biografia autore:Andrea Rizzoli, nasce a Roma il 12 marzo 1980. È scrittore, autore di programmi tv e produttore. Ha iniziato la sua carriera lavorando in Mediaset e poi come Produttore Esecutivo di Scripted Fiction presso la Rizzoli Audiovisivi. Ha lavorato per Sky Arts e attualmente si occupa di ideare e realizzare programmi factual di avventura e natura per il gruppo Warner Bros-Discovery. Oggi lavora per il programma più longevo della tv: Forum.
«Non se, ma quando è uno slogan che spesso riaffiorava in modo spontaneo e istintivo nei miei post. Mi sono reso conto di questo quando Fabio Fazio nella sua trasmissione Che Tempo Che Fa lo ha ripetuto più volte citando i miei thread. L’ottimismo di questa frase non è campato per aria ma basato su dati ed esperienza. Ed è il messaggio che spero passi al lettore che sente il bisogno di saperne di più. Non si tratta, quindi, di “se” un giorno riusciremo a curare il cancro, si tratta di “quando”. Nessun miracolo, nessuna ricetta segreta, ma studio, ricerca e duro, durissimo lavoro. Le cose sono impossibili fino al momento prima di compierle». Maurizio Scaltriti, ricercatore di fama internazionale e uno dei pionieri della medicina traslazionale in oncologia, ci accompagna in un viaggio straordinario alla radice delle cause della malattia e nelle strategie terapeutiche per curarla, sfatando pregiudizi e fornendo informazioni utili per tutti. Perché il cancro non fa più paura come una volta; abbiamo molti strumenti e conoscenze, sia per diagnosticarlo precocemente che per contrastarlo farmacologicamente. Molti tipi di tumore sono oggi curabili, altri riescono a essere controllati e permettono ai pazienti di convivere con la malattia molti anni con una buona qualità di vita. Con uno stile accessibile e chiaro, Scaltriti scrive un libro «illuminato, ottimista e pieno di speranza» in cui passa in rassegna tutto ciò che è stato fatto ma soprattutto tutto ciò che si sta facendo nella ricerca e nelle sperimentazioni per rendere questa malattia sempre più curabile.
Biografia autore:Maurizio Scaltriti è un ricercatore internazionalmente riconosciuto e uno dei pionieri della medicina traslazionale in oncologia. Ha iniziato la sua carriera con un dottorato in Biologia Molecolare per poi muovere i suoi passi professionali prima all’ospedale Vall d’Hebron a Barcellona, già avanguardia nelle terapie oncologiche sperimentali, passando per il Mass General Hospital di Boston (Harvard Medical School), per poi essere chiamato al rinomato Memorial Sloan Kettering Cancer Center di New York, dove ha ricoperto la carica di Professore Associato e Direttore Associato della Medicina Traslazionale. Dall’ottobre 2020 guida il Dipartimento di Medicina Traslazionale della Ricerca e Sviluppo Oncologica di AstraZeneca. Ha pubblicato oltre 150 articoli su riviste internazionali e vanta oltre 30.000 citazioni dei suoi lavori.
Dopo Soffro dunque siamo. Il disagio psichico nella società degli individui – che ha ottenuto un significativo riscontro tra i lettori e presso gli operatori della psiche e che Eugenio Borgna ha definito «un libro bellissimo, che dovrebbero leggere tutti gli psichiatri» –, Marco Rovelli torna ad approfondire la questione del disagio e della sofferenza psichica, ma focalizzandosi sul disagio adolescenziale. Partendo dalla propria lunga esperienza di insegnante di filosofia e storia nei licei, l’autore cerca di descrivere tale disagio con le parole dei ragazzi, che evidenziano soprattutto l’ansia di fallire in un contesto genitoriale, scolastico e sociale che li vuole performativi, capaci, risolti, vincenti. I sintomi attraverso cui si esprime il loro disagio (ansia, disturbi del comportamento alimentare, ritiro sociale, attacchi di panico, autolesionismo e attacchi al corpo, personalità borderline, abuso di sostanze), oltre a provocare loro una grande sofferenza, sono anche il modo in cui esprimono forme di dissenso e di sottrazione alle ingiunzioni sociali.
Biografia autore:Marco Rovelli è uno scrittore, musicista e insegnante di Filosofia e Storia. Come scrittore ha pubblicato i reportage narrativi Lager italiani (BUR 2006), Lavorare uccide (BUR 2008), Servi (Feltrinelli 2009); i saggi Soffro dunque siamo (minimumfax 2023) e Non siamo capolavori (Laterza 2025); i romanzi La guerriera dagli occhi verdi (Giunti 2016), Il tempo delle ciliegie (Eleuthera 2018), La parte del fuoco (TerraRossa 2020), La doppia presenza (Arkadia 2022); altri libri come Il contro in testa (Laterza 2012), La meravigliosa vita di Jovica Jovic (con Moni Ovadia, Feltrinelli 2013) Siamo noi a far ricca la terra. Il romanzo di Claudio Lolli e dei suoi mondi (minimumfax 2021); e alcune raccolte di poesie. Come musicista, ha pubblicato otto album, l'ultimo dei quali è il discolibro del 2025 l'attesa.
Non sono un capriccio è un racconto intimo e personale, un viaggio attraverso le ombre e il dolore di un disturbo del comportamento alimentare. Simona Benefazio si racconta senza filtri, mettendo a nudo le sue fragilità, i suoi pensieri più profondi e le emozioni che spesso si nascondono dietro un sorriso di facciata. È un diario che nasce tra le mura di un reparto ospedaliero e si sviluppa tra ricordi, paure e piccole conquiste quotidiane che, pagina dopo pagina, fanno emergere il vero significato della parola “resilienza”. Con estrema sincerità e una scrittura diretta, l’autrice accompagna il lettore lungo il suo percorso di cura, affrontando le sfide che le si presentano ogni giorno: la lotta quotidiana con il cibo, il bisogno ossessivo di controllo, la paura di non essere abbastanza, il giudizio altrui e la difficoltà nel chiedere aiuto. Ma questo libro insegna anche il valore della condivisione, dell’accoglienza e dell’empatia, dei legami preziosi che nascono nei momenti più bui. Non sono un capriccio è un atto di coraggio che dà voce a chi troppo spesso rimane in silenzio. È un invito a guardare oltre le apparenze, a comprendere la malattia, senza giudicare, e chi lotta ogni giorno contro un nemico invisibile ma subdolo. Perché un DCA non è, appunto, un capriccio, ma una “ferita dell’anima che sanguina silenziosamente”.
Biografia autore:Simona Benefazio è laureata in Biologia e attualmente prosegue i suoi studi in Psicologia. Vive con i suoi due figli e il fedele Axel, presenza preziosa nella sua vita. Ha esordito nella narrativa con Il cancro dell’anima e questo è il suo secondo libro, confermando la sua passione per la scrittura come mezzo per raccontare le sue emozioni e le sue esperienze con la malattia.
Come si fa oggi a stare nel mondo? In questo mondo. A trovare un modo, un posto adatto a noi che siamo consapevoli di essere privilegiati ma dobbiamo fare i conti anche coi nostri, di traumi, piccoli o grandi, oltre che con quelli giganteschi di chi è sotto le bombe, di chi è oppresso, povero, svantaggiato. Ci si vergogna a dire che ci si sente soli, ma lo siamo sempre di più. Daria Bignardi lo dice con sincerità, ironia, coraggio. Sente che la solitudine può essere una prigione ma anche un posto da cui ascoltare il battito del cuore del mondo. Il mondo la chiama e lei parte. Va in Cisgiordania, a Hebron, a parlare coi prigionieri palestinesi rilasciati nell’ultimo scambio. A At-Tuwani, il villaggio di No Other Land, conosce i volontari internazionali che ogni giorno accompagnano a scuola i bambini perché i coloni non gli sparino addosso. È a Gerusalemme, nella Chiesa del Santo Sepolcro, il giorno in cui muore Papa Francesco. Va in Vietnam, l’unico paese che ha sconfitto gli Stati Uniti, dove scopre quanto è inquinato il Mekong. Assiste all’operazione al cuore di un neonato in Uganda. Vuole lasciare i social media perché intuisce che lì dentro c’è qualcosa che sfrutta malignamente la nostra solitudine, ma non riesce a rinunciare alla partita quotidiana a Wordle con le nipoti, al cazzeggio con le amiche, a flirtare con gli amanti. Morde la solitudine con passione. Capirà cosa cerca nello sguardo di un gorilla che incontra in Uganda e di tutti gli animali che incrocia sulla sua strada: i cani Giulio, Fix, Brillo, i gatti, le galline, un pappagallo. Nonostante racconti le oppressioni del nostro presente – globalizzazione, occupazione, guerra, patriarcato – questo è un libro intimo e personalissimo, pieno di felice tormento, che riesce a fare quel che si auspica faccia la letteratura: dare parole a qualcosa che non riusciamo a vedere ma sentiamo incombere. Senza appesantire il fantasma che evoca, senza togliergli magia.
