La nuova età

  • Francesco Florenzano

    Editore: Edup Pubblicazione: 2025

    Sinossi:

    L’Italia invecchia. Ma lo fa senza capire davvero cosa sta accadendo. La nuova età parte da un dato scomodo: la soglia dei 65 anni, quella su cui si costruiscono politiche, pensioni e pregiudizi, è un’invenzione ottocentesca che non regge più. Chi ha sessantacinque anni oggi non è lo stesso di cent’anni fa, biologicamente, psicologicamente, socialmente. Francesco Florenzano smonta con rigore statistico ed epidemiologico i luoghi comuni sull’invecchiamento: la vecchiaia come declino inevitabile, gli anziani come peso per la collettività, la longevità come problema demografico. I dati ISTAT e OCSE diventano strumenti di denuncia civile: rivelano una realtà più complessa e più ricca di quella raccontata dall’allarmismo demografico. Il libro affronta la nuova età in tutta la sua ampiezza: corpo, memoria, sessualità, identità, solitudine, dipendenza digitale, ageism, senza eufemismi e senza consolazioni di maniera. Analizza l’interdipendenza generazionale come alternativa al conflitto tra giovani e anziani, la memoria personale e storica come forma di resistenza, il ruolo civile e politico degli over 65 in una società che tende a escluderli mentre dipende da loro. Al centro del libro sta una tesi precisa: invecchiare bene non è un privilegio individuale, è una questione collettiva. Richiede politiche serie di invecchiamento attivo, educazione non formale accessibile a tutti, città a misura di persona. E richiede, prima di tutto, un cambiamento di sguardo: riconoscere nell’anziano non un problema da gestire, ma un patrimonio da non sprecare.

    Biografia autore:

    Francesco Florenzano, psicologo, gerontologo e saggista, è uno dei principali esperti italiani di educazione degli adulti, fondatore dell’Upter (Università Popolare di Roma, 1987) e dell’Unieda (Unione Italiana di Educazione degli Adulti, 1993). Convinto che imparare sia un diritto senza scadenza, ha costruito una delle esperienze più longeve di educazione non formale in Italia. La sua formazione attraversa psicologia sociale, antropologia e letteratura del Mezzogiorno. Studia l’invecchiamento senza nostalgia e senza eufemismi: lo legge come risorsa civile, non come problema assistenziale. Usa i dati ISTAT e OCSE – frutto anche della sua formazione epidemiologica (ISS, Consiglio d’Europa) – per mostrare quello che preferiremmo non vedere. Ha diretto oltre 40 progetti su invecchiamento, lifelong learning e immigrazione, sostenuti da ministeri e regioni. Ha scritto oltre 120 articoli e 36 monografie, tra cui Il rifiuto di vivere (con Paolo Crepet), Alfabeto Maggiore (2024), La nuova età (2025) e Il Sud che votò per la Repubblica (2026). Crede che la dignità degli esclusi sia il vero metro di misura di una civiltà. E lo scrive con uno stile che non concede sconti: diretto, caldo, mai consolatorio.