Biografia autore:Daria Bignardi, nata a Ferrara, da molti anni vive a Milano. Ha pubblicato per Mondadori i romanzi Non vi lascerò orfani (premio Rapallo, premio Elsa Morante, premio Città di Padova), Un karma pesante, L’acustica perfetta, L’amore che ti meriti, Santa degli impossibili, Storia della mia ansia e Oggi faccio azzurro. Nel 2022 è uscito per Einaudi il suo personal essay Libri che mi hanno rovinato la vita e nel 2024, per Mondadori, Ogni prigione è un’isola (premio Rapallo Saggistica). I suoi libri sono grandi successi tradotti in molte lingue.
Viviamo immersi nel cibo: lo pensiamo, lo fotografiamo, lo consumiamo come esperienza, linguaggio, identità. Ma quando l’alimentazione diventa spettacolo e promessa di salvezza individuale, cosa resta del suo significato sociale e culturale? Obecity affronta il tema da una prospettiva psicologica, analizzando come la retorica della salute, del benessere e della performance influenzi la nostra identità e proponendo poi strumenti concreti per riconoscere e riequilibrare questi meccanismi, restituendo al nutrirsi il suo valore autentico e consapevole. Tra saggio, diario di viaggio e critica culturale, Obecity offre una gita lucida e provocatoria nel paesaggio simbolico della società dell’abbondanza, dove il cibo non nutre soltanto ma definisce chi siamo.
Biografia autore:Marco Pastorini, psicologo e Psicoterapeuta, Specialista in psicoterapia cognitiva e sessuologia clinica. PhD in Psicologia Clinica presso l’Università di Torino, è docente per l’insegnamento “Disturbi del comportamento alimentare” presso le Scuole di psicoterapia STPC e CTC di Torino. Psicologo presso le strutture sanitarie Habilita di Acqui Terme e Fara Novarese, fa parte dell’équipe MAC DNA di Villa Esperia a Salice Terme (PV) per la cura dei disturbi del comportamento alimentare. Autore di corsi di formazione in ambito sanitario, è referente scientifico del Centro Obesità di Alessandria e membro del centro Gapp di Alessandria. Ha curato il capitolo “il lavoro in équipe” del volume Adolescenti con disturbi alimentari curato da Giulia Rancati e Laura Rigobello (FrancoAngeli, 2024), ha partecipato alla realizzazione del podcast Zona di confort: luoghi comuni per Slowfood condotta di Gavi e Ovada e alla realizzazione e conduzione del programma radiofonico Zonadiconfort, le parole del benessere su RadioPNR Tortona. È socio SITCC (società Italiana Terapia Comportamentale e Cognitiva) e SICOB (Società Italiana Chirurgia dell’Obesità).
Un viaggio verso la rinascita, verso il più grande insegnamento della tua vita. Quando una malattia irrompe nella nostra vita porta con sé incertezze, paure, dolore, ma anche una grande opportunità di crescita. Questo libro, in cui l'autrice unisce il percorso di cura oncologica alle grandi competenze da psicologa, è sì un viaggio nella malattia ma è soprattutto la testimonianza di una rinascita. Maria Mirra ha trasformato la malattia nel più grande maestro della sua vita. Con un tono caldo ci accompagna verso la consapevolezza che un sentiero, tortuoso e irto di difficoltà, offre inaspettatamente panorami unici da sorvolare senza paura, con gli occhi e il cuore aperto, con il coraggio che illumina una nuova via. Questo libro è una bussola per orientarsi nel cammino che ci attende, un rifugio accogliente in cui trovare conforto e stimoli per metterci in cammino. È un libro scritto con il cuore, un compagno di viaggio, un luogo sicuro dove potersi riconoscere e trovare una voce che ci guida con autenticità e sapienza nelle emozioni, nel cambiamento e soprattutto verso la rinascita. “Abbi coraggio, perché questo ti cambierà la vita, mostrandoti una nuova prospettiva su ciò che ti sta accadendo”.
Biografia autore:Maria Mirra nasce nel maggio del ’73 nel cuore del Cilento, un territorio ricco di cultura e bellezze naturali. Si laurea in Psicologia all’Università degli Studi di Roma La Sapienza a pieni voti e consegue il Diploma di Specializzazione in Psicoterapia a indirizzo cognitivo comportamentale. Oltre alla pratica clinica svolge attività di formazione presso Ente di formazione Centro FKT Cilento. Dopo aver affrontato la sfida con il tumore al seno decide di condividere la sua esperienza di guarigione tramite questo libro, che non è soltanto la testimonianza del percorso affrontato, ma è soprattutto un invito a trasformare il dolore in crescita personale. In questa doppia veste di paziente e professionista della relazione di aiuto, usando uno stile comunicativo tanto semplice quanto accogliente ed efficace, l’autrice guida con sapienza il lettore nel confronto con temi delicati e cruciali per meglio affrontare il percorso di cura e giungere a una vera rinascita.
Un viaggio introspettivo che parte da un’infanzia difficile a causa di un ambiente famigliare problematico. L’autrice racconta del suo dono di comunicare con i mondi spirituali, che ha sempre tenuto nascosto per la paura di non essere capita e compresa dagli altri. Il suo percorso è segnato da una malattia rara e da un’operazione invasiva, ma la sua incrollabile fede, l’amore della famiglia e la sua forza di volontà riusciranno ad avere la meglio. Un’opera che sottolinea il potere della preghiera e di quanto sia fondamentale non perdere mai la speranza.
Biografia autore:Alessandra Bano ha coraggiosamente raccontato la sua esperienza di vita, dal periodo buio della propria adolescenza fino ad arrivare a un lungo percorso di guarigione da una terribile malattia, ponendo estrema fiducia nei mondi spirituali e in una grande forza d’animo. Esperta di numerologia, con quest’opera mette a disposizione la sua esperienza e il suo dono: portare del bene agli altri.
«L’amore per la sua terra, la famiglia che si sgretola, un figlio, l’unico figlio che parte verso terre lontane, la mente che in poco tempo precipita verso l’oblio, sono questi gli ingredienti della nuova opera di Rosamaria Migneco “Per non perdermi del tutto” che, sotto forma di lettera, esorcizza quelle che sono le paure ed il dolore che avverte una donna, una madre di questi tempi. Angela è una donna semplice e introversa. Ha perso l’opportunità di studiare e diventare veterinaria, senza smettere mai di amare e accudire gli animali. Quando comprende che i suoi ricordi svaniranno a causa dell’Alzheimer, inizia a scrivere una lettera al suo unico figlio, Elio, che, dopo la laurea e la morte del padre, è andato a lavorare in Svezia. È un tentativo, il suo, per eternare il passato e per recuperare il rapporto madre-figlio, reso ancora più complesso dalla lontananza. Torre Faro (Messina), il borgo di pescatori con i suoi colori e i suoi odori, fa da cornice alla vita solitaria e silenziosa della donna. La sua amica Chiara ha un trascorso che vuole dimenticare, mentre Angela tenta di recuperare anche il più piccolo ricordo per donare a Elio i suoi sentimenti e la storia della famiglia.
Biografia autore:Rosamaria Migneco (Milano, 1966) si è laureata in Lettere classiche presso l’Università degli Studi di Messina, città dove attualmente vive. Oggi insegna Italiano e Storia presso l’Istituto superiore statale “G. Minutoli”.
Nella notte del 17 agosto 1978 il giovane Dirk Hamer viene colpito da un proiettile mentre dorme su una barca in rada presso l’isola di Cavallo, in Corsica, dove è in vacanza con la sorella Birgit. Nei giorni di degenza che lo attendono il ragazzo chiede spesso da bere del latte, che i genitori gli offrono di nascosto, contro il parere dei medici. Nessuno può ancora immaginare che il piombo – quello delle armi da fuoco, quello delle tipografie – e il latte, alimento materno e antidoto al veleno, saranno i simboli potenti di una vicenda che ci riguarda tutti. Questo romanzo racconta la storia del delitto e il calvario di Dirk, durato più di cento giorni. Quella del processo contro il presunto colpevole, il principe Vittorio Emanuele di Savoia. Quella del dottor Hamer, padre di Dirk, che in seguito alla perdita del figlio e della moglie dà impulso alla “Nuova medicina germanica”, opponendosi alle terapie farmacologiche per mettere al centro della cura i traumi psichici che considera l’origine di ogni malattia. Quella di coloro che nel suo metodo, secondo cui la malattia è sintomo di un dolore più antico, hanno trovato aiuto; ma anche di coloro che ne sono diventati vittime. Quella di Birgit Hamer, che non si è mai arresa all’ingiustizia. Quella dello stesso autore, che partendo dall’isola di Cavallo osa affrontare le onde della vita e – con la tenacia del cronista, la pietas del figlio e dell’amico – cerca il bandolo di una matassa che affonda nelle nostre più profonde paure, nelle nostre più irragionevoli speranze. Piombo e latte appartiene a quello che Javier Cercas definisce il genere letterario delle domande. E così, dal bordo a noi più vicino di un buco nero nel quale dobbiamo avere il coraggio di rivolgere lo sguardo, ci interpella: come può una vittima farsi carnefice? Perché ci ammaliamo? L’anima si può curare? Tutti i nomi sono scritti sull’acqua. Alcuni resistono al vento.
Biografia autore:Luca Mastrantonio (Milano, 1979) è dal 2011 al “Corriere della Sera”, dove scrive per “Sette” ed è stato tra i fondatori dell’inserto “la Lettura”. Autore e conduttore radiofonico per Radio3, insegna storytelling all’università IULM di Milano. Suoi testi poetici e racconti sono apparsi in riviste (Nuovi Argomenti) e antologie (Ogni maledetta domenica, Minimum Fax, a cura di Alessandro Leogrande). Tra i saggi, Irrazionalpopolare (Einaudi, 2008), Intellettuali del piffero (Marsilio, 2013), Emulazioni pericolose (Einaudi, 2018). Nel 2024, alla Casa degli artisti di Milano, ha curato la residenza di poesia e arte ARIMO. La Spoon river per Milano. La sua newsletter è “Ufficio poesie smarrite”.
Tutti noi, più volte nella vita, attraversiamo momenti in cui la strada sembra interrompersi. Dopo un lutto, una separazione, una malattia, o semplicemente quando ci accorgiamo che la vita che stiamo vivendo non ci appartiene più. È lì che nasce il Punto Zero: uno spazio sospeso, fragile ma fertile, che ci obbliga a fermarci. Il Punto Zero ci mette davanti al senso di impotenza, ci fa sentire nudi. Eppure è proprio lì che può germogliare la trasformazione. È come la pausa del respiro: senza quel vuoto non ci sarebbe ritmo. Molti lo vivono come fallimento, ma in realtà è una soglia. Una porta che si apre. In queste pagine, Gloria Volpato ti accompagna con delicatezza e profondità, passo dopo passo, guidandoti a trasformare la tua fragilità in risorsa. Attraverso storie reali, esempi clinici, esercizi pratici e riflessioni illuminanti, scoprirai come: Riconoscere le illusioni che ti imprigionano; Riscoprire la forza del cuore al di là delle ferite. Vivere con autenticità e amorevolezza Punto Zero è molto più di un libro: è una bussola per attraversare le crisi e riscrivere la tua vita. Quando non sai più chi sei, sei pronto a scoprirlo.
Biografia autore:Gloria Volpato, psicologa, psicoterapeuta a orientamento fenomenologico-esistenziale e della Gestalt, fondatrice e direttrice scientifica del Centro Divenire Psicoterapia e Crescita Personale di Bergamo dal 2007, formatrice, supervisore corsi ECM, conduttrice di gruppi di Mindfulness in Relazione, Self-Compassion e Movimento Autentico, ideatrice del metodo Gestaltfulness© e Iomiaccetto©, del ciclo di conferenze Il Potere del Sentire, del Festival della Consapevolezza e della Palestra del Sèntire©. Conduttrice di seminari residenziali di fioritura personale e di psicoterapia intensiva. Da più di vent'anni si occupa a livello individuale, in coppia e in gruppo di adulti e giovani adulti. Pubblica articoli sul blog Divenire Magazine. Da anni tiene conferenze e webinar riscuotendo sempre grande adesione e interesse.
Qualche volta… è un albo illustrato nato dall'incontro tra esperienza clinica, sensibilità educativa e ricerca artistica nei percorsi di cura dei bambini oncologici dell'Istituto Giannina Gaslini di Genova. Attraverso un linguaggio essenziale e poetico, costruito sulla ripetizione dell'espressione «qualche volta», il libro accompagna il lettore in un percorso fatto di cambiamenti improvvisi, luoghi sconosciuti, attese, paure e scoperte. Situazioni che richiamano l'esperienza della malattia senza mai nominarla direttamente, lasciando spazio all'identificazione personale e all'elaborazione delle emozioni. La narrazione procede per immagini e suggestioni più che per spiegazioni. Le parole, poche e misurate, aprono possibilità di significato e invitano al dialogo; le illustrazioni assumono un ruolo centrale nel racconto, costruendo connessioni, evocando stati d'animo e accompagnando il lettore anche nelle pagine prive di testo. Testo e immagini si completano reciprocamente, offrendo una lettura condivisa e continuamente reinterpretata. Ad accompagnare il bambino compare una piccola figura animale, presenza discreta e rassicurante che diventa simbolo di ciò che, anche nei momenti più difficili, può arrivare inaspettatamente: un incontro, un gesto di cura, una relazione, una possibilità. Pensato come strumento di lettura dinamica e di rielaborazione emotiva, Qualche volta… si rivolge ai bambini, alle loro famiglie e agli operatori che li accompagnano nei percorsi di cura, offrendo uno spazio narrativo capace di accogliere emozioni, domande e vissuti spesso difficili da esprimere a parole. Il progetto nasce dall'esperienza quotidiana delle dottoresse Teresa Battaglia, pediatra oncologa, e Monica Canepa, psicologa psicoterapeuta, ed è frutto del lavoro condiviso con Chiara Lugaro, pedagogista, e Sara Vassileva, educatrice e psicologa dell'APS Il Sogno di Tommi. L'idea narrativa è stata sviluppata da Anselmo Roveda (testo) e Marina Reitano (illustrazioni).
Biografia autore:Marina Reitano è un’illustratrice e grafica genovese. Ha studiato Illustrazione per l'Editoria all'ISIA di Urbino, lavora nel campo dell'editoria per l'infanzia e collabora con realtà artistiche e istituzionali sul territorio genovese e nazionale; realizza illustrazioni e grafiche in ambito editoriale, per eventi musicali, collettivi artistici e privati. Nel 2025 pubblica in collaborazione con l'Ospedale Giannina Gaslini di Genova l'albo illustrato Qualche volta..., scritto da Anselmo Roveda e pubblicato dalla casa editrice Egnatia. Anselmo Roveda, Scrittore, studioso di letteratura e immaginario; è vicedirettore di «Andersen», mensile di letteratura e illustrazione per l’infanzia, e direttore di «Cabirda», rassegna letteraria per l’intercomprensione romanza. Docente di Sceneggiatura II (Analisi delle strutture narrative e elementi di scrittura creativa) presso l’ISIA di Urbino, tiene corsi e seminari per altre università e scuole di scrittura. Ha curato edizioni e traduzioni di autori classici dalle lingue romanze e contemporanei dall’inglese e dal francese; ha inoltre pubblicato contributi sulla storia della letteratura, ricerche sulle tradizioni popolari, studi linguistici e diversi interventi di cronaca e critica letteraria. È autore di radiodrammi, racconti, poesie e letteratura per ragazzi.
“Non è mai semplice lasciarsi alle spalle il dolore e aprirsi di nuovo a se stessi, imparare a volersi bene quando il cuore è ferito e l’anima stanca. Ma è necessario. Possiamo sempre scegliere in cosa trasformare il male che ci accade. Io ho scelto di trasformarlo nella mia più grande occasione.” Letizia ha vent’anni quando subisce violenza da un professore della sua università. Una violenza che la priva di tutto: fiducia, spensieratezza, felicità. Da quel momento il dolore diventa parte di lei, e con il tempo compaiono anche attacchi di panico e disturbi alimentari a ricordarle quanto fragile sia diventata. Ma a volte basta una frase per cambiare tutto: “Non è un dono ciò che ti è successo, non è niente di bello. Ma è successo, e ora sta a te decidere come sfruttarlo per uscirne”. Poche parole, semplici e luminose, che le riaccendono qualcosa dentro: forse può davvero ricominciare e riscrivere la sua storia da zero. Ed è così che Letizia decide di partire, zaino in spalla e senza un piano. Il viaggio la porta lontano, in Asia prima e in Sudamerica poi, tra monasteri buddhisti, ashram immersi nel silenzio, antichi rituali ed esperienze di volontariato. Giorno dopo giorno, quella che inizialmente sembra una fuga dalla sofferenza si trasforma in un percorso di crescita e guarigione, attraverso paesaggi indimenticabili e incontri ricchi di significato. Sarà in Guatemala, in un piccolo villaggio di curandere, che Letizia comprenderà finalmente che non serve continuare a scappare, perché nessun luogo potrà mai offrirle la risposta che cerca: solo imparando ad amare se stessa e mettendo la sua storia al servizio degli altri potrà salvarsi. Quanto lontano dovrai correre è una testimonianza autentica e toccante su come superare il dolore e ritrovare la propria essenza. Un invito a guardare oltre i confini del quotidiano per scoprire nuove possibilità dentro e fuori di noi.
Biografia autore:Letizia Venturini nasce a Lugo, in Emilia Romagna, nel 2000. Dopo la laurea parte per il mondo con un biglietto di sola andata, attraversando Asia, Africa e Americhe. Oggi è viaggiatrice, storyteller, content creator e organizza viaggi local e autentici lontano dal turismo di massa. Per Letizia, il viaggio è soprattutto interiore: attraverso i suoi canali social, workshop, ritiri e il podcast Souvenir. Le lezioni in viaggio che ti cambiano la vita, sensibilizza le persone sull’importanza dell’ascolto di sé e le accompagna nella riscoperta di una vita più autentica.
l libro di Alessandro Bencivenni nasce dai diari della moglie Patrizia Busacca, testimonianza di un viaggio in Provenza compiuto quando il figlio Federico era ancora bambino. Affetta da un duplice tumore al seno e consapevole della propria precarietà, Patrizia scrisse questo diario come un archivio di bellezza e di amore da lasciare in eredità al figlio. A distanza di tempo, quella che fu una comune vacanza tra i profumi di Grasse, i colori di Roussillon e il pellegrinaggio artistico sui luoghi cari a Van Gogh e Cézanne appare in prospettiva come un road movie della memoria. Ripercorrendo il tragitto, la narrazione del presente si intreccia infatti con i fantasmi del passato: Patrizia rievoca le ferite di una famiglia disfunzionale, l'anaffettività della madre e la drammatica scoperta di una zia rinchiusa in manicomio e rimossa dalla memoria familiare. Il viaggio si trasforma così nel tentativo di un riscatto emotivo, dove la cura per gli oggetti e per l'arte serve a colmare i vuoti esistenziali e a contrastare l'impermanenza. Nonostante le difficoltà e gli effetti collaterali della chemioterapia, Patrizia mantiene sempre una attitudine guerriera, sostenuta dall'ironia del marito e dalla gioia innocente del figlio. La storia si conclude al presente, quando Alessandro, rimasto vedovo, decide di rielaborare narrativamente quei diari, per rendere testimonianza della capacità della moglie di trasformare il dolore in una testimonianza vitale sull'amore familiare, la convivenza con la malattia e il potere catartico della memoria. Il tutto senza compiacimenti sentimentali che Patrizia non avrebbe gradito, ma tentando un difficile equilibrio fra sorriso e rimpianto.
Biografia autore:Alessandro Bencivenni, sceneggiatore, vive e lavora a Roma. Ha partecipato alla scrittura di una trentina di film di grande successo, a cominciare da alcuni titoli della saga di Fantozzi e collaborando poi con registi come Volfango De Biasi, Mario Monicellli, Neri Parenti, Domenico Saverni, Lina Wertmüller. È tra i creatori della fortunata serie televisiva Don Matteo. Ma è anche uno studioso di cinema, autore di saggi su Luchino Visconti, Peter Greenaway, Hayao Miyazaki. Insegna alla scuola d’arte cinematografica Gian Maria Volontè e alla RUFA: Roman Academy of Fine Arts. Patrizia Busacca è stata giornalista televisiva presso le redazioni delle principali testate italiane, occupandosi prevalentemente di sport, salute e spettacolo. Il suo romanzo Madri gotiche è stato presentato al Premio Strega nel 2021.
Il libro raccoglie 150 riflessioni nate dal desiderio dell’autore di esplorare la propria realtà attraverso una pratica quotidiana di consapevolezza. Ogni pensiero invita a cercare autenticità, a imparare dagli errori e a cogliere la luce anche nei momenti difficili. L’esperienza personale dell’autore, segnata dalla malattia e dalla resilienza, diventa testimonianza di speranza e di forza interiore, offrendo ispirazione a chiunque affronti le sfide della vita.
Biografia autore:Alessandro Piras, nato il 1° ottobre 1974 a Quartu Sant’Elena, ha vissuto un’esperienza intensa e formativa prestando servizio militare nella Marina, durante la quale ha preso parte a una lunga e impegnativa missione mondiale della durata di nove mesi. Nel 2008 la sua vita ha subito una svolta profonda con la diagnosi di sclerosi multipla, una prova difficile affrontata con coraggio e determinazione. In questo percorso complesso, la scrittura è diventata molto più di una passione: si è trasformata in un’ancora, in una forma di terapia profonda e rigenerante, capace di dare voce alla sua forza interiore e al bisogno di dare senso all’esperienza vissuta.
Il volume Salute e pregiudizio di genere. Un approccio psicosociale esplora il rapporto tra genere, pregiudizio e salute, assumendo il genere come una delle principali determinanti sociali del benessere individuale e collettivo. A partire da una prospettiva psicosociale, il testo supera la tradizionale visione binaria uomo/donna e propone una lettura multidimensionale del genere che include identità ed espressione di genere, ruoli, stereotipi e orientamento sessuale. La salute viene così interpretata non come semplice dato biologico, ma come esito di processi socio-culturali e relazionali che, nei contesti di vita, possono generare disuguaglianze, marginalizzazione e vulnerabilità sistemica. In questa prospettiva, il volume analizza tre ambiti in cui tali dinamiche emergono con particolare evidenza. In quello sociosanitario, sono stati approfonditi i temi del divario di genere in medicina e della giustizia riproduttiva, mostrando la persistenza di modelli androcentrici ed eteronormativi nei protocolli di cura. In quello organizzativo, sono state esaminate le disuguaglianze sul lavoro, le molestie di genere e i loro effetti sul benessere. In quello delle relazioni intime, è stato considerato il ruolo degli stereotipi nella sessualità e l'impatto della violenza di genere e dell'intimate partner violence sulla salute psico-fisica. Inoltre, il volume traccia una prospettiva di cambiamento, indicando i margini concreti per intervenire a più livelli: promuovere la consapevolezza dei pregiudizi attraverso forme di apprendimento esperienziale, dare spazio alla condivisione delle esperienze di chi subisce discriminazione, e agire sulle culture organizzative e sociali. A fare da orizzonte a questo percorso è l'etica della cura: un invito a riconoscere che vulnerabilità, diversità e interdipendenza sono condizioni intrinseche della nostra umanità, e il terreno più solido su cui costruire una salute intesa come diritto collettivo, capace di valorizzare ogni soggettività.
Biografia autore:Ilaria Giovannelli è prof. associata di Psicologia Sociale presso l'Università "G. D'Annunzio" di Chieti-Pescara. È Editor-in-Chief della rivista divulgativa InMind Italia e componente dell'editorial board di altre riviste internazionali. Maria Giuseppina Pacilli è prof. associata di Psicologia Sociale all’Università degli Studi di Perugia. Dal 2014 coordina il Gruppo di Ricerca IDG-Intersezioni di Genere e ricopre il ruolo di vicedirettrice del Dip. di Scienze Politiche. È sottodelegata rettorale per le Persone e la Qualità dell’Organizzazione. Stefano Pagliaro è prof. Associato in Psicologia Sociale all'Università "G. D'Annunzio" di Chieti-Pescara, dove insegna Psicologia Sociale (LT), Vittimizzazione (LM), e Processi di gruppo nelle organizzazioni (LM).
Salute Planetaria – Riflessioni per un futuro sostenibile affronta una delle sfide più urgenti del nostro tempo: il legame tra salute umana, salute degli ecosistemi e cambiamento climatico. Partendo dalle evidenze scientifiche e dagli allarmi lanciati dalle Nazioni Unite e dall’IPCC, il volume analizza come fenomeni quali riscaldamento globale, perdita di biodiversità, inquinamento, deforestazione e crescita demografica stiano influenzando il benessere delle popolazioni e la sostenibilità dei sistemi sanitari e sociali. Attraverso il contributo di esperti, accademici, ricercatori e rappresentanti delle istituzioni, il libro approfondisce i principi della Planetary Health e dell’approccio One Health, evidenziando l’interdipendenza tra uomo, animali e ambiente. Le sfide ambientali vengono lette non solo come emergenze ecologiche, ma come questioni sanitarie, economiche e sociali che richiedono risposte integrate e una responsabilità condivisa. Il volume propone una riflessione sul ruolo che ciascuno può svolgere nella tutela del bene comune e invita a trasformare la consapevolezza in azione concreta. Un contributo multidisciplinare per comprendere le trasformazioni in atto e promuovere un modello di sviluppo capace di garantire salute, equità e sostenibilità alle generazioni presenti e future.
Biografia autore:Federico Serra è Direttore Generale del Planetary Health Inner Circle e Presidente dell’International Public Policy Advocacy Association (IPPAA), con sede a Washington DC. Giornalista e Direttore Responsabile di Urbes e della collana Health Monitor, vanta oltre quarant’anni di esperienza nei settori della comunicazione, delle relazioni istituzionali e del public affairs. È consulente parlamentare e capo della segreteria tecnica di numerosi Intergruppi Parlamentari ed è stato consulente della delegazione italiana del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea. Ricopre inoltre il ruolo di Direttore Generale della IBDO Foundation, Segretario Generale dell’Health City Institute e del network Cities+, ed è fondatore di LastMile. Impegnato nel sociale e nello sport, è Presidente dell’Osservatorio Permanente dello Sport della Fondazione SportCity. Tra i riconoscimenti ricevuti figurano la His Royal Highness Prince Henrik’s Medal of Honour, il Cavalierato della Repubblica Italiana e la Stella al Merito Sportivo del CONI.
Da oltre quarantacinque anni Silvio Cattarina è impegnato con ragazzi difficili, sfortunati, che approdano nelle comunità de L’Imprevisto. Queste pagine, frutto di una lunga e meditata esperienza, sono un doloroso grido per richiamare l’attenzione intorno all’emergenza educativa, il dramma più cocente dell’era moderna, frutto amaro di una fuga dalla immensità della vita, dalla profondità del cuore. Nel dare voce alla divina inquietudine e irrequietezza dei ragazzi, l’Autore indica la strada per una riscossa e una rinascita: adulti che li chiamano a grandi cose, certi e grati della positività infinita della realtà, che il bene è più forte del male, che Dio non verrà mai meno, non tradirà mai sé stesso. Questo è un libro misterioso e avventuroso, poetico e commovente, che molto dice della persona e della storia di Silvio, il quale si erge, quasi come un profeta, a richiamare gli uomini e la città a fare silenzio, ad ascoltare, ad ammirare, a immergersi nel Mistero della vita. Così si rinnova il mondo: «Tutto sarà nuovo. L’angoscia e l’oppressione spariranno; l’uomo non disprezzerà più la vita e i giovani vedranno strade nuove e comprenderanno che la gioia può essere la sola compagna del viaggio della loro vita».
Biografia autore:Silvio Cattarina (Storo, 1954) è psicologo e sociologo. Frequenta le scuole superiori a Pesaro e si laurea in Sociologia a Urbino nel 1979. Nel 1980 conosce don Gianfranco Gaudiano e inizia il lavoro di operatore presso la Comunità terapeutica di Gradara dove si ferma per sette anni. Il 1 ottobre 1990 con don Gaudiano dà vita alla Comunità terapeutica educativa per minori devianti e tossicodipendenti. Nasce poi «L’Imprevisto», con sede a Pesaro, che in oltre trent’anni di attività ha già accolto più di 1.200 ragazzi e comprende la Comunità terapeutica educativa maschile, la Comunità terapeutica femminile «Tingolo per tutti», le Case di reinserimento e la Cooperativa sociale «Più in là». I Centri e le Comunità lanciati da Silvio Cattarina rappresentano un punto di riferimento e un modello osservato e studiato per la sua unicità e per il suo rilevante interesse, oltre che per i suoi significativi risultati. Da questa esperienza sono nati numerosi libri editi da Itaca. Gli sono stati conferiti il Premio Circolo della Stampa di Pesaro 2011, il Premio «Fare città: Pesaro premia Pesaro» 2011 e il Premio Nazionale di Cultura «Frontino-Montefeltro» 2013 nella sezione “Personaggio”.
La storia di Francesca è una storia simile a tante altre, pur con tutte le diversità del caso. È la vita innocente, gioiosa, solare, che profuma di futuro, ma viene "guastata" dalla malattia. Nei racconti di queste pagine ci sono tre strade, tre percorsi possibili che si traducono in altrettante prospettive sulla stessa storia. Il percorso medico, con la fatica e lo smarrimento che comporta una diagnosi così pesante e il suo relativo iter terapeutico ma, al tempo stesso, illustra, spiega e porta conforto a quanti si trovano ad affrontare una simile tempesta. Il susseguirsi cronologico, che accompagna in modo lineare la vita, gli avvenimenti, in un continuo intrecciarsi di passato e presente. In ultimo, la terza, quella più intima e personale, che coglie sprazzi di luce, brandelli di vita quotidiana, affetti e passioni profonde in cui è racchiuso il senso di una lotta. Con la prefazione di Margherita Toffa e la postfazione del Dott. Luca Imperatori, questo libro non è un’autobiografia o una biografia ma vuole essere un memoir toccante, mai disperante, pur nello strazio di quel che ritrae e rievoca.
Biografia autore:Marco Pirozzi è nato a Pegognaga, in Provincia di Mantova. Dal 2017 cura l’organizzazione della Fondazione Francesca Pirozzi, un progetto che ha fortemente voluto nel ricordo di Francesca, sua figlia, morta di linfoma a 24 anni, per raccontare la sua storia, condividerne l’esperienza e la tenace determinazione. Un’esperienza triste che, con la pubblicazione dei libri Il Cibo Ideale e Parliamo di Cibo, insieme ad innumerevoli altre attività della Fondazione, sta cercando di trasformare in qualcosa di “utile” per sostenere una ricerca oncologica, cui saranno destinati anche gli utili della vendita di questo libro.
Spazi di vita è un libro corale che raccoglie le voci della “comunità” dell’oncologia, fatta di pazienti e medici, ma anche di bambini, di compagni, di madri e padri che insieme affrontano i cambiamenti che la malattia impone. Ma accanto a queste persone, legate dalla malattia, ci sono rugbisti, uomini di mare, avvocati e chi semplicemente realizza copertine con fili di lana colorati che legano gente apparentemente lontana da questa realtà. I luoghi da vivere, quindi, non possono essere chiusi in un reparto d’ospedale ma devono aprirsi sul “giardino magico”, cuore attorno a cui ruotano tutte le attività, dalle terapie ai concerti. La comunità si arricchisce di architetti e ingegneri che sognano e creano un “Concept” che si integra con il tessuto urbano della città, dove ogni cosa ha il suo spazio… il quarto.
Biografia autore:Giusy Scandurra, Direttore SOC Oncologia Medica Ospedale Cannizzaro, esperta nel trattamento di tumori ginecologici e mammari, docente all’Università “Kore” di Enna, autrice di numerose pubblicazioni scientifiche e promotrice di progetti di umanizzazione in Oncologia. Per i nostri tipi, insieme a Pina Travagliante, dirige la collana di Health Humanities “Aspasia”, ha curato diversi volumi e ha pubblicato Il giardino magico, Il pallone magico e La vela magica. Giuseppe Scannella, Architetto libero professionista. I suoi progetti hanno ricevuto numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali; ultimo, nel 2025, l’inserimento del progetto del Centro Direzionale Gruppo Faro a Giarre nell’elenco delle architetture contemporanee significative presso il MIBAC. È stato Consigliere dell’OAPPC di Catania dal 2001 al 2017 e, dal 2013 al 2017, Presidente. Relatore in Convegni e manifestazioni professionali. Attualmente componente del Consiglio Direttivo del C S D Rischi presso l’Università degli Studi di Catania e del C T S dell’INBAR. È da sempre attivo nel campo giornalistico e divulgativo sulla stampa. Nel 2020 ha pubblicato il libro 30 minuti di architettura. Conversazione per non architetti (Malcor D’ edizione).
La metabolomica e la microbiomica rappresentano oggi le frontiere più avanzate della ricerca applicata allo sport, offrendo strumenti innovativi per comprendere e ottimizzare la performance atletica e prevenire gli infortuni non traumatici. Questo volume si propone di guidare il lettore attraverso le basi scientifiche e le applicazioni pratiche di queste discipline, illustrando come le analisi dei metaboliti e del microbiota intestinale consentano di monitorare in modo oggettivo lo stato fisiologico dell’atleta. L’identificazione di biomarcatori metabolomici permette non solo di valutare il livello di affaticamento e recupero, ma anche di prevenire gli infortuni non traumatici grazie a un controllo precoce di squilibri e processi infiammatori. L’approccio integrato descritto nel testo consente di personalizzare i programmi di allenamento e le strategie nutrizionali, adattandoli alle specifiche esigenze individuali e favorendo così una maggiore efficacia e sicurezza. Attraverso dati concreti ed esempi applicativi, il libro si rivolge a tutti coloro che fanno sport, soprattutto ad alto livello, allo staff che li segue (medici, nutrizionisti, fisiatri, fisioterapisti, allenatori, preparatori atletici), e a tutti coloro che desiderano promuovere salute e prestazioni. Con rigore accademico e visione innovativa, il libro offre una panoramica completa sulle nuove prospettive della preparazione atletica.
Biografia autore:Vassilios Fanos, professore Ordinario di Pediatria e Direttore della Scuola di Specializzazione in Pediatria dell'Università di Cagliari; Direttore dell'Unità di Terapia Intensiva Neonatale, AOU Cagliari. Presidente SIPPed (Società Italiana di Psicologia Pediatrica); Ex Presidente UMEMPS (Unione delle Società Pediatriche del Medio Oriente e del Mediterraneo). Direttore del Journal of Pediatric and Neonatal Individualized Medicine (www.jpnim.com, open access), rivista ufficiale di Società Internazionali, premiata come “pubblicazione periodica di elevato valore culturale” (rif. anno 2021) dal Ministero della Cultura. Autore di oltre 500 articoli indicizzati su PubMed e di 38 libri (11 in inglese). Vincitore col suo gruppo di lavoro di 4 Progetti Europei e numerosi finanziamenti italiani. Organizzatore dell'International Workshop on Neonatology and Pediatrics (a Cagliari, 21 edizioni, partecipanti da 60 nazioni). Premiato nel 2021 come "Italian Knowledge Leader" dal Convention Bureau Italy.
Nell’era dei progressi in campo sanitario, la Procreazione Medicalmente Assistita rappresenta una speranza concreta per chi desidera diventare genitore. Tuttavia, il percorso non è sempre lineare. Tra schiere di test di gravidanza, cicli di farmaci per la stimolazione ovarica e comunità online di aspiranti mamme armate di “incrocini” virtuali, la ricerca di un figlio si trasforma in una battaglia che richiede pazienza e, a volte, anche un paio di Martini. Con franchezza e ironia, “Storia di una fecondazione poco assistita (dalla mia testa)” ripercorre le tappe di un viaggio di coppia fatto di speranze, sconfitte e ripartenze. Un one-woman show che svela gli aspetti più eccentrici e quelli più intensi della PMA, tra risate e riflessioni profonde.
Biografia autore:Mariantonietta Pugliese, nata nel 1984 a Putignano, vive a Roma, dove lavora come communication manager. Laureata in Lettere, con un master in Giornalismo e comunicazione, è giornalista dal 2011 e sta conseguendo una seconda laurea in Marketing. Sposata e madre di due figli, crede nel valore degli affetti sinceri, nel silenzio rigenerante, nell’eleganza di un Martini e nella scrittura, come arte devastante e salvifica.
Hai mai avuto la sensazione che il tuo medico parli una lingua tutta sua? Benvenuto nel “medichese”! In questo libro, Sara Caponigro, medico di assistenza primaria e divulgatrice scientifica molto seguita anche sui social, ti accompagna tra esami, sigle, diagnosi e referti, spiegandoti con linguaggio chiaro i termini più usati nel linguaggio medico. Per partecipare attivamente al proprio percorso di cura, infatti, non servono competenze scientifiche avanzate, ma solo un sincero desiderio di capire. Ricco di glossari, consigli e schede da compilare per prepararsi bene alle visite mediche, questo volume è uno strumento prezioso per chi intenda instaurare un dialogo proficuo con chi lo cura. È una guida pratica che si può leggere tutta di seguito, dall’inizio alla fine, oppure consultare al bisogno. La medicina è frutto della collaborazione tra medico e paziente, e una comunicazione chiara è la chiave del successo terapeutico.
Biografia autore:Sara Caponigro, medico di assistenza primaria a Roma, è nota al grande pubblico per la sua partecipazione al programma Rai "È sempre mezzogiorno" in qualità di consulente scientifico. Appassionata di divulgazione scientifica, si impegna ogni giorno per abbattere le barriere linguistiche tra medico e paziente. Sui social è seguita da una community molto attiva, con la quale quotidianamente condivide informazioni e sfata falsi miti con uno stile diretto e accessibile, con l’obiettivo di permettere a ciascuno di diventare protagonista attivo della propria salute. Buona parte del suo impegno professionale è rivolto ad aiutare le persone a instaurare una relazione di fiducia e dialogo con il proprio medico, in modo da facilitare anche la comprensione di diagnosi, trattamenti e indicazioni.
Cosa significa vivere con un cervello che corre più veloce del mondo intorno? In questo libro, Luca Donato racconta con ironia e sincerità la sua vita con il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, l’ADHD: un continuo equilibrio tra entusiasmo e fatica, creatività e disordine, energia incontenibile e sensi di colpa. Dall’infanzia irrequieta agli imprevisti quotidiani, dalle sfide sul lavoroa lle relazioni affettive, l’autore ci accompagna in un viaggio fatto di inciampi e scoperte, mostrando come la diagnosi non sia un punto d’arrivo, ma l’inizio di una nuova comprensione di sé. Attraverso esperienze personali, riflessioni e una voce che non teme la fragilità, Luca illumina i lati più complessi e quelli più sorprendenti di questa neurodivergenza: la capacità di entrare in iperfocus, la sensibilità agli stimoli, la fatica di gestire emozioni intense. Ma soprattutto, racconta la possibilità di costruire relazioni autentiche, trovare strategie pratiche e imparare a perdonarsi. Questo libro è una bussola per chi convive con l’ADHD, per chi ama qualcuno che ne è toccato, e per chiunque voglia scoprire che dietro ogni “troppo” si nasconde un’incredibile ricchezza.
Biografia autore:Luca Donato è un mental health advocate sui social media, impegnato a sensiblizzare il pubblico sui temi legati alla salute mentale e alle neurodivergenze. Dopo aver ricevuto la diagnosi di ADHD (Attention Deficity Hyperactivity Disorder, disturbo da deficit di attenzione e iperattività) in età adulta, ha scelto di condividere la sua esperienza per offrire supporto e aiutare chi affronta difficoltà simili.
Questo libro autobiografico nasce quasi per caso. Come un vulcano in piena eruzione, vede la luce da un bisogno di buttare fuori e scrivere nero su bianco quanto attraversato per arrivare ad intravedere un po' di luce. Una malattia subdola, invisibile agli occhi, difficoltoso il percorso per giungere alla diagnosi. Il suo nome è endometriosi. Ancora poco conosciuta, sotto-diagnosticata e sottovalutata, dopo le sofferenze vissute, l'autrice sente forte la necessità di parlarne e lasciare traccia scritta del fatto che la malattia non determina la persona, "tu non sei la tu malattia!". Un'infusione di forza e coraggio tra le pagine di una storia dura.
Biografia autore:Eleonora Crocetta classe 1980. Sin da piccola ha amato scrivere ed inventare storie. Alle medie vince un premio per una poesia scritta e pubblicata sul giornalino della scuola. Diventata logopedista, svolge il suo lavoro come una missione, quella di "dare voce". La salute non sempre è stata dalla sua parte e la scoperta dell'endometriosi, dopo tanta fatica per arrivare alla diagnosi, è stata persino un sollievo.
Cosa significa vivere con un cervello che corre più veloce del mondo intorno? In questo libro, Luca Donato racconta con ironia e sincerità la sua vita con il disturbo da deficit di attenzione e iperattività, l’ADHD: un continuo equilibrio tra entusiasmo e fatica, creatività e disordine, energia incontenibile e sensi di colpa. Dall’infanzia irrequieta agli imprevisti quotidiani, dalle sfide sul lavoroa lle relazioni affettive, l’autore ci accompagna in un viaggio fatto di inciampi e scoperte, mostrando come la diagnosi non sia un punto d’arrivo, ma l’inizio di una nuova comprensione di sé. Attraverso esperienze personali, riflessioni e una voce che non teme la fragilità, Luca illumina i lati più complessi e quelli più sorprendenti di questa neurodivergenza: la capacità di entrare in iperfocus, la sensibilità agli stimoli, la fatica di gestire emozioni intense. Ma soprattutto, racconta la possibilità di costruire relazioni autentiche, trovare strategie pratiche e imparare a perdonarsi. Questo libro è una bussola per chi convive con l’ADHD, per chi ama qualcuno che ne è toccato, e per chiunque voglia scoprire che dietro ogni “troppo” si nasconde un’incredibile ricchezza.
Biografia autore:Margherita Vaccari, ventuno anni, ha vissuto in Italia, in Brasile e in Germania, sviluppando una grande passione per le lingue e le culture di altri popoli e Paesi. Ha frequentato il liceo linguistico e ora è iscritta all'università a Madrid. A 16 anni, è stata colpita da anoressia nervosa e a causa di ciò ha perso parte della sua adolescenza, della vita, ha perso la voglia di vivere e le amicizie. Però, è solo grazie a questa e al percorso di guarigione che è riuscita a riscoprire la bellezza della vita, ad apprezzarne ogni momento, anche i più piccoli e insignificanti. Dopo aver letto tanti libri sulla voglia di rinascere, di ritrovare uno scopo e un senso nella vita, ha deciso di raccontare la sua storia, il suo passato, la sua lotta contro l'anoressia in modo da aiutare altre persone, per ricordare loro che nonostante i momenti bui la vita è preziosa.
“Mi trovavo all’ingresso dell’ospedale San Gerardo di Monza… Da lì a poco mi sarei dovuto trovare faccia a faccia con un cardiologo, che aveva bisogno di parlarmi riguardo a esami effettuati in precedenza. Il fatto di essere stato chiamato a colloquio non presagiva nulla di buono. A partire da quel dannato giorno la mia vita subì una scuffiata, come una barca a vela in balia di una tempesta oceanica”. L’esperienza drammatica e formante di un doppio trapianto cardiaco, vissuta in prima persona e raccontata con lucida intensità e realismo, per trasmettere a tutti che ogni giorno va vissuto al massimo, perché ogni giorno è un regalo non scontato.
Biografia autore:Ivano De Capitani, classe 1969, metalmeccanico e grande appassionato di avventure all’aria aperta. Il suo primo libro, Destinazione Tchad (2008, Marna) ha avuto due edizioni e una ristampa.
Un pugno alla volta non è solamente il racconto di una malattia, di un percorso difficile, ma è la testimonianza di una rinascita: l’autore si mette a nudo con lo scopo di sensibilizzare e condividere, rompendo il silenzio su un tema ancora troppo poco conosciuto, il tumore al seno maschile, patologia che nell’immaginario comune è strettamente femminile, ma che può colpire in minima parte anche gli uomini. Vincenzo Cucci ha scelto di non piegarsi di fronte a un destino inaspettato, di trasformare il dolore in forza, la paura in motivazione, la fragilità in coraggio. La nostra esistenza può cambiare in un istante, i nostri progetti in un attimo possono sfumare, ma dentro di noi esiste una riserva di energia più grande di quanto immaginiamo. L’esternazione del dolore può aprire spazi di comprensione e solidarietà; la vita, pur ferita, può continuare a sorprendere. Vincenzo ci mostra che non bisogna vergognarsi delle proprie cicatrici, segni tangibili di una lotta che ha il sapore della dignità, e vuole, attraverso questo libro, essere un esempio e uno stimolo per tutti.
Biografia autore:Vincenzo Cucci è nato a Cosenza il 28 giugno 1982 e risiede a Spezzano Albanese (CS). Ha conseguito una laurea magistrale in turismo presso l’Università della Calabria, successivamente presso la stessa università ha concluso un master universitario in Management delle Amministrazioni Pubbliche, approfondendo tematiche legate all’organizzazione, alla governance e all’innovazione nel settore pubblico. Ha completato il percorso accademico nel 2025 con una laurea in Scienze della Pubblica Amministrazione presso l’Università della Calabria. Nel 2018, a 36 anni, ha scoperto di avere un tumore alla mammella, una diagnosi rara per un uomo e spesso sottovalutata. Dopo un percorso di terapie complesse, affrontato con forza e consapevolezza, a distanza di sette anni dalla diagnosi ha scelto di raccontare pubblicamente la sua storia. Un pugno alla volta nasce dal desiderio di abbattere i pregiudizi legati al tumore maschile al seno, sensibilizzare l’opinione pubblica e offrire sostegno a chi si trova ad affrontare un’esperienza simile.
La storia vera di Paolo Piccoli, Michela Morutto e dei loro figli, Mattia e Andrea, una famiglia di Concordia Sagittaria. Questo libro ne contiene due. Nel primo, Un tempo piccolo, uscito nel 2020, Serenella Antoniazzi raccoglie le voci di Michela e Paolo, che raccontano il cammino verso la diagnosi di Alzheimer precoce di lui, allora poco più che quarantenne. Scelgono di raccontare la loro storia e per farlo ricorrono al tempo, nella sua unità di misura più piccola, l’istante, l’unico capace di sfuggire alle dimenticanze. Quel racconto ha commosso migliaia di lettori, ispirando il film Per te. Il secondo libro, Dopo un tempo piccolo, che prosegue fino al 2025, riprende la trama interrotta: Paolo vive in una RSA dal 2020, mentre Michela e i figli continuano a tessere una nuova forma di famiglia. Mattia e Andrea crescono, imparano a convivere con l’assenza e a trasformarla in amore. Michela diventa voce che illumina, portando la loro storia là dove può generare cambiamento. Questo libro è un atto d’amore, una carezza contro l’oblio, la prova che anche in un tempo piccolo si può continuare a essere famiglia.
Biografia autore:Serenella Antoniazzi nasce e vive a Portogruaro, in provincia di Venezia. La sua prima pubblicazione è del 2015: Io non voglio fallire (Nuova Dimensione Editore). Imprenditrice, con il suo impegno, e grazie alla pubblicazione, nasce nel 2016 il “Fondo per le vittime di mancati pagamenti per dolo di terzi” del Ministero dello Sviluppo Economico e successivamente della regione Veneto. A giugno 2019 esce il romanzo Fantasmi, (Apogeo Editore) tratto da storie vere. Con Gemma Edizioni ha pubblicato nel 2020 Un tempo piccolo – Continuare a essere famiglia con l’Alzheimer precoce. Il libro ha ispirato il film Per te (2025) prodotto da Piper Film, Lungta Film e Alea Film, in collaborazione con Netflix. Oggi Serenella Antoniazzi si occupa di aiuti alle imprese, di sociale, di progetti a tutela delle donne, di valorizzazione territoriale.
Vicino a te è un libro pensato per affrontare il tema della perdita – che si tratti di una persona cara o di un animale domestico – con un linguaggio semplice, poetico e adatto alla sensibilità infantile. Le illustrazioni evocative e il tono narrativo rassicurante accompagnano i piccoli lettori verso una comprensione serena e non traumatica di una delle esperienze più complesse dell’esistenza: il lutto. Pensato per essere condiviso da bambini e adulti, questo libro è un abbraccio gentile per chi sta attraversando un momento difficile, una vera e propria coccola che accoglie il lettore nel suo smarrimento e nelle sue emozioni. Pagina dopo pagina, accompagna alla scoperta che chi amiamo non ci lascia mai davvero, ma continua a vivere nei nostri ricordi, nei nostri gesti e nel nostro cuore. Vicino a te è un dolce invito a sentire che, anche quando qualcuno non è più accanto a noi, il suo amore continua a esserci. Vicino a te. Sempre.
Biografia autore:Silvia Dal Cin, classe 1985, è da sempre appassionata di narrativa per bambini e ragazzi. Ha pubblicato albi illustrati, romanzi per ragazzi e saggi brevi. Crede fortemente nel potere di una buona storia.
Esistono luoghi, le cosiddette «zone blu», dove vivere oltre i cent’anni in salute è la norma. Qui abitano comunità che hanno trasformato il benessere in una pratica quotidiana, custodendo segreti di salute tramandati nei secoli. Per rendere accessibili a tutti i segreti di queste realtà, Leonardo Calò ha creato un approccio che unisce tradizioni antiche e scoperte mediche moderne, rivelando come superfood, nutrienti e strategie metaboliche possano rigenerare la salute a livello cellulare. Ma la vera scoperta va oltre l’alimentazione: il benessere psicologico, la gioia delle relazioni autentiche e il godere delle piccole cose quotidiane si rivelano altrettanto essenziali per un invecchiamento di qualità. Questo libro ci accompagna alla scoperta dei segreti dell’epigenetica, ci insegna a interpretare i segnali del nostro corpo e a riconoscere i rischi nascosti dell’alimentazione moderna.
Biografia autore:Leonardo Calò Professore ordinario di Cardiologia presso l'Università degli Studi di Roma «Foro Italico» e Direttore del Centro di Cardiologia del Policlinico Casilino di Roma, ha organizzato numerosi congressi e corsi, tra cui «PLACE – Platform of Laboratories for Advances in Cardiac Experience», giunto alla 10ª edizione con la partecipazione di oltre 2500 specialisti. Relatore e moderatore in più di 800 eventi scientifici, è Fellow per meriti scientifici e organizzativi dell'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri e della Società Europea di Cardiologia. La sua ricerca spazia dalla prevenzione della morte cardiaca improvvisa alla cardiologia dello sport, dalla caratterizzazione fenotipo-genotipo delle cardiomiopatie alla telecardiologia, e infine alla longevità. Ha all'attivo oltre 350 pubblicazioni di rilevanza internazionale.
A tredici anni, quello che oggi è uno dei grandi della pallacanestro della pallacanestro fra i più amati dai tifosi è ancora un ragazzino che non si sente abbastanza, e cerca disperatamente il modo di esserlo. Impacciato e corpulento, coi suoi 121 kg è un bersaglio facile, la sua autostima crolla, al contrario del numero sulla bilancia. Ma non sa chiedere aiuto, Pippo. Lui è quello che non dà mai problemi, che cerca di non attirare l’attenzione sulle sue fragilità. Segretamente comincia a saltare i pasti, un poco alla volta, poi sempre più spesso, nella pericolosa spirale dei disturbi alimentari. Pippo sta bene con se stesso solo in palestra. Con la palla a spicchi è bravo, un “diamante grezzo” che imparerà a brillare. Ma campioni non si nasce e Pippo lo sa bene. La via, per lui che in un mondo di Batman si sente il fedele aiutante Robin – sempre al servizio di un bene superiore – è in salita. Dopo la Stella Azzurra e le prime esperienze da professionista, il basket diventa la sua priorità. Trust the process è il suo mantra: credi in ciò che fai, persevera. Se fallisci, torna in palestra e ricomincia da capo. Riavvolgendo il nastro del tempo, in questa autobiografia Pippo racconta il suo appassionante viaggio fino all’Olimpia Milano, passando per club blasonati e scudetti, Mondiali e Olimpiadi. Per vittorie esaltanti e giornate nere. Ogni tappa è segnata da grandi amicizie e traguardi raggiunti, ma anche da momenti duri, insicurezze e un’ossessiva ricerca della perfezione. Un’avventura umana e sportiva che va oltre il campo da gioco e l’ha condotto fino in Tanzania, con la fondazione di Amani Education ODV e alla scoperta del bisogno, inaspettato, di perdonare e perdonarsi. Robin si toglie la maschera, rivelandoci il toccante percorso di crescita che l’ha reso il campione di oggi.
Biografia autore:Giampaolo Ricci, detto Pippo (Roma, 1991), è un cestista italiano. Gioca nel ruolo di ala nell’Olimpia Milano, di cui è capitano insieme a Shavon Shields, e nella Nazionale italiana di pallacanestro. Ha vinto quattro scudetti consecutivi, una Supercoppa italiana e per due volte la Coppa Italia. Laureato in matematica, è fondatore dell’organizzazione di volontariato Amani Education ODV per portare un’istruzione di qualità a ragazze e ragazzi della Tanzania.
A trentun anni Fabio Macaluso è un manager di successo, protagonista dell’avventurosa fase di avvio di una delle più promettenti startup italiane. Nello stesso periodo diventa il peggior nemico di se stesso. Prigioniero dei suoi pensieri, inizia una discesa agli inferi che lo condurrà al ricovero e alla diagnosi: disturbo bipolare. Oggi, posta la giusta distanza da eventi ed emozioni, ripercorre quella che non è solo la storia della sua malattia, ma di una presa di coscienza che avviene nella vita di ciascuno quando si guardano in faccia i propri limiti. Come si rinasce dalle ceneri, dopo che il mondo è andato in pezzi? Come si colma la voragine oscura in cui ti spinge la depressione? Come si convive con il ricordo delle azioni commesse quando la mente andava troppo su di giri? Un cammino più che accidentato quello di chi si scopre bipolare, perché l’esistenza stessa può coincidere con la malattia, divenendo drammatica finzione, in cui gli effetti del malessere si confondono con la causa e ci si sente instancabili, ottimisti all’inverosimile: «“Stai male quando stai bene”, queste cinque parole racchiudono l’insidia del mio disturbo». Tra potenti flashback e toccanti riflessioni, l’autore racconta le fasi più dure e la leggerezza dei momenti autentici di condivisione, la ricerca del delicato equilibrio tra terapia e farmaci per affrancarsi dalle visioni distorte create dalla mente, i passi per riprendersi il proprio tempo e far prevalere gli affetti, senza per questo rinunciare alla libertà e alla curiosità intellettuale. Con coraggio e con la stessa intensità con cui l’ha vissuta, rilegge la sua esperienza illuminandola di nuova consapevolezza: «Siamo fatti di memoria: il nostro edificio è più solido se ci avvaliamo delle nostre fondamenta, adattandole o ricostruendole dopo ogni crisi».
Biografia autore:Fabio Macaluso, giurista, esperto di comunicazioni e diritto d’autore, è stato manager di alcune tra le maggiori aziende italiane e docente a contratto presso varie università nelle materie della proprietà intellettuale e della protezione dei dati personali, sulle quali ha pubblicato diversi saggi. È presidente della Fondazione Casa Rossa di Bari, che si propone il recupero e la valorizzazione degli spazi di un ex campo di concentramento fascista nell’agro di Alberobello.
Tutta la vita di Zoe, una donna che si è fatta da sé. L’infanzia con una madre anaffettiva e ludopatica e un padre inetto. Il legame profondo con la sorella maggiore. La carriera in una boutique della Milano bene: il lusso che la circonda non le fa perdere di vista i suoi valori. Il particolare rapporto d’amore / amicizia con Alberto. Alcuni viaggi in località italiane di interesse culturale o naturale. L’incontro con il grande vero amore, Luca, che diventa suo compagno di vita. Il cancro al seno che le sconvolge la vita in giovane età (35 anni circa) e che lei affronta con grande coraggio, introspezione, positività, supportata dalla cerchia di familiari e amici. Il calvario delle numerose terapie, la speranza alternata alla disperazione, la ricerca della bellezza della vita nonostante la malattia, fino alla scelta finale dell’eutanasia, fatta con consapevolezza (dignità per sé stessa, amore per chi la circonda).
Biografia autore:Mariangela Di Giovanni, classe 1981, nasce e cresce a Roseto degli Abruzzi, ma il richiamo delle lingue e dei viaggi la porta presto lontano. Si laurea in lingue e letterature straniere a Bologna, tra un lavoro come interprete e turni da barista. Insegue nuove avventure, per cibare la sua innata curiosità, spostandosi prima a Londra, poi a Barcellona per approdare, infine, a Roma dove inizia una carriera nella moda. L’incontro con il mondo del design la riporta nella sua terra di origine e la conduce in una nota azienda di arredamento, dove riesce a unire le sue passioni per le lingue e per le esperienze internazionali. Dopo oltre dieci anni, si reinventa nel campo della pubblicità e del digital signage, entrando in un gruppo leader sul mercato come business developer. La scrittura arriva inaspettata, poco prima dei quarant’anni, e questo è il suo primo libro pubblicato.